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21 Maggio 2026

L’AI entra negli studi medici. Scribe e Plaud riducono del 60% il tempo di redazione clinica

La tecnologia che consente di generare automaticamente il diario clinico e il piano di trattamento durante la visita


Alfadocs

Nonostante oltre il 40% degli studi medici dichiari interesse verso l’intelligenza artificiale, la sua adozione reale resta ancora limitata. Il motivo non è tecnologico, ma operativo: strumenti non integrati e processi frammentati rendono difficile utilizzare l’AI nella pratica quotidiana.

Oggi lo studio medico è un ecosistema complesso, composto da software, app, appunti e comunicazioni distribuite. In questo contesto, l’intelligenza artificiale rischia di diventare un ulteriore strumento isolato, incapace di incidere davvero sul lavoro clinico.

In questo scenario si inserisce Alfadocs, piattaforma operativa per gli studi medici privati, progettata per integrare l’intelligenza artificiale direttamente nei flussi di lavoro, trasformandola da funzione accessoria a pratica quotidiana.

“L’intelligenza artificiale negli studi medici non è un problema tecnologico, ma culturale e operativo. Non basta renderla disponibile: deve diventare parte naturale del lavoro quotidiano del medico. Quando questo accade, l’AI smette di essere uno strumento e diventa infrastruttura”, dice Fabian Zolk, Co-founder e Chief Product Officer di Alfadocs.

Al centro di questo approccio c’è Scribe, la tecnologia che consente di generare automaticamente il diario clinico e il piano di trattamento durante la visita, attraverso l’elaborazione in tempo reale della conversazione tra medico e paziente.

A rendere possibile questa integrazione è Plaud Note Pin S, il dispositivo AI indossabile che permette al medico di rimanere completamente concentrato durante le conversazioni, senza perdere alcun dettaglio importante, mentre l'Intelligenza Artificiale si attiva immediatamente e in modo naturale, trascrivendo e riassumendo le conversazioni in maniera pratica, senza interrompere la visita.

Non è un’app da aprire né uno strumento da cercare: è un gesto semplice e continuo. Basta un click.

“Il vero limite dell’AI non è la qualità della tecnologia, ma la sua attivazione nel momento giusto”, sottolinea Olga De Giovanni, Head of Marketing di Alfadocs. “Se richiede un’azione in più, semplicemente non viene usata. Per questo abbiamo lavorato per integrarla direttamente nei flussi operativi, rendendola sempre accessibile e immediata”.

Il problema dell’AI non è accenderla, ma ricordarsi di usarla nel momento giusto, senza interrompere la visita. Plaud risolve questo passaggio, rendendo l’interazione con l’intelligenza artificiale immediata e integrata nel flusso clinico.

“Plaud è stato creato per supportare coloro che non possono permettersi di perdere alcun dettaglio. In ambito sanitario, questo significa ogni consultazione, ogni scambio, ogni decisione. Il vero valore non risiede solo nelle note in sé, ma soprattutto nella sicurezza che deriva dalla consapevolezza che la conversazione viene sempre conservata e nella possibilità di dedicare maggiore attenzione al paziente”, ha affermato Brandon Lutz, direttore marketing di Plaud.

L’adozione dell’intelligenza artificiale, infatti, non avviene quando la tecnologia è disponibile, ma quando diventa parte del comportamento operativo: sempre accessibile, senza frizioni, senza decisioni aggiuntive.

Un esempio concreto arriva dallo Studio Sabiu, che ha introdotto Scribe di Alfadocs per automatizzare la verbalizzazione delle visite. Prima dell’adozione, la redazione dei verbali clinici e la trasmissione delle informazioni alla segreteria richiedevano tempo e comportavano un rischio di perdita di dettagli.

Oggi, grazie all’elaborazione in tempo reale della conversazione, il sistema genera automaticamente diario clinico e piano di trattamento, pronti per essere archiviati.

Il risultato è una riduzione di oltre il 60% del tempo dedicato alla redazione dei verbali clinici, con un impatto diretto sull’efficienza organizzativa e sulla qualità della relazione con il paziente.

“Scribe ha cambiato il modo in cui viviamo la prima visita: posso concentrarmi completamente sul paziente, sapendo che ogni parola viene trasformata in documentazione precisa e immediatamente operativa”, spiega la dott.ssa Barbara Sabiu. “È come avere un assistente virtuale invisibile”.

Alfadocs si configura così come il punto unico di gestione delle attività dello studio: una piattaforma cloud che centralizza cartella clinica, agenda, comunicazioni e processi operativi, trasformando ogni interazione in dato strutturato e immediatamente utilizzabile.  

Plaud cattura. Scribe trasforma. Alfadocs dà valore.    


 
 

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