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02 Maggio 2017

Incappucciamento pulpare: una sfida continua per gli odontoiatri. Due studi clinici sul tema

di Massimo Gagliani


In tempi recenti si è fatto un gran parlare di odontoiatria rigenerativa, tuttavia il solo conservare la struttura dentale rappresenta una delle sfide che ogni odontostomatologo deve affrontare nella quotidianità, particolarmente quando si tratta di pazienti giovani, in cui la prospettiva di impiego degli elementi dentali permanenti è particolarmente lunga.


Il processo di rimozione della lesione cariosa sovente determina la scopertura di una piccola parte della polpa dentale: la decisione di effettuare un incappucciamento pulpare o una terapia canalare rappresenta per il clinico un momento di grande incertezza.


I due studi che presentiamo nella circostanza possono essere rappresentativi di alcune delle situazioni cliniche e, soprattutto, dei mezzi che si potrebbero utilizzare per ottenere un miglior risultato quando si effettua una procedura di incappucciamento pulpare.

Studio 1

Nello studio preso in considerazione gli autori hanno seguito longitudinalmente per circa tre anni 193 pazienti in cui erano stati effettuati 204 incappucciamenti pulpari.

I criteri di valutazione del successo o del fallimento della terapia erano di tipo radiografico; ovvero, se sull'elemento dentale, in cui era stato effettuato il processo di protezione della polpa, si riscontravano lesioni radiotrasparenti periapicali di origine endodontica, oppure segni di trattamento canalare la terapia in questione veniva considerata fallimentare. In caso contrario si attribuiva all'elemento dentale un valore prognostico positivo.

Il successo riscontrato in questo studio sperimentale è stato pari al 59. 3%. Tuttavia, il successo è apparso molto più evidente nelle esposizioni meccaniche accidentali della polpa rispetto quelle di origine cariosa (92,2% vs 33,3%).

Il risultato finale è stato più favorevole quando si sono effettuati dei restauri di tipo definitivo; le lesioni di tipo occlusale avevo una percentuale di successo nettamente superiore se paragonate a quelle di tipo interprossimale; tra queste ultime lesioni, le mesio-occluso-distali (MOD) erano quelle con percentuale di successo inferiore, pari al 28,6%.

Conclusioni

Sebbene questo studio sia stato condotto da odontoiatri non molto esperti, la percentuale di successo registrata - con procedure di protezione della polpa - nelle lesioni cariose che coinvolgono la struttura pulpare risulta essere talmente bassa da sconsigliare l'intervento di incappucciamento pulpare.

Studio 2

Un'ipotesi alternativa alle procedure tradizionali di incappucciamento pulpare può venire dall'utilizzo del laser; in una revisione sistematica apparsa sul Journal of the American Dental Association (JADA), sono stati presi tutti gli studi che comprendessero l'impiego del laser in questo di cui procedura. La percentuale di successo riscontrata è stata molto vicina al 90% mentre è apparsa del 67. 2% nei gruppi di controllo.

Questo risultato potrebbe dischiudere nuovi orizzonti che potrebbero essere particolarmente interessanti soprattutto nei pazienti giovani in cui l'opportunità di salvare la polpa dentale rappresenta una scelta non derogabile da parte dell'odontoiatra.

Introduzione

In uno studio multicentrico gli autori hanno preso in esame due modalità di incappucciamento pulpare: una che prevedeva l'impiego di MTA (Mineral Trioxide Aggregate) e l'altra invece che si avvaleva del tradizionale idrossido di calcio.

Sono stati arruolati 70 pazienti adulti tra i 18 e i 55 anni e controllati per 36 mesi. L'obiettivo primario è stato quello di esaminare la sopravvivenza delle polpe esposte così trattate, a corollario si è analizzata la sensibilità post-operatoria.

Risultati

A 36mesi, la sopravvivenza registrata nel gruppo MTA è stata pari all' 85% mentre è stata del 52% nel gruppo trattato con liner a base di idrossido di Calcio (P=0.006). Non c'è stata alcuna differenza significativa nella sensibilità postoperatoria in relazione al tipo di materiale impiegato.

Conclusioni

Il Mineral Trioxide Aggregate (MTA) si è dimostrato migliore rispetto all'idrossido di calcio tradizionale nel trattamento delle polpe esposte in denti molari pazienti adulti

 

A cura di: Massimo Gagliani, Coordinatore Scientifico Area odontoiatrica Edra

Per approfondire:

1) The radiographic outcomes of direct pulp-capping procedures performed by dental students: a retrospective study. Al-Hiyasat AS1, Barrieshi-Nusair KM, Al-Omari MA. J Am Dent Assoc. 2006 Dec;137(12):1699-705.

2) Laser use in direct pulp capping: A meta-analysis. Deng Y, Zhu X, Zheng D, Yan P, Jiang H. J Am Dent Assoc. 2016 Dec;147(12):935-942.

3) Capping carious exposures in adults: a randomized controlled trial investigating mineral trioxide aggregate versus calcium hydroxide. Kundzina R1, Stangvaltaite L1, Eriksen HM1, Kerosuo E1. Int Endod J. 2016 Nov 7. doi: 10.1111/iej.12719. [Epub ahead of print]

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