HOME - Interviste
 
 
23 Maggio 2017

L'Assemblea ANDI non approva l'ipotesi di nuova campagna di comunicazione per gli studi degli associati. Niente fondo mirato a questo progetto


Lo scontro tra Catene e ANDI, iniziato col Ddl Concorrenza, in particolare sull'emendamento che l'Associazione era riuscita a fare presentare e che, se approvato, avrebbe limitato la presenza del socio di capitale nelle società che esercitano l'odontoiatra ad un terzo, si è svolto pubblicamente anche sulle pagine dei quotidiani con inserzioni pubblicitarie da entrambe le parti.

Per fare questo ANDI aveva attivato una sottoscrizione tra i soci per sostenere la pubblicazione dei messaggi, sottoscrizione che in poco tempo aveva raccolto una buona parte della cifra utilizzata per la campagna. Promozione degli studi ANDI proseguita poi anche attraverso una campagna televisiva andata in onda nel periodo natalizio sulle principali reti sia Rai che Mediaset.

Per evitare di dover attivare nuove sottoscrizioni simili e poter contare su di un budget che permettesse di programmare ed attivare un vero e proprio progetto di campagne informative continuative e mirate, come del resto deliberato durante il Congresso Politico dello scorso anno a Venezia, ANDI ha proposta ai delegati all'Assemblea nazionale, convocata questo fine settimana a Rimini, di votare un aumento della quota associativa per creare un fondo ad hoc.

Proposta, e questa è la notizia, che è stata bocciata.

Presidente Prada, come mai? Ci sembrava che i soci ANDI avessero non solo apprezzato l'iniziativa, ma chiedessero all'Associazione di contrastare le pubblicità delle Catene attraverso campagne mirate che promuovessero gli studi dei dentisti ANDI?

In realtà questo era ciò che anche io ritenevo. Era un punto del Documento Politico approvato dal Congresso di Venezia ma anche un'azione attesa dai soci, stando ad un sondaggio che abbiamo realizzato proprio per capire la volontà dei nostri iscritti. Sondaggio che indicava in circa il 70% la percentuale dei soci disposti, a fronte di una maggiore costo della quota associativa (40 euro annui l'aumento proposto NdR), ad attivare un fondo per intraprendere azioni di comunicazione rivolte ai cittadini sia per contrastare la pubblicità delle Catene ma anche per informare sui vantaggi di affidarsi per la cura ai dentisti associati ANDI, oltre a promuovere iniziative mirate alla promozione della salute orale ed all'importanza delle visite periodiche nei nostri studi.

Allora perché l'assemblea ha votato contro la vostra proposta?

Non era una proposta dell'Esecutivo ma, come precisato anche nell'Ordine del Giorno dell'Assemblea, una ipotesi avanzata per dare concretezza a quanto approvato nel documento congressuale lo scorso anno. L'Esecutivo nazionale esegue poi ciò che i Delegati delle Sezioni decidono: siamo in democrazia, la maggioranza ha sempre ragione e naturalmente si prende le responsabilità di quanto deciso.

Ma la sua lettura è quella che la maggioranza non abbia ritenuto necessario attivare campagne informative?

Dal dibattito avvenuto a Rimini ho inteso che principalmente le criticità erano sulla difficoltà ad aumentare la quota associativa, soprattutto in alcune realtà territoriali. Certamente, soprattutto in certe zone d'Italia dove il fenomeno delle Catene non è ancora sviluppato ed importante, l'esigenza non è stata percepita come prioritaria. A questo aspetto si sono aggiunte le critiche di chi vuole contrastare l'azione nazionale ad ogni costo, perché si sente già in campagna elettorale per il rinnovo dell'Esecutivo che avverrà il prossimo anno. La congiunzione ha portato al voto negativo.

Può essere una bocciatura della precedente campagna informativa giudicata da alcuni troppo incentrata sul logo ANDI mentre i soci vorrebbero vedere promosso il proprio nome?

Non credo assolutamente perché non si votava un progetto comunicativo già precostituito, anche se naturalmente è stata presentata ai delegati l'evoluzione che ha seguito la campagna informativa ANDI in questi anni, ma la creazione di un fondo da destinare a nuove ed importanti e costanti campagne di comunicazione future. Che sarebbero state definite con un incarico ad hoc per elaborarle ad una grande Agenzia di Comunicazione, in caso di certezza di disponibilità delle risorse (circa 1 milione di euro l'anno NdR) e poi discussi in un Consiglio Nazionale, come sempre avviene in ANDI. L'Esecutivo non poteva certo far elaborare il nuovo progetto (solo l'ideazione da parte delle Agenzie specializzate costa centinaia di migliaia di euro), senza avere la certezza delle risorse disponibili. Comunque non ne faccio certo un dramma. Ripeto, è stata una scelta democratica dei delegati provinciali, che sapranno motivare tale scelta con i loro colleghi nelle sezioni.

Ma l'Associazione non potrebbe farsi carico di sostenere l'investimento economico senza chiedere contributi?

Questo l'abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo anche con le poche risorse disponibili: cerchiamo di promuovere il Network ANDI e sta poi al singolo socio, attraverso gli strumenti che l'associazione ha fornito, di connotare il proprio studio come appartenente al Network. Certo un progetto continuativo e innovativo di comunicazione poteva dare risultati migliori. Nell'intervista che il nuovo amministratore di Vitaldent vi ha concesso ha indicato in 4 milioni di euro il loro investimento in pubblicità per il 2017. L'intero bilancio annuale di ANDI è inferiore a quella cifra. Il voto indica che i delegati provinciali non ritengono una priorità quella delle campagne di promozione degli studi dei soci ANDI, la ritengo una regressione rispetto a quanto molti di quegli stessi delegati hanno deciso solo un anno fa a Venezia. Sono amareggiato perché si è persa un'opportunità per l'Associazione e forse per il mantenimento del nostro modello professionale; le nuove risorse sarebbero sarebbe giunte con l'anno 2018 e quindi gestite da chiunque vincerà le elezioni che si svolgeranno il prossimo anno. Io non sarò più presidente nazionale (lo Statuto ANDI non permette più di due mandati ed il presidente Prada non potrà essere quindi ricandidato, NdR) ma l'amore che ho verso l'ANDI e la volontà di fare il massimo per noi dentisti, mi porta a continuare a proporre iniziative per migliorare la nostra situazione e fare crescere ancora di più la nostra Associazione, al di la di chi la guiderà in futuro.

 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Il 64° Congresso scientifico disegna il futuro dell’odontoiatria, ricco il programma scientifico. Non mancheranno le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della...


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Obiettivo: riportare con responsabilità al centro della missione il Sindacato, le Competenze e i Territori, con gestione trasparente delle risorse e ampia condivisione di idee


interviste     27 Aprile 2026

Oggi ANDI compie 80 anni

Abbiamo celebrato la ricorrenza con l’attuale presidente ANDI Carlo Ghirlanda, attraverso un racconto personale che guarda al passato più recente ma anche al futuro dell’Associazione.


Un’app per la fisioterapia a domicilio per nei pazienti con TMD dolorose. Uno studio di ricercatori italiani ne ha approfondito l’efficacia


"Un passaggio storico per la professione odontoiatrica che chiude una battaglia che ANDI porta avanti ad oltre 70 anni contro i finti dentisti". Sono queste le parole a caldo del presidente ANDI...


L'approvazione della Legge "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento" potrebbe aprire un fronte anche per gli odontoiatri in tema di obbligo di consenso...


"Come sindacato più rappresentativo del settore ci schieriamo con FNOMCeO e CAO nel sostenere la necessità che medici ed odontoiatri abbiamo le stesse opportunità in tema di...


Le norme ma anche e soprattutto le regole dal punto di vista della deontologia. Ne abbiamo parlato con il presidente CAO di Catanzaro che ha posto (sui social) la questione


Immagine di repertorio

Pechino intensifica la lotta alle fake news in campo sanitario, ritirati dagli schermi televisivi gli spot ritenuti fuorvianti


Altri Articoli

Dal 14 al 16 maggio, a Rimini, l’appuntamento di riferimento per tutto il settore dentale: ricco programma scientifico e mostra merceologica. Ecco le modalità per iscriversi...


Immagine di repertorio

Particolare attenzione deve essere prestata ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. Ecco le raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco


Per gli avocati Stefanelli e Castelli è un obbligo e non si può ignorare. Ecco di cosa si tratta e perché lo studio odontoiatrico deve attivarsi


Aggiornamento per igienisti dentali ed odontoiatri. Venerdì 15 maggio 2026 con la prof.ssa Gianna Nardi ed il dott. Giuseppe Chiodera


I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire...


L’obiettivo è garantire agli studenti un accesso precoce e privilegiato a un network professionale consolidato


In occasione delle Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, l’ISS cerca di sensibilizzare il personale sanitario. Ecco le indicazioni per il Team odontoiatrico


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...


Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni...


Dura la reazione del presidente nazionale CAO Andrea Senna: “occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica ed odontoiatrica”


I Giudici ribadiscono che il reato di esercizio abusivo non richiede la verifica della qualità della prestazione resa e il diploma di Laurea deve essere riconosciuto anche in Italia 


Mancavano, anche, i protocolli di sterilizzazione e le misure periodiche riferite alla radioprotezione. Sospesa l’autorizzazione sanitaria mentre il titolare è stato segnalato all’Ordine 


Il SIASO richiama di rispettare il dettato normativo che non consente all’ASO di svolgere l’attività in regime di lavoro autonomo


Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi