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28 Marzo 2011

Come funziona l’Enpam

di Andrea Telara


A partire dalla metà degli anni ’90 sono state approvate diverse riforme che hanno reso sempre meno generosi gli assegni erogati dall’Inps e dagli altri enti previdenziali di categoria, comprese le casse privatizzate dei professionisti.
Nel caso specifico dell’Enpam, i camici bianchi hanno mantenuto delle regole per il calcolo delle pensioni un po’ particolari, differenti rispetto a quelle di molte altre categorie di lavoratori. Ciò non toglie, tuttavia, che anche i medici e i dentisti più giovani non potranno beneficiare in futuro delle generose pensioni percepite dai loro colleghi anziani.
Occorre specificare, però che le simulazioni contenute nelle tabelle riguardano i professionisti che operano prevalentemente in regime di lavoro autonomo.
I contributi versati all’Enpam si dividono infatti in diverse categorie, che corrispondono ciascuna a uno specifico fondo previdenziale. Le due classi più importanti (almeno per gli odontoiatri) sono la Quota A e la Quota B.
La prima è riservata prevalentemente ai professionisti che lavorano alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale (i quali aderiscono anche all’Inpdap, l’ente previdenziale dei dipendenti pubblici).
La Quota B, invece è una gestione previdenziale destinata per lo più ai camici bianchi che svolgono un’attività in proprio e che superano determinate soglie di reddito.

Quota A
Il contributo è dovuto dal mese successivo all’iscrizione all’albo sino al compimento del 65° anno di età, o, in via facoltativa, sino al 70° anno di età.
Per quanto riguarda l’ammontare del contributo deve essere:
– € 186,40 annui fino a 30 anni di età;
– € 361,82 annui dal compimento dei 30anni fino ai 35 anni di età;
– € 678,99 annui dal compimento dei 35 anni fino ai 40 anni di età;
– € 1.253,96 annui dal compimento dei 40 anni fino a 65 anni di età;
– € 678,99 annui, fino a 65 anni di età, per tutti gli iscritti ultra-quarantenni ammessi a contribuzione ridotta.
Oltre ai contributi ordinari, tutti gli iscritti sono tenuti a versare il contributo di maternità, adozione e aborto pari a € 42,75 annui.

Quota B
Tra i requisiti c’è l’iscrizione all’albo professionale.
Il reddito libero professionale netto annuo nel 2009 deve essere superiore a:
– € 5.410,22 annui per gli iscritti di età inferiore a 40 anni, ovvero ammessi al contributo ridotto alla “Quota A”;
– € 9.991,70 annui per gli iscritti di età superiore a 40 anni.
I contributi dovuti sui redditi prodotti nell’anno 2009 sono:
– 12,50% del reddito professionale netto, con esclusione delle voci connesse ad altra forma di previdenza obbligatoria sino all’importo di € 52.637,39;
– 1% sul reddito eccedente tale limite.
Gli iscritti che contribuiscono stabilmente anche ad altre forme di previdenza obbligatoria possono presentare istanza per essere ammessi alla contribuzione ridotta:
– del 2% sino a 52.637,39 euro;
– dell’1% sul reddito eccedente tale limite.

 
 

GdO 2011;4

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