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24 Maggio 2011

Proprietari di studio: gli aspetti burocratici sono troppi

di Debora Bellinzani


Daniele, proprietario di studio
Daniele ha 37 anni, è diplomato in odontotecnica, laureato in odontoiatria e specializzato in implantologia. Più di 10 anni fa ha rilevato uno studio in un quartiere periferico di Milano e da allora lo gestisce da solo.

Perché hai studiato odontoiatria?
La scelta di studiare odontoiatria non è stata del tutto libera ma condizionata dall’ambito familiare, quindi non ho affrontato questo percorso con grandi illusioni: ero già in questo settore come odontotecnico e dunque mi ero fatto un’idea di cosa voleva dire lavorare in uno studio e quale fosse lo stato della professione.

La realtà della professione è diversa da ciò che ti aspettavi?
Pur non avendo illusioni verso questo settore, alla prova dei fatti la gestione di uno studio si è rivelata molto più difficile e impegnativa di quanto potessi immaginare: oltre alla pratica clinica che mi piace svolgere, e che ha difficoltà intrinseche, devo seguire tutti gli aspetti burocratici, legislativi, contabili, fiscali e quelli legati all’appartenenza all’ordine. In particolare trovo molto stressante il rapporto con il personale e gli assistenti di studio, al confronto del quale le incomprensioni che talvolta possono nascere con i pazienti sono poca cosa e non hanno mai costituito un problema. Inoltre ci sono situazioni complesse con cui mi devo confrontare e che sono fonte di preoccupazione, come il fenomeno del turismo odontoiatrico e la diffusione degli studi in franchising che propongono prezzi inferiori.

Se potessi tornare indietro…
Se iniziassi l’Università oggi non sceglierei più di studiare odontoiatria: anche se la parte clinica del mio lavoro mi piace, opterei per qualsiasi altra facoltà che mi permettesse di svolgere una professione come lavoratore autonomo. Soprattutto sceglierei un percorso di studi che preparasse davvero al lavoro che si dovrà poi svolgere: molti studenti infatti escono dall’Università senza avere mai visto un paziente, e anche per questo ritengo che gli studi accademici oggi non preparino assolutamente alla pratica clinica.



Davide, direttore sanitario di uno studio
Davide è un endodonzista di 37 anni che ha lavorato come collaboratore presso diversi studi in provincia di Brescia, Bergamo e Cremona per 14 anni e che dal 2008 ha assunto la direzione sanitaria di uno studio odontoiatrico.

Perché hai studiato odontoiatria?
La scelta è stata casuale tanto che, fino a un mese prima di prepararmi per il test di ammissione, non sapevo nemmeno che cosa volesse dire odontoiatra; le mie aspirazioni mi portavano verso settori come quelli della grafica e del design, ma motivazioni di tipo pratico e pressioni familiari mi hanno indotto a scegliere un percorso di studi che avesse uno sbocco professionale più concreto e sicuro.

La realtà della professione è diversa da ciò che ti aspettavi?
Per quanto riguarda il lavoro come collaboratore le principali cause di scontento riguardavano i rapporti di lavoro e in particolare i rapporti fra colleghi: i titolari di studio spesso impongono condizioni di lavoro inaccettabili e sottopagano le collaborazioni specialmente in conservativa ed endodonzia; mi fa specie pensare che il codice deontologico vieta di lucrare sul lavoro di un collega, mentre nei rapporti di collaborazione tale norma è costantemente violata.
Per quanto riguarda invece la gestione di uno studio, il motivo di scontento è rappresentato dall’enorme e complessa mole di lavoro di tipo burocratico da svolgere: sarebbe necessario dedicare otto ore al giorno per gestire con puntualità il lavoro d’ufficio, seguire tutte le scadenze e mantenersi costantemente aggiornati riguardo alle nuove leggi, alle norme e ai regolamenti che periodicamente cambiano (la cui nuova versione in genere complica la gestione dello studio anziché semplificarla).
Dopo tutto questo, anzi prima di ciò, bisogna trovare il tempo per svolgere la parte fondamentale del lavoro, ossia l’attività clinica.

Se potessi tornare indietro…
Se potessi tornare al momento dell’iscrizione all’Università probabilmente sceglierei la Facoltà di giurisprudenza; non potendo farlo, ho scelto di seguire corsi universitari in discipline collaterali al settore odontoiatrico per cercare di trovare uno sbocco alternativo alla mia professione.

Leggi il parere della sociologa

GDO 2011;6

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