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24 Maggio 2011

Freelance: troppi spostamenti e poca pratica

di Debora Bellinzani


Chiara, free lance
Chiara ha 39 anni e lavora come odontoiatra free lance.

Perché hai studiato odontoiatria?
Finite le scuole superiori ho scelto la Facoltà di odontoiatria perché ho pensato che potesse essere una professione adatta alle mie caratteristiche dal momento che sono estroversa, mi piace molto stare a contatto con le persone e fare qualcosa per loro. Ho pensato inoltre che fosse la professione in grado di unire queste caratteristiche alla tranquillità economica: avevo infatti l’idea che fosse un lavoro su cui si può sempre contare, che non comporta il rischio di disoccupazione.

La realtà della professione è diversa da ciò che ti aspettavi?
Per certi versi la mia idea della professione si è rivelata vera, ma in un modo del tutto inaspettato e con ricadute negative. Effettivamente sono a contatto con le persone e non sono mai stata disoccupata, ma la tranquillità che desideravo non l’ho trovata: lavoro per diversi studi odontoiatrici situati in luoghi distanti tra loro per cui percorro molti chilometri ogni settimana sostenendo spese notevoli per i trasferimenti; le ore di lavoro e di spostamento sono molte e, unite agli interventi urgenti, rendono molto difficile la gestione della mia vita e del mio scarso tempo libero.
A tutto questo, inoltre bisogna aggiungere le difficoltà intrinseche di una professione complessa che richiede grande attenzione al paziente e aggiornamento continuo, e la cui pratica non viene sufficientemente insegnata nelle Università: io, per esempio, ho pagato la parte pratica della mia formazione nel senso che mi sono resa conto che era necessario frequentare costosi corsi post-universitari per poter essere in grado di esercitare.

Se potessi tornare indietro…
Tornando indietro sceglierei sicuramente un’altra Facoltà, ma non saprei dire quale: penso che il motivo di ciò sia il fatto che nonostante tutto il mio lavoro mi piace, perché provo una grande soddisfazione quando i pazienti sono contenti del lavoro eseguito e quando i bambini mi dicono di non aver avuto paura; sono purtroppo le condizioni di lavoro ciò che non avevo previsto e che mi rende scontenta della mia professione.


Luigi, free lance
Luigi ha 36 anni ed è un odontoiatra free lance. Lavora presso due studi odontoiatrici di Milano e uno in provincia di Bergamo. Svolge questa professione dal 2002, anno della laurea, e si occupa principalmente di chirurgia orale e parodontologia.

Perché hai studiato odontoiatria?
Ho studiato odontotecnica e dopo il conseguimento del diploma ho lavorato come apprendista presso un laboratorio odontotecnico; tra le mie mansioni vi era quella di accompagnare il titolare quando dovevamo consegnare i lavori protesici ai diversi studi odontoiatrici, e qui sono rimasto affascinato dall’ambiente dello studio: mentre aspettavo sfogliavo e leggevo le riviste di settore ed è così che ho deciso di fare di questa professione il mio futuro.

La realtà della professione è diversa da ciò che ti aspettavi?
La condizione di free lance è molto impegnativa: essere collaboratore comporta infatti molta fatica in più perché bisogna organizzare la giornata lavorativa in base all’agenda che i proprietari degli studi con cui collabori ti sottopongono a seconda delle loro esigenze. Seguire più studi comporta un carico di lavoro pesante: spesso si lavora anche 70 ore la settimana compreso il week end (io per esempio lavoro tutti i sabati fino alle 15.00); oltre alla fatica bisogna mettere in conto le spese per la benzina e l’autostrada che i continui spostamenti tra uno studio e l’altro comportano.
Una delle maggiori difficoltà che ho dovuto superare, però, è stata la fase d’inizio di questa professione: l’Università infatti non ti forma, e come tutti ho affrontato il lavoro in studio da impreparato; se non si ha un papà, uno zio, un parente che introduce nell’ambiente e passa ai nuovi professionisti l’esperienza pratica si fa molta fatica. Alcuni poi non arrivano mai a svolgere veramente questo lavoro: so di molti colleghi che lavorano ancora come prestanome per odontotecnici abusivi, e questo è davvero lo svilimento della professione.

Se potessi tornare indietro…
Se potessi ricominciare da capo… nonostante tutto quello che ho detto e che penso, sceglierei ancora odontoiatria. Ma dopo gli studi, però, farei qualcosa di diverso per dare senso a questo lavoro: mi recherei all’estero per seguire un master o un corso post-laurea e rimarrei lì a praticare.


Leggi il parere della sociologa


GDO 2011;6

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