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16 Marzo 2016

Ddl Concorrenza ed abusivismo. Presentato emendamento che riprende il Ddl Marinello ed estende le pene a tutte le professioni


Continua il lavoro della Commissione Industria del Senato sul Ddl Concorrenza. Se nella riunione di ieri martedì 15 marzo ed oggi mercoledì 16 marzo è stata nuovamente accantonata la discussione sugli emendamenti che riguardano le società di capitale in odontoiatria -in attesa di trovare una convergenza sulle varie posizioni emerse- un passo avanti è stato fatto per quanto riguarda quelli che puntano ad inasprire le pene per gli abusivi.

Oltre agli emendamenti che si rifanno alle richieste avanzate da ANDI e che riguardano nello specifico il reato commesso in area sanitaria, il Sen. Giuseppe Marinello (nella foto) ha presentato un emendamento che punta a sintetizzare tutti quelli presentati sulla materia riprendendo i principi contenuti nel Ddl che porta il suo nome approvato dal Senato ed ora fermo per la discussione alla Camera ed estendendo le pene a tutte le professioni regolamentate comprese quelle che necessitano di una autorizzazione.

Di particolare interesse il passaggio in cui viene motivata l'introduzione della norma come una necessità "nell'ambito di una più ampia tutela e di una più efficace concorrenza".

Gli emendamenti rimasti all'art. 47, ed in particolare quelli che puntano ad aumentare le pene per abusivi e prestanome, sono quindi stati giudicati ammissibili ma nuovamente accantonati in attesa del parere della Commissione Bilancio.

Questo il testo dell'emendamento 47.01 presentato dal Senatore Marinello:

«Art. 47-bis.

(Disposizioni contro l'esercizio abusivo della professione)

1. Allo scopo di consentire ai liberi professionisti l'esercizio dell'attività professionale nell'ambito di una più ampia tutela e di una più efficace concorrenza, al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l'articolo 348 del codice penale è sostituito dal seguente:

''Art. 348. - (Esercizio abusivo di una professione). - Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato e l'iscrizione all'albo, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 10.000 euro a 50.000 euro. La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle attrezzature e degli strumenti utilizzati, salvo che non appartengano a persona estranea al reato'';

b) all'articolo 589 del codice penale, dopo il terzo comma è inserito il seguente:

''La pena di cui al terzo comma si applica anche se il fatto è commesso nell'esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato e l'iscrizione all'albo o di un'arte sanitaria'';

c) all'articolo 590 del codice penale, dopo il terzo comma è inserito il seguente:

''Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi nell'esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato e l'iscrizione all'Albo o di un'arte sanitaria, la pena per lesioni gravi è della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per lesioni gravissime è della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni''».

 
 

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