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02 Marzo 2018

Elezioni, ecco i programmi dei partiti in sanità

Odontoiatria non citata nei programmi delle coalizioni in lizza


Scommessa sul servizio sanitario pubblico, variamente declinata, ma -eccezion fatta per il M5S- nessun piano di salvataggio del finanziamento che scenderà sotto il 6,5% in rapporto al Pil, limite di sopravvivenza Ocse. Le promesse dei partiti sulla sanità alla vigilia delle elezioni politiche di domenica si muovono entro margini ristretti e presentano tendenze che è bene analizzare. 

Ecco i programmi sintetizzati dalla redazione di Doctor33:


Centrosinistra - Mano all'abolizione del superticket, grande piano assunzioni mirate nel Servizio sanitario, apertura ai Fondi sanitari integrativi, incremento progressivo del Fondo sanitario nazionale di 1 miliardo l'anno. L'alleata Lista Civica Popolare di Beatrice Lorenzin ministro della Salute uscente pare favorevole a un incremento più rapido del Fondo. Demandata alle regioni l'assistenza a cronici e fragili nel piano cronicità, c'è un piano per rivedere l'assistenza ai non autosufficienti. All'attuale importo dell'indennità di accompagnamento che resterebbe inalterato si aggiungerebbe un quid crescente in relazione al diminuire del reddito e all'aumento delle esigenze e la possibilità per il familiare di spostare la "care" su sanitari certificati. Altri obiettivi: medicina d'iniziativa e prevenzione vaccinale, un piano nazionale per gestire le liste d'attesa, più soldi al Fondo farmaci innovativi. Con il PD corre pure Più Europa, lista di Emma Bonino che si propone di sganciare i manager delle Asl dalla politica, informatizzare, introdurre i commissari per le aziende che non erogano i Lea, nomina governativa dei commissari nelle regioni in rosso, soglia minima di finanziamento da dedicare a invecchiamento e non autosufficienza acquisita. 

Sinistra - Liberi e Uguali pensa di superare il ticket e ad abolire il superticket. Si punta a un rilancio del Fondo sanitario nazionale-minimo 5 miliardi- da destinare a un piano di rafforzamento del personale: per i precari si profilerebbero assunzioni in massa tra dipendenza (non solo medici) e convenzionamenti per far fronte allo spopolamento dei camici. Forte divergenza con il PD su mutue e fondi sanitari integrativi: per la lista di Pietro Grasso servono disincentivi alle detrazioni che finiscono per privare di risorse la fiscalità generale. Per salvare il SSN si punta a incentivare il mercato dei generici, ancora metà in volume e valore rispetto agli altri paesi Ue. Infine un grande piano per l'ambiente e uno per la salute mentale.

Centrodestra - Per Forza Italia Lega e Fratelli d'Italia non si parla di affiancare la sanità pubblica con fondi integrativi privati, ma di introdurre misure "popolari" come un finanziamento delle regioni più povere tramite accesso ai fondi strutturali europei. Le regioni ricche darebbero una mano a quelle commissariate, ad esempio sul fronte costi-standard dove -secondo la Lega- spicca la politica del Veneto che ha intrapreso una politica di analisi dei costi sopportati in tutte le strutture produttive per comparare in termini di capitale e lavoro i differenti esborsi. Il sostegno sanitario va "mirato" ai cittadini italiani in estrema indigenza, comprendendo l'estensione delle prestazioni sanitarie più Lea ai bisognosi ma anche l'esenzione dal ticket degli over 65. Per la non autosufficienza previsti il raddoppio dell'assegno minimo d'invalidità ed incentivi all'inserimento dei disabili nel lavoro. Incentivi alla competizione pubblico-privato per spuntare più efficienza. Sì ad investire sul personale, specie medico, e alla centralità al rapporto medico-paziente.

M5S - Il Movimento 5 Stelle sul SSN prevede di investire 12,5 miliardi, 2,5 l'anno per 5 anni, in parte presi dalla lotta alla corruzione -piaga pari al 6% del FSN in termini di malaffare e il 14% in termini di sprechi. Altra manovra strategica: stop alle nomine dei manager da parte dei presidenti di regione con la redistribuzione del potere decisionale dei direttori generali a consigli con membri esterni e indipendenti, e verifica preventiva a tappeto di assenza di conflitto d'interesse prima di ogni nomina. Per i farmaci si parla di "licenza obbligatoria". Si cercherà di produrre una nuova molecola in Italia pur in presenza di copertura brevettuale ove risolutiva per una patologia, nell'impossibilità di trovare un accordo a prezzi sostenibili con il produttore: è avvenuto in India ed Egitto. Ventilati anche: grande piano di informatizzazione nelle regioni, scommessa sugli equivalenti. Rispetto a dare incentivi ai fondi integrativi, va privilegiata la tutela del SSN dove sarà promossa la prevenzione in termini di alimentazione sana ed etichettatura trasparente delle merendine. No all'azzardopatia, lo Stato non deve più favorirla.

 
 

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