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12 Novembre 2018

Sospesa l’autorizzazione sanitaria ad un altro centro odontoiatrico, sulla pubblicità non c’è il nome del direttore sanitario

Nor. Mac.

Dopo la sospensione dell’autorizzazione sanitaria del Centro DentalPro di Sarzana e quello di Santo Stefano di Magra, (questo in attesa della sentenza del Coniglio di Stato) un altro Centro odontoiatrico finisce “nei guai” per non aver indicato il nome del direttore sanitario sulle pubblicità.  

Questa volta ad intervenire è il Comune di Arezzo -su segnalazione della locale CAO- nei confronti della Cinica Dentale IRIS Compagnia Odontoiatrica che avrebbe pubblicato, sul quotidiano La Nazione -Cronaca di Arezzo - Casentino - Valdarno, annunci pubblicitari di prestazioni sanitarie odontoiatriche prive di indicazione del nome direttore sanitario. 

Come per i casi in provincia di La Spezia, anche in questo il Comune ha applicato quanto contenuto nella 175/1992 articolo 4 comma 2 che impone per la pubblicità relativa a prestazioni sanitarie l’obbligo di indicare il del nome, cognome e titoli professionali del responsabile della direzione sanitaria.

La mancanza di tale indicazione, ricorda l’Ordinanza del Comune di Arezzo, “è sanzionata con la sospensione, per un periodo da sei mesi ad un anno, dell'autorizzazione di esercizio dell'attività sanitaria a norma dell’art. 5, comma 5, della suddetta L. 175/1992”. Non accogliendo le osservazioni inviate dai legali che rappresentano la Clinica dentale, il Comune sospende per 6 mesi l’attività del Centro. 

Pena sospesa da una ordinanza del Tar Toscana, al quale i legali si erano appellati, in quanto “considerato che le questioni poste dal gravame richiedono una trattazione approfondita e che le ragioni della ricorrente possono essere efficacemente tutelate con la sollecita definizione del giudizio nel merito, mentre una breve sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato non appare eccessivamente lesiva dell’interesse pubblico a fronte del danno grave che deriverebbe dalla sua esecuzione”.  

TAR che ha fissato la trattazione del ricorso nell’udienza del 22 gennaio 2019. 

 
 

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