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20 Marzo 2020

Emergenza mascherine, il settore tessile si ricicla ed interviene

Cresce ogni girono l’elenco di aziende del tessile e della moda che hanno attivato linee di produzione per le mascherine di protezione, l’esperienza della Miroglio

M.Boc

In tutta Italia si stanno moltiplicando le aziende tessile e della moda che hanno deciso di attivare linee di produzione per le “introvabili mascherine di protezione”.

Con un comunicato ufficiale, la Regione Piemonte ha annunciato una settimana fa che “saranno gli stabilimenti della Miroglio Group di Alba a produrre le mascherine in tessuto ad uso sanitario che necessitano per l’emergenza coronavirus covid19 in Piemonte”. L’annuncio datato 11 marzo, è dello stesso Assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, dopo che l’azienda albese ha confermato la possibilità di rispondere alle esigenze espresse dall’Unità di crisi, in tempi (immediati) e modi richiesti. 

“Ringrazio di cuore la disponibilità dell’azienda, che ha prontamente risposto al nostro appello – dichiara Icardi – in primo luogo per merito del personale interessamento di Giuseppe Miroglio. Le mascherine da mettere a disposizione di ospedali, operatori sanitari, farmacie e contagiati in isolamento domiciliare sono diventate un bene di prima necessità”. 

“C’è carenza di questi dispositivi di sicurezza in tutto il mondo e anche il Piemonte vive drammaticamente questa emergenza. Le mascherine che fornirà la Miroglio Group, tra l’altro, hanno il vantaggio di essere riutilizzabili, in quanto lavabili almeno una decina di volte, a differenza delle comuni mascherine usa e getta. Sul piano economico, l’operazione è resa possibile grazie anche alla straordinaria sensibilità dei due Distretti Rotary del Piemonte, che hanno garantito il sostegno economico dell’iniziativa ed ai quali va la riconoscenza della Regione”. Sul piano operativo, continua il comunicato Miroglio Group sarà in grado di fornire a regime, circa 25 mila mascherine al giorno, “in esclusiva per il Piemonte”. Sono in corso le verifiche per la certificazione da parte dell’Istituto superiore di Sanità. 

A quali destinatari saranno indirizzate?

Per ora il Gruppo Miroglio sta rispondendo alla richiesta arrivata dalla Protezione Civile tramite l’Unità di Crisi della Regione, ma ricevendo centinaia di richieste, annuncia nella nota che farà il possibile per fare fronte a tutte. Il problema al momento è l’approvvigionamento della materia prima in cotone, ma il Gruppo “sta lavorando alacremente” anche in questo senso.

Per quanto riguarda infine le  caratteristiche, la nota le descrive  come  mascherine chirurgiche in cotone ed elastan, trattate con prodotti idrorepellenti, lavabili e riutilizzabili per una decina di volte.  In questo momento non si hanno i tempi tecnici per una certificazione CE (processo che richiede qualche mese) ma la Regione ha avuto una deroga per poterle utilizzare.

Sul costo per la Protezione Civile, il Gruppo Miroglio dice di aver concordato un prezzo minimo, che consenta di coprire i costi di produzione. Oltre alle precisazioni di cui sopra, la nota del Gruppo annuncia di avere attivato, con la massima urgenza attraverso Miroglio Fashion una rete produttiva con i suoi partner “façonisti” dislocati in tutta Italia per riuscire a realizzare le mascherine nel minor tempo possibile.

Sul piano produttivo, il trattamento antigoccia verrà effettuato interamente presso lo stabilimento Miroglio Textile di Govone. Grazie alla percentuale di elastan e alla sua speciale struttura, il tessuto elastico delle mascherine tende ad aderire alla superficie con cui è in contatto. La mascherina verrà totalmente prodotta presso gli stabilimenti italiani dai partner di Miroglio Fashion srl.

L’azienda albese annuncia inoltre di essere in grado di produrre 600 mila mascherine in due settimane, equivalenti a 6 milioni di utilizzazioni.

 
 

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