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27 Ottobre 2020

Gli odontoiatri spezzini si rendono disponibili per effettuare screening anti Covid negli studi

La CAO La Spezia manifesta la disponibilità a Regione, ASL e Provincia affinché la rete dei medici odontoiatri della provincia sia inserita nel sistema di screening attraverso l’utilizzo dei test rapidi


Sono oramai note le difficoltà della sanità pubblica di individuare e tracciare i pazienti sintomatici ed asintomatici attraverso i tamponi in questa fase di drammatica crescita della pandemia, e non solo per i tempi di attesa per effettuare i tamponi. 
Mentre i Medici di Medicina Generale stano valutando la possibilità di effettuare tamponi anche all’interno degli ambulatori pubblici, molti di loro lamentano di non avere studi strutturalmente adeguati, la CAO di La Spezia manifesta la disponibilità dei dentisti spezzini ad effettuare test rapidi sui propri pazienti che li vorranno effettuare, in occasione di un loro accesso negli studi per effettuare terapie.

Disponibilità manifestata dal presidente CAO La Spezia, Sandro Sanvenero (nella foto), attraverso una nota inviata all’Assessore alla sanità Regione Liguria On. dott. Giovanni Toti, al Commissario straordinario A.Li.Sa. dott. Walter Locatelli, al Presidente della Provincia della Spezia dott. Pierluigi Peracchini, al Commissario Straordinario ASL 5 Spezzino dott.sa Daniela Troiano, al Direttore Sanitario ASL 5 Spezzino dott.ssa Maria Antonietta Banchero, al Direttore Amministrativo ASL 5 Spezzino dott. Antonello Mazzone.

“L’evolversi del quadro epidemiologico, con le conseguenti difficoltà nel realizzare una sempre più efficace rete territoriale al fine dello screening diagnostico dei soggetti positivi, è noto a tutti”, si legge nella nota inviata dalla CAO La Spezia”.
“Prendendo spunto –continua la nota- da quanto affermato dal prof. Agostino Miozzo (Coordinatore del Comitato Tecnico scientifico) il quale ritiene che, per far fronte ai gravi problemi di diagnostica e tracciabilità, sia ora necessario ‘oltre a potenziare la medicina del territorio, mettere in campo ogni possibile struttura sanitaria attiva sul territorio’, in qualità di Presidente della Commissione Albo Odontoiatri di questo Ordine, quale organo sussidiario dello Stato deputato alla tutela della salute pubblica della collettività, fa presente alle S.V. che la rete degli studi professionali dei medici odontoiatri della provincia di La Spezia è capillarmente diffusa sul territorio ed il numero di medici odontoiatri operanti è paragonabile, se non superiore, a quello dei MMG e farmacie”.
“Pertanto –continua la nota della CAO La Spezia- con la presente, avanziamo una proposta di collaborazione affinchè anche la rete dei medici odontoiatri della provincia sia inserita nel sistema di screening attraverso l’utilizzo dei test rapidi; da utilizzare sui propri pazienti in occasione del loro accesso nei nostri studi”.

Presidente Sanvenero precisa nella nota che,“anche dal punto di vista strettamente operativo la tipologia degli accertamenti da effettuare rientra, appieno, nell’ambito di operatività del medico odontoiatra, il quale può operare non solo su ‘denti e gengive’, ma anche su entrambe le ossa mascellari e sui tessuti annessi a tali ossa”.“La decisione è stata presa in concerto con l’AIO e l’ANDI locale”, dice ad Odontoiatria33 il presidente Sanvenero.

“I test rapidi, che dovrà fornirci l’ASL, con le stesse modalità previste per i MMG, saranno effettuati su tutti i pazienti consenzienti e permetteranno di tracciare un numero importante di cittadini. Inoltre entrando come dentisti nel sistema di screening dell’Asl potremo segnalare all’autorità sanitaria i pazienti positivi in modo che possano essere tracciati. Infine è altamente probabile che noi potremo tracciare una differente fascia di popolazione, rispetto a quella dei MMG (essendo, prevalentemente, differente, perlomeno per classe di età, la tipologia di pazienti che si riferiscono allo studio dentistico rispetto a quelli dei MMG)”.Iniziativa che, spiega il presidente Sanvenero, oltre all’aspetto sociale e di salute pubblica, avrebbe anche una ripercussione positiva sulla gestione dello studio stesso.

“Grazie al test rapido che effettueremo sui pazienti, in occasione di un loro accesso per finalità di cure, tratteremo solamente pazienti negativi cosa che non costringerà il nostro studio a dover rispettare la quarantena preventiva (almeno per quanto riguarda il personale non sanitario) nel caso uno dei nostri pazienti risulti positivo, in quanto potremo chiaramente dimostrare che nel momento che lo abbiamo accolto in studio era negativo”.

 
 

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