Ieri 10 ottobre, in Sardegna, si è chiuso il 77° Congresso Nazionale FIMMG, il sindacato dei medici di medicina generale con più iscritti.La cinque giorni sarda ha visto, come ad ogni Congresso, la “processione” di esponenti della politica, della sanità e dei pazienti, per omaggiare una categoria certamente importante nel panorama della sanità pubblica italiana.
Presente il Ministro Speranza, il presidente FNOMCeO Anelli, quello ENPAM Oliveti, i rappresentanti di altri sindacati medici. Presente anche l’odontoiatria, peraltro il presidente CAO Raffaele Iandolo è stato uno dei pochi presenti ad essere citato e salutato nell’intervento del Segretario Generale Nazionale FIMMG Silvestro Scotti.
Si sa, un Congresso oltre ad un momento di confronto è anche una vetrina. E più ampio e qualificato è il parterre, più il sindacato è riconosciuto come importante, così come la professione che rappresenta.
Leggendo giornalmente comunicati ed agenzie che riportavano le dichiarazioni dei vari esponenti politici fatte dal palco del Congresso FIMMG, ho cercato di ricordare quando ad un Congresso politico di un sindacato odontoiatrico un Ministro della Salute ha portato i suoi saluti alla professione. Certamente mi sbaglierò, ma credo che l’ultimo sia stata la Ministra Rosy Bindi intervenendo nel 1999 al Congresso Politico ANDI, nel quale fu pure sonoramente fischiata per via dell’appena nata riforma Ter del SSN che conteneva ECM, Fondi Integrativi ed altre questioni non gradite dalla libera professione odontoiatrica.
Ora direte che il paragone tra FIMMG ed ANDI non regge.
Affermazione che non condivido. Partiamo dai numeri. I colleghi di Doctor33 mi dicono che gli iscritti FIMMG sono 23.800 circa, gli iscritti ANDI sappiamo siano oltre 26 mila. I Medici di Medicina Generale sono poco più di 44mila, gli studi odontoiatrici esercenti praticamente lo stesso numero.
Quindi, la differenza probabilmente sta solo nella considerazione che politica e sanità hanno della professione dei medici di famiglia rispetto a quella dei dentisti.
Certamente i medici di medicina generale hanno un ruolo centrale nel SSN, perché gli sono stati affidati compiti determinanti per la tutela della salute del cittadino, ma anche per la macchina organizzativa/burocratica del Sistema Sanitario Nazionale stesso. Difficile riuscire a sostenere che il MMG non ha un ruolo centrale nella nostra sanità pubblica. Se la FIMMG decide di incrociare le braccia, il sistema della sanità pubblica magari non collassa, ma va in crisi.
“Cosa che non succede se le braccia le incrociassero i dentisti”, da sempre sottolineano in molti.
Anche su questa affermazione non sono pienamente d’accordo: perché con i dentisti privati chiusi il nostro SSN sanitario si troverebbe a gestire molte urgenze che oggi non deve gestire, anche perché non può. Facile ricordare che il 95% delle cure odontoiatriche le forniscono i privati. Però ammetto che l’affermazione è corretta nella pratica.
Ne abbiamo parlato in questi ultimi DiDomenica. Siccome per lo Stato la salute orale non è importante ritenendo che per togliere il male basta togliere il dente, ecco che il valore del lavoro di voi dentisti -agli occhi della politica ma non del paziente- diventa superfluo.
Quindi per poter entrare nel salotto buono di quelli che contano in sanità, si dovrà riuscire ad invertire questa considerazione.
In questi giorni il premier Giuseppe Conte ha affermato che sono pronti 5 milioni di test rapidi da dare ai medici di famiglia per ridurre le attese per effettuare i tamponi. Sull’ipotesi di demandare anche ai medici di famiglia la possibilità di effettuare questi test si è aperto un dibattito tra i sindacati di riferimento. La FIMMG si è data disponibile, altri sindacati di categoria no perché, dicono, intaserebbero i già intasati ambulatori dei medici “oberati di lavoro” creando, anche, pericolosi contatti tra possibili positivi ed i restanti pazienti in attesa.
La Regione Lazio è persino andata oltre pubblicando il bando per acquisire, su base volontaria, l’elenco degli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per effettuare test rapidi nell’ambito della rete di sorveglianza regionale Covid-19. Anche il Veneto ha annunciato l’intenzione di fare somministrate test rapidi ai medici di medicina generale.
Ma perché i dentisti non si candidano per effettuare anche loro i test rapidi?
Ho già avuto modo di scriverlo. Il 45,5% (fonte Istat 2018) dei cittadini italiani si reca in un anno dal dentista. In questo periodo gli studi dentisti italiani sono chiamati ad effettuare tutta una serie di verifiche sui pazienti che consentono di individuare un paziente a rischio. Ma una volta individuato, il dentista ha solo il compito di invitarlo a rivolgersi al suo medico di famiglia.
Ma se questo non lo fa?
Se invece lo studio odontoiatrico fosse tra le strutture sanitarie chiamate a partecipare al monitoraggio della popolazione, potrebbe indubbiamente intercettare un numero di cittadini importante, magari non quanti ne intercetta il MMG, ma non tanti di meno e probabilmente visitano una fascia di popolazione che non capita frequentemente nello studio del medico di famiglia.
Ammetto, legittimo dire: “ma perché devo farlo, a me cosa viene in tasca, perché assumermi le responsabilità?”
Però sarebbe l’occasione per dimostrare che anche lo studio odontoiatrico, radicato sul territorio, può essere un tassello importante in un sistema di sanità territoriale che tutti ritengono dovrà essere potenziato per evitare situazioni come quelle che abbiamo vissuto a marzo e che, sembrerebbe, stiamo rischiando di rivivere.
In attesa che la Politica si renda conto che la salute orale vada tutelata come la salute generale, e quindi studi odontoiatri e studi di medicina generale siano considerati almeno con lo stesso rispetto, l’emergenza Covid potrebbe essere l’occasione per diventare parte di quel sistema di cui certamente già fate parte, ma che non vi considera.
Certo che la possibilità di effettuare il test anche dal dentista non farà risolvere la situazione, ma potrebbe essere il primo passo per cominciare la scalata ai posti in prima fila.
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