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02 Dicembre 2020

COI: finalmente il Ministero pensa all’odontoiatria sociale, serve coinvolgere chi da sempre lavora per gli ultimi

Vecchiati (COI): mettiamo a disposizione del Ministero la nostra esperienza ventennale nell’organizzare ed attivare progetti di odontoiatria sociale in Italia e nel mondo


Plaudiamo l’intenzione annunciata dal prof. Enrico Gherlone – Coordinatore del Tavolo attivato per potenziare l’odontoiatria sociale – di coinvolgere altri interlocutori su temi di pertinenza e siamo sicuri che quando si parlerà di odontoiatria sociale per organizzare un modello che possa dare le risposte necessarie per pazienti fragili e socialmente deboli, coinvolgerà le associazioni che da sempre hanno cercato di dare quelle risposte alle persone che, in questi decenni, sono state escluse dalle cure e dell'assistenza odontoiatrica privata e pubblica”.

A dirlo è Giancarlo Vecchiati (fondatore del COI: Cooperazione Odontoiatrica Internazionale Onlus) che da 27 anni è impegnata ad attivare progetti di odontoiatria sociale in Italia e cooperazione internazionale, formando centinaia di odontoiatri a farlo con competenza.

COI che plaude il Ministero per voler finalmente rivedere il modello di assistenza odontoiatrica pubblica declinandola verso il sociale e si rende fin da subito disponibile per mettere a disposizione del Tavolo Tecnico esperienza e competenza maturata sul campo.

E’ risaputo che il bisogno di salute orale aumenta in relazione alla fragilità socio economica. Ma è proprio questa fascia di popolazione che non trova risposta adeguata da parte dell’odontoiatria pubblica e privata. Infatti è il volontariato, ormai da decine di anni, a dare quella risposta a migliaia di cittadini, contribuendo così a dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 32 della Costituzione la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo…. e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Le Associazioni di volontariato, infatti, sono un punto di riferimento per le necessità, spesso urgenti, di salute orale di moltissime comunità svantaggiate e pazienti fragili, in particolar modo quelli socio-economici, di molti territori.

Tra le molte e varie realtà operative è significativa la realtà del Coordinamento di Odontoiatria sociale di Torino, costituito dal Comune insieme a 7 Associazioni (tra cui il COI) che negli ultimi 5 anni ha curato oltre 17.000 pazienti con 52.000 prestazioni, più di 120.000 ore di lavoro totalmente gratuito e con un valore economico complessivo di oltre 7 milioni di euro.

Un esempio di rete e sinergia tra Ente locale, volontariato, co-finanziatore privato, l’Omceo di Torino, la Dental School, per un approccio integrato all’equità nella salute orale in cui programmiamo in un’ottica di sistema l’assistenza odontoiatrica gratuita, ben consapevoli di come la gestione e l’organizzazione dei progetti consenta di ottimizzare le risorse per offrire servizi calibrati alle reali esigenze degli assistiti”, continua Vecchiati. 

Ma non ci sono solo le cure in particolare verso i nuovi poveri, i migranti, gli anziani e i minori fragili o socio-economicamente vulnerabili o marginalizzati”, sottolinea Vecchiati. “C’è anche la promozione della salute orale e di stili di vita positivi nelle scuole e nelle comunità di minori fragili e la formazione specifica degli odontoiatri e degli igienisti”.

Come insegniamo nel nostro corso FAD e nel Master universitario sui pazienti fragili e le comunità svantaggiate, alla 11^ edizione - spiega Vecchiati -, le diseguaglianze in salute orale sono una grave realtà del nostro Paese e richiedono il contrasto dei determinanti sociali e la presa in carico dei pazienti fragili con servizi sanitari adeguati. Per fare questo è fondamentale l’organizzazione dei progetti prima ancora dell’assistenza data sul campo. L’organizzazione deve essere basata sulla programmazione, sulla ricerca, e soprattutto conoscenza e analisi dei bisogni e motivazione degli operatori”.

“Proprio quando le risorse economiche non solo illimitate -aggiunge- si deve investire sulla prevenzione e programmare sulla base di dati epidemiologici e delle reali esigenze cliniche dei cittadini che si intende assistere, in modo da attivare un’assistenza efficiente ed efficace”.

La pandemia da Covid -conclude Vecchiati- con le sue ripercussioni sui servizi sanitari e sull’economia nazionale, ha reso (secondo i recentissimi dati del Censis) più poveri 7,6 milioni di italiani e acuito la domanda di cure. Anche odontoiatriche. A cui, il volontariato fa fatica a dare una risposta adeguata e tempestiva. Ecco allora che questo momento può diventare un‘occasione irripetibile, una chiamata all’azione per tutte le forze di buona volontà in campo, per rendere il sistema sanitario pubblico e privato più attivo nella promozione della salute orale per tutti e più equo e universalistico nell’accesso alle cure per le persone fragili, in particolare a livello sanitario e socio-economico". 

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