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07 Maggio 2021

Elezioni Collegio dei revisori dei conti FNOMCeO: ricorso contro la proclamazione

Il Presidente CAO Cosenza ricorre contro la proclamazione degli eletti a revisore dei conti FNOMCeO. “Una questione di principio per tutelare i diritti degli odontoiatri”          


Tra i temi emersi durante le elezioni per il rinnovo del Comitato Centrale FNOMCeO e della CAO Nazionale quello della rappresentanza degli odontoiatri all’interno del Collegio dei revisori dei conti. Unico candidato, odontoiatra, Giuseppe Guarnieri (nella foto) presidente CAO Cosenza. 
Candidato senza possibilità di elezione vista la mancanza di un accordo con la parte medica che aveva presentato una propria lista di nomi senza includere odontoiatri e siccome il numero dei voti dei medici è superiore, ecco l’impossibilità di vedere rappresentati gli odontoiatri in quell’importante organismo di vigilanza della FNOMCeO. 

Presidente Guarnieri che dopo la prevista non elezione ha deciso di ricorrere contro la proclamazione degli eletti a Revisori dei conti. 


Perché questa decisione? 

Per una questione di diritto, di principio e per coerenza. La legge n° 3 del 2018 (legge Lorenzin) sancisce il principio che per i Revisori dei conti, sia per le rappresentanze negli Ordini provinciali che per le Federazioni nazionali, laddove esistono più Albi devono esse demandate allo Statuto le misure atte a garantire la rappresentanza delle professioni.   


Però lo Statuto non è mai stato approvato, quindi le regole sono di quello vecchio? 

Non è comprensibile che in tre anni non si sia riusciti ad emanare il nuovo Statuto che mi risulta sia stato predisposto, lungamente discusso e approvato dal Comitato Centrale, ma mai sottoposto all’approvazione del Consiglio dei Presidenti degli Ordini e neppure dell’Assemblea nazionale.Lo Statuto dovrebbe normare non solo le modalità di rappresentanza del Collegio dei Revisori dei Conti ma, anche, e soprattutto le regole per una sana e rispettosa convivenza nello stesso Ordine tra le professioni di medico ed odontoiatra.Le recenti sentenze del Consiglio di Stato, mi riferisco ai casi di La Spezia e Cosenza, attribuiscono alle CAO ed ai loro Presidenti potere autonomo decisionale e di rappresentanza della categoria. Lasciando da parte le considerazioni personali, il dato di fatto è che in moltissimi Ordini provinciali, ma anche in FNOMCeO, il diritto di rappresentanza di noi odontoiatri non è stato riconosciuto nonostante “accorati appelli” al buon senso. 


Quindi è solo una questione di principio che ha portato la CAO di Cosenza ad impugnare le elezioni? 

Indubbiamente non è spirito di protagonismo, né tantomeno voler creare problemi a nessuno. Però non si può rimanere indifferenti di fronte al disinteresse dei più ed alla arroganza di pochi. La convivenza forzosa è sempre problematica e richiede grande disponibilità e lungimiranza.  Questo atteggiamento non premia nessuno, anche se a primo acchito appare così: far prevalere la forza dei numeri ogni qual volta si tratta di questioni divisive o d’interesse odontoiatrico.  


La sua esperienza quindi ne è un esempio? 

A livello centrale e soprattutto nel mio Ordine dove è successo la stesa cosa: l’odontoiatra escluso dalle rappresentanze collegiali.Ripeto è una battaglia di principio e di rispetto dei diritti che credo debba essere condotta anche quando potrebbe sembrare apparentemente perdente.Un Consiglio che non legittima i rappresentanti di una delle professioni rappresentate risulta nei fatti delegittimato. Di conseguenza, non è accettabile, anzi oserei dire insopportabile, quanto accaduto alle ultime elezioni ordinistiche sia provinciali che nazionali.  


Quindi l’azione legale è stata inevitabile. 

Direi di si anche se non ho preso la decisione a cuor leggero, però io ci avevo provato ad evitarlo.Ho esortato ufficialmente il Presidente Anelli a riconoscere agli odontoiatri quel posto di Revisore dei conti che la legge ci assegna, senza peraltro ricevere un cortese riscontro.Ho reiterato il ricorso già presentato per le elezioni provinciali del mio Ordine: ricorso che ha trovato la condivisione della maggior parte dei presidenti CAO e del Presidente nazionale ANDI. Quindi, per analogia, con il supporto di ANDI Regione Calabria, abbiamo deciso di ricorrere contro la proclamazione degli eletti a revisori dei conti in Federazione. Come dicevo non è stata una decisione semplice, ma ritengo che sia un atto di coerenza per rivendicare un diritto negato alla nostra categoria che abbiamo la responsabilità di rappresentare.  


Così trasforma la sua azione in una battaglia per la categoria? 

Non la voglio trasformare, lo è. Non è la mia battaglia, ma è la battaglia di tutta la categoria. Quando mi sono candidato sapevo bene che senza l’accordo con i medici non potevo entrare tra i componenti del Collegio dei revisori dei conti, ma proprio per questo ci ho provato ugualmente per dimostrare la stortura del sistema.In discussione non c’è il mio posto, ma il rispetto della categoria odontoiatrica che per alcuni, a quanto pare, non è un dato acquisito. Tra l’altro aver ottenuto molti più voti di quelli a disposizione dei Presidenti CAO sta a significare che molti Presidenti di Ordine stanno dalla nostra parte. 


E se nel mentre lo Statuto venisse approvato inserendo le tutele da voi richieste? 

Secondo me non cambierebbe nulla. L'eventuale tardiva emanazione dello Statuto non inficia la natura e il principio del ricorso, anzi ne legittima l'azione dando ragione a chi ha operato a tutela di tutta la rappresentanza. Qualsiasi risultato arrivasse dalla definizione statutaria non sanerebbe nè riparerebbe il danno provocato alla professione che rimarrebbe penalizzata per quattro lunghi anni.    

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