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01 Dicembre 2022

Ordine ed iscritti: momento di confronto all’OMCeO di Torino

Eccessivo carico burocratico, necessità di maggiore autonomia e indipendenza, sono le prime tre priorità inerenti alla professione secondo i risultati di un sondaggio condotto dall’OMCeO di Torino


“Favorire e rafforzare la comunicazione fra gli Iscritti, anche attraverso incontri periodici, ogni 4 mesi, di scambio di idee e approfondimento su tematiche legate alla professione ed anche per riportare l’Ordine al servizio degli iscritti, istituto invece sempre più considerato lontano e vetusto”.

Questo l’Obiettivo di una serie di incontri che l’Ordine di Torino organizzerà nei prossimi mesi, come spiega ad Odontoiatria33 Patrizia Biancucci, consigliere CAO Torino e coordinatrice della comunicazione dell’Albo odontoiatri torinese, convinta promotrice di questa iniziativa.  Il primo di questi eventi si è svolto martedì 29 novembre, preceduto da un aperitivo per ribadire la volontà di fare “gruppo”. 

Tra i temi trattati la comunicazione medico-paziente e di come questo aspetto necessiti di maggiore approfondimento a livello di formazione universitaria, la questione vaccini ma anche e soprattutto il ruolo dell’Ordine, il significato di essere un Ente sussidiario dello Stato e i rapporti reciproci con le istituzioni. 

Durante la serata sono stati presentati, e discussi, i dati di un sondaggio condotto dall’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino presso i propri iscritti. In tutto una quindicina di domande su tematiche differenti (ad esempio, la formazione professionale o il rapporto con l’Ordine). L’intenzione, spiegano, è continuare a proporre agli iscritti dei sondaggi su temi specifici prima di ogni incontro, per avere dei dati su cui dibattere e capire come e dove intervenire. 

Al sondaggio, completamente anonimo, hanno partecipato 509 colleghi, 440 medici e 69 fra odontoiatri e iscritti a entrambi gli albi. Il 24% lavora come dipendente di struttura pubblica, il 23% è libero professionista, il 13% medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, il 18% pensionato che svolge ancora attività professionale, i restanti sono dipendenti di strutture private, pensionati, specialisti ambulatoriali, specializzandi, medici di continuità assistenziale o di emergenza territoriale. Un quadro che nelle proporzioni fotografa abbastanza fedelmente la realtà lavorativa.

Alla domanda specifica per individuare su quali temi l’Ordine dovrebbe maggiormente interloquire con le istituzioni per tutelare la professione, il 48,8% ha risposto “Carico burocratico”, il 42,4% “Autonomia e indipendenza dei medici”, il 28,5% “Carenza dei medici”, il 27,6% “Rischio clinico”, il 22,4% “Carenza di posti letto e liste d’attesa”, il 21,5% “Carico lavorativo assistenziale” e a seguire le altre opzioni (si potevano fornire fino a tre risposte).Il peso delle priorità cambia a seconda della categoria. Ad esempio, il carico burocratico è stato segnalato come problema addirittura dal 92,5% dei medici di medicina generale. La carenza di medici è maggiormente sentita dai dipendenti di struttura pubblica, il 39,8%, il carico lavorativo sia dai medici di medicina generale (37,5%) sia dai dipendenti di struttura pubblica (29,6%). Non sono stati diffusi i dati disaggregati delle risposte dei medici e degli odontoiatri.

In materia di corsi di formazione, un buon numero di colleghi ha sottolineato la necessità di approfondire le tematiche legali e amministrative, richiesta arrivata in particolare dagli iscritti più giovani. Alcuni specializzandi presenti in sala hanno confermato come l’impatto nella nuova professione li possa far sentire senza punti di riferimento e dunque sia necessario un significativo supporto da parte dell’Ordine.

“Abbiamo voluto organizzare questo incontro per favorire il confronto di idee fra colleghi, anche perché intendiamo migliorare la comunicazione fra Ordine e iscritti, sapendo però che per essere coinvolti occorre essere propositivi e disponibili a partecipare – spiega il presidente dell’Ordine Guido Giustetto -. Il risultato è stato decisamente interessante: sia il questionario sia il dibattito in sala hanno fatto emergere i temi su cui c’è maggiore bisogno di approfondimento. Ci impegniamo su questi ad attivare ulteriori momenti di incontro, a coinvolgere nel lavoro dell'Ordine tutti i colleghi interessati, a rivolgere una particolare attenzione ai colleghi neo laureati e a far partire al più presto specifiche attività di formazione”.   


 
 

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