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03 Marzo 2023

Formazione dei futuri odontoiatri e società scientifiche

Al Congresso AISI il consigliere sull’odontoiatria del Ministro della Salute sottolinea il ruolo centrale delle Società scientifiche e come l’Università potrebbe contribuire nell’assistenza dei pazienti socialmente deboli 


La trasformazione della sanità e del settore odontoiatrico sta toccando anche il mondo universitario e le società scientifiche.Società scientifiche messe a dura prova dalla pandemia, dai social ma anche da una difficoltà di raccogliere quanto la professione chiede: sempre meno autocelebrazione e più qualità formativa. 

A dirlo è stato il prof Enrico Gherlone, Consigliere per l’odontoiatria del Ministro della Salute, intervenuto online questa mattina al 21° Congresso nazionale dell’Accademia Italiana di Stomatologia Implantoprotesica. “Social ed online hanno trasformato non solo il modo di condividere le informazioni scientifiche ma anche di fruire dell’aggiornamento è questo ha messo in crisi il mondo delle società scientifiche che devono saper riappropriarsi del ruolo di garante per un aggiornamento di qualità”, ha detto il prof. Gherlone ripercorrendo anche la storia dell’AISI. 

Una trasformazione che sta toccando anche l’Università, la facoltà di medicina ma anche quella di odontoiatria alle prese con la laurea abilitante e la necessità di formare i futuri dentisti dal punto di vista pratico. Per quanto riguarda la laurea in odontoiatria, il prof. Gherlone ricorda il numero di ore di pratica obbligatoria che i futuri odontoiatri del sesto anno dovranno fare per poter sostenere l’esame di laurea abilitante, ma anche gli studenti che frequentano le scuole di specialità odontoiatriche.
Ore che si traducono in prestazioni”, ricorda il prof. Gherlone stimandole in oltre 200mila quelle che gli studenti iscritti al sesto anno erogheranno ai pazienti che afferiscono alle cliniche universitarie ma potrebbero essere svolte anche negli ospedali come oggi sta succedendo per medicina. “Prestazioni che potrebbero essere destinate ai pazienti in difficoltà economica”, ipotizza il prof. Ghelrone ricordando la necessità di dare delle risposte ai pazienti con fragilità sociale che oggi non riescono a curare la propria salute orale nelle strutture pubbliche. E su questo tema il prof. Gherlone ricorda il lavoro prodotto dal Tavolo attivato in CSS che ha formulato una ipotesi di modifica del Lea odontoiatrici indicando anche le coperture economiche necessarie.  

La politica è attenta alla salute dei cittadini e quella del migliorare l’offerta pubblica odontoiatrica è una priorità per il Ministro della Salute Orazio Schillaci con il quale ci siamo confrontati”, ha detto il prof. Gherlone ricordando il suo ruolo di consigliere proprio per l’odontoiatria del Ministro Schillaci. 

Sui possibili modelli di assistenza pubblica, il prof. Gherlone informa che si avvieranno a breve confronti con tutte le componenti del settore -Ordine, Sindacati, l’Università, Società scientifiche e Ministero- per individuare degli interventi che a brevissimo possano essere attivati per dare risposte ai bisogni dei cittadini socialmente deboli ed esclusi dai Lea ma anche per definire un modello, strutturale, di assistenza odontoiatria pubblica che possa dare nel tempo le risposte che oggi servono avvicinando l’assistenza odontoiatrica pubblica alle altre branche della medicina

Un modello sostenibile e strutturato che consenta di allargare l’assistenza ad altre fasce della popolazione che non sono sotto la soglia di povertà ma comunque faticano ad accedere alle cure, ha detto il prof. Gherlone. “Un modello –ha continuato- che non potrà fare a meno degli studi odontoiatrici privati”. “Per individuarlo, il sig. Ministro coinvolgerà tutte le realtà del settore chiedendo idee e pareri”, ha chiarito e rivolgendosi ai dirigenti AISI e di FISO presenti in sala ed in particolare al presidente Pierluigi Floris ha detto, “per questo aspetto un contributo importante proprio dalle Società scientifiche”.

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