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16 Giugno 2023

A Cagliari celebrati i 50 anni della Scuola Italiana di Ortognatodonzia

La Lectio magistralis a cura del prof. Damaso Caprioglio per ripercorrere la nascita della prima Scuola italiana di specialità in Ortognatodonzia


L’8 e il 9 giugno si sono celebrati a Cagliari i 50 anni della prima Scuola italiana di Ortognatodonzia. Sede dell’evento, l’Aula Magna dell’Università, presente il Rettore Francesco Mola e altre autorità, di cui molte accademiche (Roberto Di Lenarda, Aldo Giancotti, Lorenzo Franchi, Domenico Tripodi, Maurizio Bossù). Cospicuo anche il numero di ex allievi: circa 200.

All’apertura di Enrico Spinas, attuale direttore della Scuola, ha fatto seguito la “Lectio magistralis”, a cura di Damaso Caprioglio (nella foto), professore emerito, che in un ampio excursus storico, ha preso le mosse dalla nascita del GISO (Gruppo di studio di ortodonzia, 7 dicembre 1967) seguita dalla fondazione della SIDO, nel marzo dell’anno dopo, alla quale presero parte Cesare Luzi, promotore, Giuseppe CozzaniFederico Tenti, lo stesso Caprioglio, Franco Magni e Paolo Falconi.

Ma come nacque quella che sarebbe stata la prima Scuola di specialità in Italia? 

Per un caso e del tutto fortuito. Desiderando acquisire la libera docenza in Italia, Franco Magni, già specializzato in Ortognatodonzia dal 1964 a Londra con Clifford Ballard, iniziò infatti a frequentare nel 1969 l’Università di Cagliari per preparare ricerche e pubblicazioni, nello stesso anno in cui Damaso Caprioglio vi trasportava la sua docenza da Pavia. Entrambi convinsero Paolo Falconi, nominato in quella stessa Università professore aggregato nel 71 e ordinario, nel 1972, a non optare per Clinica odontoiatrica, cattedra allora assai più prestigiosa, ma di chiedere per sé quella di Ortognatodonzia, cosa che di fatto ottenne quello stesso anno. Anche il Gruppo del GISO collaborò alla nascita: Magni fornì lo statuto, prendendo a modello quella dell’Università londinese, mentre Caprioglio portava avanti la proposta dinanzi alla Facoltà di Cagliari e alla Corte dei conti a Roma. L’istituzione di quella che sarebbe stata la prima Scuola italiana di Specializzazione in Ortodognatodonzia avvenne il 31 ottobre del 1973 con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del relativo Decreto, firmato dal Ministro Malfatti e dal Presidente Giovanni Leone.

Due anni dopo (6 giugno 1975) la consegna dei diplomi; primo (in ordine alfabetico) Damaso Caprioglio seguito via via dai vari Magni, Tenti, Cozzani, Genone, etc. Dai 18 corsi svolti nei 30 anni della direzione Falconi (durata fino al 2003, ndr) il numero degli specializzati si aggira sui 200. 

Molti gli accademici illustri: Benito Miotti (Padova), Adolfo Ferro (II Università di Napoli), Mario Caltabiano (Catania ), Mauro Gandolfini (Parma), Felice Festa (Chieti), Cristina Grippaudo (Cattolica), oltre a Roberto Martina (Federico II di Napoli) che portò avanti per trent’anni la Scuola di Falconi, a Vincenzo Piras, erede diretto nella direzione della Scuola e dall’ottobre 2022, Enrico Spinas. Non solo accademici tuttavia, ma anche ex “ambasciatori” illustri dell’Ortodonzia clinica in campo internazionale, come Marco Rosa e Giuliano Maino, non ché Roberto Martina, dell’Accademia italiana nel mondo nelle ricerche cliniche sperimentali. 

Nel suo excursus Caprioglio ha citato anche due Convegni della Scuola (nell’89, a Cortina e nel 1993 a Moso di Sesto (Dobbiaco) e le molte pubblicazioni della Scuola. In particolare il Trattato di Ortodonzia, testo delle Scuole di odontoiatria italiane nella metà del secolo scorso, scritto da Falconi con i contributi di Genone, Magni, Tenti e dello stesso Caprioglio, coautore con Pietro di Michele, della nuova edizione della “The Citadel: History of Italian Orthodontic “sotto l’egida di SUSO, edito da Martina. In occasione delle celebrazioni è stato fatto dono (circa 200 copie) agli ex allievi presenti del volume in una nuova versione con aggiunta di 24 pagine. 

Dopo gli interventi Francesco Mola e Di Lenarda, che hanno sottolineato l’importante di una “prima Scuola” guida e faro per tutte le altre e per la disciplina, è stata la volta delle conferenze scientifiche da parte di illustri ex allievi svolte a Chia Laguna: Massimo Ronchin, Raffaele Schiavoni, Giuliano Maino e Marco Rosa conclusesi in serata con un memorabile gala dinner. 

In chiusura Caprioglio, dopo aver sottolineato il dovere di ricordare, perché come dice Cesare Pavese “una società senza memoria è destinata ad estinguersi” ed aver richiamato le figure di illustri scomparsi, quali Cesare Luzi, Mario Martignoni, Federico Tenti, Franco Magni e Giuseppe Cozzani, non ha mancato di sottolineare anche l’umanità e cordialità di Falconi. Non solo Maestro di scienza e di ricerca, era solito invitare ogni anno allievi e docenti nella sua abitazione a Poggio dei Pini o a Santa Margherita di Pula. “Si cementavano così amicizie durature, la passione non solo per gli studi, ma per la Scuola. Nasceva – osserva – il senso di gioia di essere ex, voler ritornare ad aggiornarsi, rivedere i vecchi compagni, i docenti e il Maestro”.

Anche il vicesindaco di Cagliari ha voluto onorare il ricordo di Falconi assegnando al Professore un Premio speciale alla memoria: a ritirarlo i tre figli Alessandro, Roberto ed Andrea. Altri riconoscimenti sono stati conferiti da Spinas ad ex allievi di fama scomparsi e a 10 ex, presenti illustri. 

A cura di: Paola Mura (Ex allieva) per SUSO News 

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