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24 Gennaio 2025

''Italia non esca da Oms, la salute si costruisce tutti insieme''

La richiesta del presidente FNOMCeO commentando l’annuncio di alcuni esponenti della Lega di un DDL che prevede l’uscita dell’Italia dall’Organizzazione mondiale della Sanità


Anelli 02

Uscire dall’Oms? Sarebbe, per l’Italia “una decisione avventata e immotivata” che presenterebbe “molti rischi sanitari rispetto a benefici economici irrisori”. Parola di Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Che così commenta l’annuncio di alcuni esponenti della Lega di un DDL che prevede l’uscita dell’Italia dall’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla scia di quanto prospettato dal presidente americano Donald Trump.

“In un mondo sempre più globalizzato – spiega Anelli – la salute merita un approccio globale: tanto che si parla di One Health, non solo nel senso di interconnessione tra salute dell’uomo, degli animali e dell’ecosistema, ma anche della stretta interdipendenza tra le popolazioni, dove la vulnerabilità di alcuni diventa vulnerabilità di tutti. Quando si parla di salute, nessun uomo è un’isola, nessun paese è un’isola. La salute è patrimonio di tutti e va costruita tutti insieme: non solo per affrontare le minacce pandemiche, vicine o lontane che siano, perché è vero che virus e batteri non conoscono confini, ma è ancora più vero che proprio sulla mancanza di comunicazione e di cooperazione giocano per diffondersi con più velocità e forza. Ma anche e soprattutto per elaborare strategie di prevenzione delle malattie non trasmissibili e aumentare il grado di salute e di benessere di tutte le popolazioni del mondo, in un circolo virtuoso dove la salute del mio vicino è fonte della mia salute”.

“Oggi più che mai – continua – è irrinunciabile l’adesione a un organismo sovranazionale, che lanci in tempo reale gli alert necessari e che coordini strategie globali di prevenzione e di risposta a eventuali minacce. Che, soprattutto, metta in moto un meccanismo di solidarietà che, aiutando le popolazioni più fragili, aumenti la salute del pianeta. Si può discutere se questa sia la migliore organizzazione possibile, ma è solo dall’interno che un eventuale cambiamento si può innescare e portare avanti, in un’ottica costruttiva e non di sterile critica”.

“L’Oms – conclude Anelli – svolge un ruolo fondamentale, un ruolo che risuona con i principi della Professione medica che, non a caso, nel codice Deontologico parla di “salute globale”, e ancor più svilupperà il concetto nella nuova stesura. È vero, la sanità italiana ha bisogno di risorse ma sarebbe una politica miope e di basso spessore pensare di recuperare fondi, peraltro irrisori rispetto al fabbisogno, tagliando il nostro Paese fuori dalle decisioni della salute internazionale.  La nostra certezza è che il Governo saprà vedere oltre. Nel rispetto della Costituzione, che invoca la salute individuale e collettiva quale diritto fondamentale dell’uomo e che privilegia la salute della persona e dell’ambiente rispetto a ogni beneficio economico che possa danneggiarla. E nella convinzione che la grandezza di una nazione si misuri oggi nella capacità di rapportarsi a livello globale, e non nel tentativo di isolarsi e nell’illusione di bastarsi da sola”.            

A cura di: Ufficio Stampa FNOMCeO



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