Dal Convegno ANDI Lombardia la proposta di una normativa specifica per le società odontoiatriche, con l’obiettivo di tutelare i cittadini: iscritte in appositi Albi con maggiori poteri di sorveglianza agli Ordini
Il tema delle garanzie per i cittadini che si rivolgono al dentista per le cure è stato uno dei punti centrali del pomeriggio precongressuale del Congresso ANDI Lombardia, svoltosi lo scorso fine settimana a Colombaro di Corte Franca (BS), con oltre 300 iscritti presenti alla due giorni.
Dopo l’approfondimento dell’avvocato Cesare Fiore sui nuovi adempimenti che interesseranno gli studi odontoiatrici – in particolare le società odontoiatriche – dal marzo 2026 in tema di assicurazione professionale (dedicheremo un focus la prossima settimana), il dibattito si è spostato sulle tutele dei pazienti nei casi di chiusura degli studi. In estate anche il bresciano è stato interessato dal caso di una società odontoiatrica che ha chiuso, lasciando i pazienti con cure da completare e rate di finanziamenti da pagare.
A raccontare criticità e difficoltà nel tutelare questi pazienti è stato il presidente di Federconsumatori, Roberto Giordano, portando l’esperienza dell’associazione.
Tra i principali problemi: la quasi impossibilità di recuperare le cartelle cliniche, trovare un altro dentista disposto a continuare le cure iniziate da altri e la sospensione dei finanziamenti attivati. Giordano ha sottolineato la peculiarità dei finanziamenti odontoiatrici, concessi prima dell’inizio delle cure, con tutte le difficoltà nel bloccare i pagamenti se le terapie non vengono completate o non risultano conformi a quanto pattuito.
Tra le soluzioni ipotizzate: una specifica regolamentazione del credito al consumo per le cure odontoiatriche e una maggiore sensibilizzazione dei cittadini nella scelta del dentista, insieme alla necessità di potenziare l’offerta pubblica per evitare che una fascia di popolazione si rivolga a cliniche low-cost o al turismo odontoiatrico. Sul tema dell’informazione, Giordano ha ricordato il decalogo realizzato da Federconsumatori ed ANDI per la scelta del dentista (LINK).Disponibilità a garantire maggiori tutele per i cittadini è arrivata anche dai politici presenti, per evitare che si ripetano vicende come quella dello studio bresciano chiuso, ma anche come Dentix e altre società fallite improvvisamente in questi anni.
La dott.ssa Claudia Carzeri – Consigliere Regione Lombardia, componente Commissione Sanità – ha ricordato che serve una normativa nazionale, poiché le Regioni non possono intervenire direttamente. Ha proposto di prevedere per le società odontoiatriche una fideiussione o polizza assicurativa a garanzia dei pazienti rimasti senza cure, concordando con Giordano sulla necessità di migliorare l’odontoiatria pubblica, a partire dalla prevenzione.
“L’odontoiatria pubblica deve essere vista come un investimento sociale e non un costo”, ha dichiarato l’On. Gianantonio Girelli – componente Commissione Affari Sociali – criticando i ritardi nell’attuazione di misure concrete per il settore e sottolineando come la mancanza di prevenzione rischi di creare una fascia di cittadini esclusi dalle cure, con conseguenze economiche e psicologiche. Il suo intervento ha toccato temi fiscali e di equità, richiamando l’urgenza di controlli seri sulle società odontoiatriche per evitare derive mercantili e tutelare i professionisti, anch’essi parte lesa nei casi di fallimento.
“La tutela dei pazienti e quella dei professionisti non sono in contrapposizione”, ha ribadito Girelli, ricordando di aver presentato un interpello a favore delle STP, ancora senza risposta.
Tra le proposte: regole più chiare per le società, trasparenza negli albi, responsabilità delle strutture e ruolo del direttore sanitario. Girelli ha denunciato il rischio di concentrazione del mercato in mano a pochi grandi gruppi e multinazionali, chiedendo interventi legislativi per garantire concorrenza leale e accesso alle cure. Sul tema low-cost ha aggiunto: “Il mercato puro non può sostituirsi alla tutela sociale”, invitando a una collaborazione sincera tra istituzioni e professionisti per costruire un sistema più equo e trasparente.
Collaborazione raccolta dal presidente ANDI Lombardia Gianmario Fusardi e da Andrea Morandi – segretario culturale ANDI Lombardia, primo presidente odontoiatra di un OMCeO (Cremona) e moderatore dell’incontro con il direttore di Odontoiatria33 Norberto Maccagno.
“Serve una normativa specifica per tutte le società che offrono prestazioni odontoiatriche, attribuendo più poteri di controllo agli Ordini e maggiori responsabilità, ma anche adeguati strumenti di intervento ai direttori sanitari”, ha detto il presidente Fusardi.
“In prospettiva le STP potrebbero diventare l’unica forma per offrire prestazioni odontoiatriche all’utenza -perché posseggono le caratteristiche sopra indicate- ma i segnali sul punto da parte del decisore politico negli anni sono stati contrastanti”, ha concluso Fusardi, ringraziando i politici per la disponibilità e garantendo la collaborazione dell’Associazione per costruire un sistema che tuteli realmente i pazienti.
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