HOME - Cronaca
 
 
31 Dicembre 2009

"Clinica" come?

di Carlo Guastamacchia


È davvero singolare come spesso si sentano recitare i ritornelli “dal punto di vista clinico”, “secondo la clinica”, “come suggerisce l’evidenza clinica” e via “clinicizzando”. Al di là delle formule stereotipate, mi sembra indispensabile tornare a ridefinire il termine “clinico”. Dal punto di vista etimologico è a tutti noto come la parola “clinico” derivi dal greco klinikòs, che significa “letto”. La tradizione, infatti, dà per scontato che la persona malata sia “allettata” e, di conseguenza, per antonomasia attribuisce al termine “clinico” il valore riassuntivo di “attenzione per il malato” quando si cura la sua malattia.
Qui, però, cominciano gli equivoci. Infatti, mai potremmo considerare un buon “clinico” il medico che, di fronte a un infarto, ignorasse le infinite note anamnestiche da valutarsi in proposito e le altrettanto numerose valenze contestuali specifiche del paziente. Anche se è al “letto” del malato, il medico si informerà (dovrà/dovrebbe informarsi) riguardo agli innumerevoli presupposti patogenetici che hanno condotto quel paziente a subire l’infarto, così come dovrà utilizzare tutte le sue competenze comunicazionali/informative per condurlo verso una condizione di benessere globale, che elimini la possibilità di ripetizione dell’evento morboso.
Ed è bene insistere nella precisazione. In un’evocazione metaforica per nulla esagerata, il paziente è paragonabile a un iceberg, di cui noi vediamo emergere solo 1/9, mentre ignoriamo gli 8/9 sommersi. Ebbene, il “clinico” dovrà (dovrebbe?) cercare di sapere il più possibile di questi “noni” sommersi, per valutare appieno che cosa stia dietro (sotto?) la facile esaminabilità della parte emergente.
Il sommerso si chiama “contesto” e la clinica deve occuparsi sempre di questo contesto, che è costituito dall’insieme di molteplici fattori: economici, familiari, culturali, sociali e via elencando. Esaminare e supportare il contesto è compito delle tecniche comunicazionali, troppo neglette nella quotidianità dell’odontoiatria tradizionale, tutta concentrata sulla frazione manuale, identificata, purtroppo, nel mai troppo biasimato concetto di “prestazione”.
Quando affermiamo che l’ex compliance deve trasformarsi in alleanza terapeutica e poi, passo passo, deve giungere fino all’autoassistenza, segnaliamo soltanto la necessità (assoluta necessità) che a tutto ciò si arrivi attraverso la simmetria informativa, frutto di una capacità comunicazionale indispensabile, anche se certamente non facile da raggiungere.
Concludendo: la clinica deve includere entrambe le componenti, manuale e comunicazionale, altrimenti è disciplina impropria, che cura soltanto il nono emerso dell’iceberg. Questo non significa, sia ben chiaro, che per curare una carie occlusale del 46 si debba sottoporre il paziente a una o più sedute psicoanalitiche, ma neppure che, per effettuare una riabilitazione orale totale, ci si possa limitare a scattare (e a mostrare) meravigliose fotografie del “prima” e del “dopo”, ignorando tutto ciò che gli 8/9 sommersi esigono, a pieno diritto, per un trattamento “clinico” davvero integrato e correttamente inteso nella sua pienezza.



Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

“Non ci fermeremo davanti a questo ennesimo muro corporativo. La strada per il riconoscimento è ancora lunga, ma la determinazione della categoria resta intatta”


E’ mancato uno dei padri dell’odontoiatria italiana, il ricordo dell’amico Massimo Gagliani: "custodirò con piacere la sua volontà di guardare sempre al futuro con occhi diversi"


Obiettivo verificare un presunto abuso di posizione dominante, si vuole verificare se l’azienda obbliga i dentisti che prescrivono la fabbricazione degli allineatori Invisalign ad utilizzare...


Immagine di repertorio

Lo studio, senza autorizzazioni, era ricavato in una abitazione privata. Rilevate carenze igieniche e rinvenuti farmaci scaduti


Con il Progetto Mimosa Lombardia prende forma una rete di prossimità che integra farmacie, ospedali, professionisti sanitari e associazioni, tra loro ANDI


Altri Articoli

“Non ci fermeremo davanti a questo ennesimo muro corporativo. La strada per il riconoscimento è ancora lunga, ma la determinazione della categoria resta intatta”


E’ mancato uno dei padri dell’odontoiatria italiana, il ricordo dell’amico Massimo Gagliani: "custodirò con piacere la sua volontà di guardare sempre al futuro con occhi diversi"


Dal report di Economist Enterprise emerge come l’odontoiatria sportiva stia gradualmente assumendo una posizione analoga a quella conquistata negli anni da nutrizione, recupero, sonno e medicina...


“Si è voluto assecondare pressioni corporative piuttosto che perseguire l’interesse generale, perdendo ancora una volta l’occasione di riconoscere la dignità e il valore di una professione...


Il minidossier finanziato da AIFA evidenzia un uso frequente della profilassi antibiotica anche quando non indicata e richiama la necessità di rafforzare monitoraggio e formazione...


Scarica, gratuitamente, la guida pratica “Summer Kit” pensata per mettere ordine nelle attività pre-ferie, evitare gli errori più frequenti e suggerimenti sugli strumenti per...


Obiettivo verificare un presunto abuso di posizione dominante, si vuole verificare se l’azienda obbliga i dentisti che prescrivono la fabbricazione degli allineatori Invisalign ad utilizzare...


Immagine di repertorio

Lo studio, senza autorizzazioni, era ricavato in una abitazione privata. Rilevate carenze igieniche e rinvenuti farmaci scaduti


Con il Progetto Mimosa Lombardia prende forma una rete di prossimità che integra farmacie, ospedali, professionisti sanitari e associazioni, tra loro ANDI


Respinto l’emendamento sull’odontotecnico professione sanitaria, il nuovo profilo potrà però passare per la riforma. Il Commento di CAO ed AIO


Il nuovo corso FAD EDRA per approfondisce non solo gli aspetti diagnostici e terapeutici, ma anche i principi che guidano il mantenimento e il ripristino delle funzioni vitali del...


Più tempo per presentare a ENPAM per gli odontoiatri che versano alla quota B dichiarazione redditi libero-professionali


L’AGCM, commentando il DDL sulle professioni sanitari, riferendosi agli Ordini, chiede una netta distinzione tra le funzioni pubblicistiche di regolazione e vigilanza e la rappresentanza degli...


Un passo avanti per il futuro dell’odontoiatria a livello mondiale. Per Mitsui Chemicals, Ultradent e Kulzer questa operazione rappresenta un passo decisivo


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Annuncio in Evidenza


25 Giugno 2026
Studio Odontobi ricerca igienista dentale a Castelletto Sopra Ticino

Dal 1988 lo Studio Odontobi rappresenta un punto di riferimento odontoiatrico sul territorio, combinando una lunga tradizione clinica con le più moderne tecnologie del settore. Desideriamo integrare nel team un/una Igienista Dentale motivato e orientato all'eccellenza. Garantiamo l’affidamento immediato di un'agenda completa e satura, supportata da un gestionale efficiente e da una base pazienti storicamente fidelizzata. Offriamo un contratto di collaborazione stabile, inserimento in un ambiente di lavoro stimolante e un sistema premiante basato su bonus di produzione per incentivare la crescita professionale e il merito. La selezione è aperta sia a professionisti di comprovata esperienza sia a neolaureati di talento pronti a sviluppare il proprio potenziale.

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi