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20 Settembre 2012

Il mondo previdenziale fotografato dall'Enpam

Dal rapporto dell'Ente emerge una professione dal futuro poco roseo

di Norberto Maccagno


tasche vuotetasche vuote

Pensioni, gioia e odio: odio quando si devono versare i contributi, gioia quando si percepisce l'assegno mensile senza lavorare, sempre che quell'assegno permetta di mantenere lo stile di vita di un tempo.
Molto spesso, per i lavoratori autonomi, questo non accade, in parte per la più modesta contribuzione durante la propria vita lavorativa, ma non solo. E i dentisti non sono esenti dal fenomeno.
A far tornare a parlare di pensioni, e non di vicende giudiziarie legate all'Ente di previdenza di medici e dentisti, è la stessa Enpam, che nelle scorse settimane ha pubblicato l'Annuario statistico sui dati del 2010. Il documento offre una sintesi delle informazioni più rilevanti che interessano la popolazione medica e odontoiatrica relative in particolare all'andamento demografico, ai dati contributivi e alle prestazioni pensionistiche.
"Si tratta di uno strumento di lavoro" spiegano dall'Enpam "necessario per la programmazione degli interventi e la valutazione dei loro effetti soprattutto in questo periodo, in cui i cambiamenti demografici, che interessano in realtà tutti i Paesi più sviluppati, sono il principale fattore di crisi del sistema pensionistico."
E proprio il progressivo invecchiamento della popolazione rappresenta un problema anche dal punto di vista previdenziale: più pensionati e meno persone attive nel lavoro che versano i contributi.
Per fare fronte a questo fenomeno, la riforma previdenziale "suggerita" dal Governo a tutti gli Enti privati ha puntato a un graduale aumento dell'età pensionabile, a un progressivo innalzamento delle aliquote e alla definizione di nuovi coefficienti di adeguamento all'aspettativa di vita studiati secondo parametri attuariali (si veda il GdO 2012;5:4-5). Le analisi e le elaborazioni che sono state pubblicate nell'Annuario sono state realizzate avvalendosi dei dati tratti dagli archivi informatici della Fondazione.

Popolazione medica e odontoiatrica
I professionisti iscritti alla Quota B (i dentisti prevalentemente lo sono) sono individuati sulla base della dichiarazione reddituale (Modello D) che ogni anno medici e odontoiatri sono tenuti a inviare alla Fondazione, qualora abbiano prodotto nel corso dell'anno precedente un reddito derivante dall'esercizio della libera professione, superiore a quello già soggetto a contribuzione presso la Quota A. La procedura di incrocio dei dati in possesso della Fondazione con l'Anagrafe tributaria, attivata ormai da diversi anni, consente di verificare il corretto adempimento dell'obbligo dichiarativo e contributivo da parte degli iscritti: in tal modo la platea dei contribuenti risulta costantemente aggiornata.
Gli iscritti alla Quota B erano al 31 dicembre 2010 151.948, di cui 46.789 donne e 105.159 uomini, con un incremento negli ultimi dieci anni di 24.291 unità.
Il numero degli iscritti attivi, specificano dall'Ente, è pari a quello di tutti i soggetti che hanno versato il contributo proporzionale al reddito professionale almeno in uno degli anni compresi nel triennio 2008, 2009 e 2010 (con riferimento ai redditi prodotti rispettivamente nel 2007, 2008 e 2009); il criterio trova fondamento nella peculiarità del reddito soggetto a contribuzione che, in quanto proveniente da attività di lavoro autonomo, è spesso oggetto di fluttuazioni individuali nel corso degli anni. Sono stati invece esclusi, oltre ai deceduti, tutti coloro che hanno percepito un trattamento definitivo, ovvero hanno compiuto settant'anni di età alla data del 31 dicembre 2010. Sono stati considerati anche i soci delle società professionali mediche e odontoiatriche, in quanto è obbligatorio per queste società indicare i nominativi dei soci professionisti che hanno partecipato alle attività di produzione del fatturato. Nel 2010 i soci indicati sono stati 5724.
Dal punto di vista dell'età, nella Quota B la maggior parte degli iscritti è tra i 50 e i 59 anni, pari al 35% complessivo, seguiti da quelli tra i 40 e di 49 anni e i trentenni. Cominciano a essere presenti in numeri considerevoli - ma il dato non viene comunicato - medici e dentisti stranieri: di questi il 45% sono donne e una su dieci esercita la professione di dentista.
Per quanto riguarda la collocazione geografica a farla da padrone è il Nord con 77.953 iscritti (51,33%), il Sud segue con 37.419 unità, mentre il centro ne conta 36.489. Solo 87 gli iscritti alla Quota B residenti all'estero.

Leggi l'intero servizio:
- Pensioni: quanto versano e quanto percepiscono gli iscritti alla quota B
- Le tipologie di trattamento e il diritto alla pensione
- Fondi di previdenza Enpam e iscrizioni

GdO 2012;9:4-5

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