HOME - Cronaca
 
 
16 Novembre 2012

Lo studio dei fossili rivoluziona le conoscenze sui nostri antenati

Con le moderne tecnologie novità nello studio del tartaro

di Cosma Capobianco


fossilefossile

L'uomo di Neanderthal, scomparso circa trentamila anni fa, è da sempre considerato come un  carnivoro per via del gran numero di ossa animali ritrovate nei siti dei suoi insediamenti, a differenza dell'Homo sapiens descritto come onnivoro. Un dato, questo, che è stato considerato una concausa dell'estinzione del primo a favore dell'altro, ipotizzando che i Neanderthal non riuscissero ad assumere tante calorie come i Sapiens. Ma negli ultimi tempi si sta accumulando una serie di evidenze che indicano come la dieta dei Neanderthal includesse anche alimenti vegetali. Una prova inequivocabile di questo radicale cambiamento di prospettiva viene dall'analisi del tartaro condotto con le moderne tecnologie: già da alcuni anni si è accertato che tra i denti di questa specie umana sono rimasti intrappolati resti di diversi alimenti vegetali tra cui legumi, frumento e castagne e, inoltre, alcuni di questi alimenti venivano cotti. Ora un gruppo internazionale di esperti, infatti, ha ritrovato anche resti di specie vegetali con proprietà curative tra i denti dei Neanderthal vissuti nel sito di El Sidròn nella Spagna settentrionale (Hardy K et al Neanderthal medics? Evidence for food, cooking and medicinal plants entrapped in dental calculus Naturwissenschaften (2012) 99:617-626).

Il tartaro sfida il tempo
Le analisi, basate su gascromatografia e spettrometria di massa oltre all'estrazione dei microfossili vegetali, hanno rivelato l'inalazione di prodotti derivanti dalla combustione incompleta del legno, come il pirene e altri idrocarburi aromatici policiclici, fornendo così indiscutibili  prove molecolari dell'uso del fuoco in casa Neanderthal, anche se si ritiene che la scoperta del fuoco per cuocere i  cibi risalga a molto tempo prima.
Il ritrovamento del tartaro nei reperti fossili dei nostri antenati non è una novità: l'adesione ai denti di questo ingombrante sottoprodotto alimentare è così forte da sfidare il tempo. Il tartaro più antico, infatti, fu scoperto in una mandibola di un ominide ritrovata in Tanzania circa dieci anni fa e può vantare un'età di ben 1,8 milioni di anni. Nelle ricerche svolte negli ultimi decenni si  è spesso preso in considerazione la presenza di microfossili vegetali nel tartaro e, in alcuni siti dell'America meridionale, biologi e archeologi  hanno potuto dimostrare grazie ad essi che certe comunità praticavano l'agricoltura in modo stabile già intorno al 9000 a. C.

La ricerca
La ricerca descritta sulla rivista Naturwissenschaften è interessante perché rivela la regolare e non casuale componente vegetale della dieta, dimostrata dalla presenza di granuli di amido, anche se non è stato possibile identificare le piante di provenienza. La forma e le dimensioni dei granuli orientano, comunque, verso una fonte di tipo seme e non tubero e la loro sede all'interno del tartaro esclude una deposizione ambientale post-mortem. Inoltre, la spettrometria di massa ha fornito  la certezza che questi alimenti venivano consumati previa cottura, dimostrando la presenza di granuli arrostiti. Viceversa, non sono state trovate tracce di steroidi o di  molecole lipidiche o proteiche, come ci si dovrebbe aspettare in presenza di una dieta prevalentemente basata su cibi animali.
I risultati provenienti da El Sidròn sono interessanti anche per un altro motivo: essi documentano per la prima volta l'uso di piante medicinali in una comunità umana.  Tra le molecole rimaste intrappolate nel tartaro , infatti, ve ne sono alcune come il camazulene, che è contenuto nella camomilla, una pianta usata ancora oggi in erboristeria per le sue proprietà antiflogistiche e sedative. La presenza di altri idrocarburi aromatici dimostra che questa antica comunità umana assumeva regolarmente anche l'achillea millefoglie, usata tutt'oggi per le proprietà antispasmodiche, cicatrizzanti e antiinfiammatorie.

Il consumo di piante
Il consumo di queste piante, oltre a una sorta di medicina primitiva, potrebbe avere anche un'altra spiegazione: essendo di gusto amaro, le molecole come il camazulene riducono lo stimolo dell'appetito e potrebbero essere state usate in periodi di scarsità di risorse.
L'uomo di Neanderthal si estese in zone climaticamente diverse, come l'Iraq e il Belgio, ma accomunate dalla presenza di vegetali commestibili o comunque utili per la sopravvivenza e, sulla base anche di quanto rivela il tartaro dei loro denti, si può ragionevolmente ipotizzare che essi possedessero una certa conoscenza delle proprietà delle piante. Anche se rimane tutto da scoprire il grado delle loro capacità di automedicazione e delle loro conoscenze botaniche, si può ritenere che  i loro spostamenti seguissero la diffusione di alcune specie.
 
Cera una volta
E' un legame antico quanto l'uomo quello che lega le api con la cura dei denti: antichissime fonti documentali, come un papiro risalente al 1600 a. C., testimoniano l'uso del miele sia  a scopo antidolorifico sia a scopo fissativo descrivendo misture di miele e altri  elementi impiegate per consolidare denti mobili. Oggi  la cera prodotta negli alveari è ancora una componente importante di alcune cere dentali e, alle fonti scritte, si è aggiunta pure una prova archeologica, rimasta nell'oblio per molti anni.

Il paesino di Lonche 
Lonche è un paesino dell'Istria dove negli anni Trenta furono ritrovati  diversi resti fossili tra cui una mandibola umana in una cavità carsica. Poco tempo fa un gruppo di ricercatori delle università di Trieste, Roma, Napoli e New South Wales ha riesaminato i resti e ha scoperto che uno dei canini  presentava una cavità riempita con cera d'api.
(Bernardini F et al.  Beeswax as Dental Filling on a Neolithic Human Tooth. PLoS ONE 2012; ( 7) 9: e44904-13)
Insieme con la misurazione del carbonio radioattivo, che fa risalire i resti al periodo compreso tra il 6660 e il 6400 a.C., questo dato sposta indietro di cinque millenni l'uso di un materiale da otturazione per le cure dentali. In precedenza, uno dei ricercatori, il biologo Alfredo Coppa, in un sito neolitico del Pakistan risalente circa alla stessa epoca, aveva contribuito alla scoperta delle prime cavità dentali create artificialmente ma prive di contenuto.

La mandibola
Per arrivare a questi risultati la mandibola dell'ignoto troglodita ha avuto l'onore di essere analizzata dal sincrotrone del Tomolab di Trieste, famoso centro internazionale  di fisica teorica , dove è stata sottoposta a una microTC che ha rilevato una frattura verticale estesa dalle superfici linguale e vestibolare fino al tetto della camera pulpare. La stessa macchina ha dimostrato che il primitivo dentista era abilmente riuscito a inserire la cera d'api fino a un millimetro dentro la frattura, oltre a riempire un'area di usura occlusale che aveva già esposto la dentina. Un dato, questo, che la dice lunga sul lavoro a cui erano sottoposti i denti di quei pastori nomadi: l'età attribuita al titolare della mandibola, infatti, è compresa tra 24 e 30 anni.

Otturazione
Per la verità, quella dell'otturazione è solo la più probabile tra le ipotesi formulate per spiegare la presenza della cera. I ricercatori, infatti, scrivono che questa potrebbe essere stata applicata post-mortem, come parte di un rituale funebre. Di sicuro, in ogni caso, si trattava di un dente sintomatico, sensibile alla masticazione e alle variazioni di temperatura, che però non subì un'evoluzione sfavorevole, dato che l'osso periapicale ha mantenuto una struttura normale.
La scoperta del gruppo di Bernardini conferma l'antico legame dell'uomo con le api, testimoniato da una serie di reperti preistorici, come i "pellets" di propoli scoperti in Italia in siti risalenti al Paleolitico che, con ogni probabilità, venivano usati a scopo curativo.

Leggi anche:
- Denti antichi che "parlano"

GdO 2012;12

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) stabile il fatturato ma calano gli studi. Il 58% rientra tra gli “affidabili” fiscalmente con un...


Una ricerca ha valutato l’impatto ambientale della malattia parodontale invitando a considerare la malattia e la cura da una nuova prospettiva clinica


Revisione e meta-analisi degli studi clinici sull’efficacia nella modifica della percezione cromatica dentale e sulla sicurezza delle formulazioni


Uno studio analizza come l’esposizione a metalli durante gravidanza e prima infanzia possa essere ricostruita attraverso i denti da latte per individuare le fasi più sensibili...


Obiettivo della ricerca è stato analizzare comparativamente le formulazioni disponibili per comprendere il loro potenziale nella gestione clinica non invasiva


Chi aveva bisogno di una dentatura più robusta, i cacciatori- raccoglitori preistorici o i primi agricoltori del Neolitico? È stato più “difficile” mangiare carne o mangiare cereali? La...


Altri Articoli

“Non ci fermeremo davanti a questo ennesimo muro corporativo. La strada per il riconoscimento è ancora lunga, ma la determinazione della categoria resta intatta”


E’ mancato uno dei padri dell’odontoiatria italiana, il ricordo dell’amico Massimo Gagliani: "custodirò con piacere la sua volontà di guardare sempre al futuro con occhi diversi"


Dal report di Economist Enterprise emerge come l’odontoiatria sportiva stia gradualmente assumendo una posizione analoga a quella conquistata negli anni da nutrizione, recupero, sonno e medicina...


“Si è voluto assecondare pressioni corporative piuttosto che perseguire l’interesse generale, perdendo ancora una volta l’occasione di riconoscere la dignità e il valore di una professione...


Il minidossier finanziato da AIFA evidenzia un uso frequente della profilassi antibiotica anche quando non indicata e richiama la necessità di rafforzare monitoraggio e formazione...


Scarica, gratuitamente, la guida pratica “Summer Kit” pensata per mettere ordine nelle attività pre-ferie, evitare gli errori più frequenti e suggerimenti sugli strumenti per...


Obiettivo verificare un presunto abuso di posizione dominante, si vuole verificare se l’azienda obbliga i dentisti che prescrivono la fabbricazione degli allineatori Invisalign ad utilizzare...


Immagine di repertorio

Lo studio, senza autorizzazioni, era ricavato in una abitazione privata. Rilevate carenze igieniche e rinvenuti farmaci scaduti


Con il Progetto Mimosa Lombardia prende forma una rete di prossimità che integra farmacie, ospedali, professionisti sanitari e associazioni, tra loro ANDI


Respinto l’emendamento sull’odontotecnico professione sanitaria, il nuovo profilo potrà però passare per la riforma. Il Commento di CAO ed AIO


Il nuovo corso FAD EDRA per approfondisce non solo gli aspetti diagnostici e terapeutici, ma anche i principi che guidano il mantenimento e il ripristino delle funzioni vitali del...


Più tempo per presentare a ENPAM per gli odontoiatri che versano alla quota B dichiarazione redditi libero-professionali


L’AGCM, commentando il DDL sulle professioni sanitari, riferendosi agli Ordini, chiede una netta distinzione tra le funzioni pubblicistiche di regolazione e vigilanza e la rappresentanza degli...


Un passo avanti per il futuro dell’odontoiatria a livello mondiale. Per Mitsui Chemicals, Ultradent e Kulzer questa operazione rappresenta un passo decisivo


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Annuncio in Evidenza


25 Giugno 2026
Studio Odontobi ricerca igienista dentale a Castelletto Sopra Ticino

Dal 1988 lo Studio Odontobi rappresenta un punto di riferimento odontoiatrico sul territorio, combinando una lunga tradizione clinica con le più moderne tecnologie del settore. Desideriamo integrare nel team un/una Igienista Dentale motivato e orientato all'eccellenza. Garantiamo l’affidamento immediato di un'agenda completa e satura, supportata da un gestionale efficiente e da una base pazienti storicamente fidelizzata. Offriamo un contratto di collaborazione stabile, inserimento in un ambiente di lavoro stimolante e un sistema premiante basato su bonus di produzione per incentivare la crescita professionale e il merito. La selezione è aperta sia a professionisti di comprovata esperienza sia a neolaureati di talento pronti a sviluppare il proprio potenziale.

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi