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31 Maggio 2010

“Quelli che la tesi l’hanno scritta sull’Olivetti”

di Giulio Del Mastro


Un anno particolare il 1980, quando la maturità da o-dontotecnico mi sembrò il trampolino obbligato per raggiungere un titolo abilitante alla professione “eletta”, l’odontoiatria, quindi il concretizzarsi di un percorso specialistico distinto, il concorso fatto quasi per gioco e l’approdo a un corso di laurea irto di ostacoli. Mancavano docenti - si gestivano gli insegnamenti su delega dei pochi ordinari disponibili - mancavano le aule, i testi (incredibile, se rapportato alla pletora offerta oggi). Studiai chimica su un “compendio” talmente stringato che furono necessari sei mesi e litri di sudore per conoscerlo nelle virgole. Un lustro di mense e di panini, ma anche di forti amicizie, di quelle che continuano ancora. D’altronde, frequentare le lezioni con colleghi specializzandi che, assieme ad alcuni docenti, vedevano negli “odontopuffi” degli ibridi mal riusciti, irrobustisce e cementa un forte spirito di gruppo…
Provo un po’ d’invidia per gli studenti di adesso, per gli accessori banali di oggi, un computer, Google, PubMed con Medline, fantastico strumento di ricerca bibliografica. A noi toccava mendicare fisicamente da una biblioteca all’altra, scartabellando enormi volumi dell’Index Medicus; riscrissi la mia tesi sette volte con una Olivetti elettronica, digitando ogni riga su un display e stampando poi il risultato sul foglio con il tasto enter. Riga per riga… Ricordo benissimo, ovviamente, il giorno delle laurea. Gran giorno, un sole magnifico per quello che ritenevo punto di arrivo, in realtà punto di partenza per una nuova vita. Quella da “Dottore”. Un po’ di pratica dopo l’esame di stato (arrivato postumo: in perfetto stile italico, venne creato un corso di laurea, ma non l’esame abilitante, quindi i neolaureati stettero in stand by per un po’ prima di poter esercitare), poi, alcuni anni dopo, nel 1988, il mio primo studio.
Disponibilità economica scarsa, fu un salasso economico che mi indebitò per anni e mi fece passare le notti insonni più insonni della mia vita. Ma era mio e da allora, per parafrasare qualcuno, divenni “il primario di me stesso”. Ero senza Enpam - la previdenza per noi arrivò solo nel 1995 - ma ero giovane, a chi importava la pensione? Parallelamente iniziò il mio impegno concreto in Aio, cui avevo sempre dato il mio appoggio come socio. Iniziai come consigliere della sede di Torino, poi divenni presidente provinciale, quindi percorsi tutti gli step associativi fino a diventare presidente nazionale. Ogni incarico ha lati positivi e negativi: quello da presidente, stupendo, è semplicemente massacrante: richiede infatti doti polivalenti in misura sufficiente a “sopravvivere” al mandato. Eventuali successi non sono scontati e, in massima parte, dipendono dalla squadra da cui ci si è circondati. Di questo ringrazio, tra l’altro, Aio. Aver avuto una possibilità di confronto con persone spesso di livello superiore e di essere uscito da ogni incontro più maturo. Anni prima di diventare presidente, oltre a perfezionarmi in chirurgia a Torino, conobbi Elio Berutti, uno dei massimi cultori mondiali dell’endodonzia.
A lui devo il mio rinnovato interesse per i canali, lo stimolo a diventare socio attivo della Società di endodonzia e la miriade di relazioni o corsi di formazione tenuti un po’ ovunque negli ultimi quindici anni. Il mio 110 e lode, però, l’ho raggiunto solo alcuni anni fa, quando, assieme alla mia compagna Laura, decidemmo di mettere in cantiere il mio/nostro progetto più ambizioso: un figlio. Un’esperienza bellissima, appagante, anche se un po’ faticosa. Non a sufficienza pare, se ad Alessandro, che ora ha 5 anni, si sono aggiunti - a stretto giro di posta - Irene, tre anni e mezzo ed Emanuele (Melele) di due… I due più grandi già sognano (beata incoscienza!) di fare il lavoro di papà ma, viste le prospettive del prossimo futuro, mi vedranno loro strenuo oppositore. Non sarebbe forse meglio investire anni e materia grigia negli unici due settori che produrranno utili nel futuro? Le fonti di energia e i rifiuti…
Giulio Del Mastro, Past president Aio.

GdO 2010;8

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