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19 Gennaio 2020

Pos in studio: vera lotta all’evasione o scusa per non pagare le detrazioni?

di Norberto Maccagno


Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore ha pubblicato un bilancio del primo anno di fatturazione elettronica, in realtà come spesso capita con la pubblica amministrazione i dati non sono proprio aggiornati, infatti questi sono fermi a novembre. Comunque dati positivi: 2.065.834.726 documenti gestiti, ma soprattutto circa 2 miliardi di maggior gettito Iva. Quindi un sistema che era nato tra molte polemiche e che ha portato i risultati sperati: combattere l’evasione Iva.

Un sistema anche apprezzato dagli utenti che dopo i primi borbottii hanno trovato semplice e comodo utilizzare la fattura elettronica: con pochi click la prepari, la mandi al cliente (che non può più dirti non l’ho ricevuta visto che la ricezione è certificata), la registri e conservi in automatico e non devi più portarla dal commercialista che se la ritrova già nella tua area riservata, insieme alle fatture di acquisto. Molti si sono talmente abituati che quando ricevono una fattura cartacea da un “forfettario”, quasi sbuffano perché comporta un iter di gestione diverso. Forse anche per questo motivo è stato previsto che i contribuenti in regime forfettario potranno nel 2020 emettere fattura elettronica. 

E dopo un anno credo che si possa dire che il divieto, confermato anche per il 2020, per chi emette fatture per prestazioni sanitarie direttamente al paziente, non vi agevola ma crea solo un impiccio burocratico in più. Dovete continuare a gestire le fatture cartacee, avete dovuto organizzarvi per ricevere quelle elettroniche dei vostri fornitori ed avete comunque l’incombenza della registrazione delle fatture al Sistema tessera Sanitaria. 

Riporto i dati sulla fattura elettronica perché, leggendo le polemiche sulla norma che prevede l’impossibilità di detrarre le spese sanitarie se pagate in contanti (come altre detrazioni) mi hanno ricordato dibattito e polemiche che avevano accompagnato l’entrata in vigore dell’obbligo di fattura elettronica. 

Quindi, penserete voi, sarei convinto che tra un anno scopriremo che la norma era una cosa utile? 

Assolutamente no. 

L’obiettivo della Fatturazione elettronica era  quello di permettere al Fisco di incrociare i dati ed andare a scovare chi fatturava ma non versava l’Iva. Non sappiamo se questo incrociare i dati ha consentito di scovare evasori, ma i dati dimostrano che il contribuente, sapendosi controllato, ha versato più Iva di quanto faceva in precedenza. 

La norma che impedisce al paziente di detrarre il costo delle spese sanitarie sostenute se pagate in contanti (per il 19%) non serve per combattere l’evasione, sono prestazioni già fatturate, al limite “stimolano” l’evasione perché si va a complicare il modo di pagare la fattura. 

Aumentare le detrazioni fiscali è l’unica azione che incentiverebbe il paziente a chiedere la fattura perchè renderebbe meno conveniente chiedere lo sconto se si paga in nero. 

Non serve neppure per meglio tracciare i pagamenti e verificare le spese degli italiani. I dati delle fatture sanitarie da anni sono già registrati dal dentista ed inseriti nel Sistema Tessera Sanitaria e inserite nel 730 per compilato che il contribuente riceve. 

Quindi serve solo per fare un favore alle Banche, come molti hanno indicato? 
Sicuramente l’incremento dell’utilizzo di carte di credito e di bancomat aumenta le entrate derivanti dalle commissioni dovute alle banche, commissioni che stando ad una ricerca del Fatto Quotidiano, variano dallo 0,99% al 4% a seconda dell’istituto di credito o del gestore di servizi.
E considerando che la spesa sanitaria privata nel 2019 è stata di circa 40 miliardi di euro (non sappiamo ovviamente quale sia la cifra pagata con carta di credito o bancomat) di cui meno circa 9 mila per le cure odontoiatriche, la fetta della “torta commissioni” diventa interessante. 

Ma il motivo principale di questa norma credo l’abbia indicato il presidente CAO Raffaele Iandolo ad Odontoiatria33: “lo Stato vuole risparmiare sulle detrazioni”. 

Iandolo sostanzialmente dice: durante la fase di preparazione della manovra si parlava di azzerare le detrazioni sanitarie, sarebbe risultata una decisione decisamente impopolare, così io Stato rendo più complicato il modo di ottenere le detrazioni, gioco sulla disinformazione e sperando che qualcuno si sbagli, così risparmio ugualmente ma motivo e mi faccio bello con la lotta all'evasione.

E la conferma di quanto il presidente CAO ipotizza arriva da un dato pubblicato qualche giorno fa dal Sole 24 Ore quando indica sul risparmio sulle detrazione che “l’Erario stima di risparmiare 496 milioni di euro, includendo le altre detrazioni al 19 per cento. Cifra tutt’altro che inverosimile, se si considera che il bonus sulle spese mediche – al lordo della franchigia di 129,11 euro – va da 728 euro (per chi dichiara un reddito inferiore a 15mila euro annui) a 1.825 euro (per chi supera i 75mila euro)”. 

Ad aiutare la confusione, e la disinformazione, ci ha messo del suo anche il Ministro della Salute Roberto Speranza che a Di Martedì (La7) alla domanda di Giovanni Floris se l’obbligo di pagamenti tracciabili è già in vigore, il Ministro Speranza risponde che "sono già in vigore ma non per le spese sanitarie che possono essere pagate in contanti". 

A questo link la puntata integrale, l'intervento citato è al minuto '29 (per motivi di diritti televisivi non possiamo postare solo la parte interessata)

La scorsa settimana Odontoiatria33 ha inviato una richiesta di chiarimenti al Ministro Speranza attraverso l’ufficio stampa del Ministero, e li abbiamo sollecitati telefonicamente nei giorni successivi, ma ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

l dibattito contro questa norma, peraltro salvo le sigle sindacali dei dentisti pochi altri l’hanno criticata -neppure i sindacati dei medici- rischia di passare agli occhi dell’opinione pubblica la solita lotta pro o contro la fattura.  Anche Altroconsumo interpellata da Odontoiatria33 cade in questa logica sostenendo che i pagamenti tracciabili aiutano l’evasione. Altroconsumo che aveva, anni fa, sostenuto la necessità di aumentare le detrazioni fiscali per le spese sanitarie. 

Certo che gli strumenti tracciabili aiutano la lotta all’evasione, ma se favoriscono l’emissione di uno scontrino o di una fattura. Qui siamo di fronte ad una norma che rende più difficile pagarla la fattura.  

Poi dobbiamo anche sfatare la cosa che gli italiani non hanno il bancomat ed i dentisti il Pos, ma la quesitone di fondo rimane. Il rischio è che le legittime citriche avanzate dai sindacati odontoiatrici passino come la battaglia dei dentisti che vogliono il contante perché favorisce il nero. Il diritto alla salute non lo si tutela difendendo il contante ma tornando a chiedere con forza maggiori detrazioni per le spese sanitarie.

Altrimenti passa il messaggio dato a Di Martedì dove quando chiedono alla signora anziana come paga il dentista lei risponde: in contati, il dentista mi fa lo sconto ma niente carta… 

Certo, per quanto riguarda le agevolazioni fiscali si dirà che non ci sono i soldi per finanziarle, ma allora perché li si trovano per la ristrutturazione edilizia, il bonus facciate, il bonus per i giardini etc.? E poi se questi dentisti sono veramente grandi evasori le detrazioni sarebbero finanziate dal maggior gettito fiscale che arriverebbe nelle casse dello Stato dalle maggiori fatture emesse… sempre che “sti dentisti” evadano veramente molto. 

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