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25 Febbraio 2024

Quando il controllo della Finanza “porta bene”

di Norberto Maccagno


Della vicenda dei “dentisti in black”, come hanno titolato alcuni giornali baresi, ad avermi colpito non è tanto la questione etica, morale, sociale, giudiziaria, ma il fatto che nel 2024 ci sia ancora qualcuno che pensi che si possano nascondere informazioni su di un computer o sul telefonino.  

Sintetizzo la vicenda per i distratti, a questo link la trovate nel dettaglio.  

Nel 2021, a seguito di una verifica nello studio di un odontoiatra della provincia di Bari, la Guardia di Finanza scopre un gestionale che contabilizzava i proventi in “nero” in un’area nascosta. Area accessibile neppure con sofisticati dispositivi di autentificazione ma semplicemente premendo il tasto F12 della tastiera. Immagino la faccia del finanziere che dopo aver smanettato per qualche minuto sul computer del dentista ha scoperto la “porta segreta”. Stiamo parlando di professionisti, i Berretti Verdi, abituati a trovare movimenti sospetti nascosti in server sparsi per il mondo, in dedali di conti correnti e società fantasma.  

Scoperto il “tasto magico”, si sono alzati dalla scrivania del dentista, sono andati dall’azienda che ha creato e venduto il software, un ingegnere informatico, e oltre a denunciarlo si sono fatti dare l’elenco dei clienti (80) che l’avevano acquistato ovviamente in fattura, perché “così lo scalo e risparmio sulle tasse”.  

Con la stessa faccia goduta di Rocco Siffredi nello spot televisivo in cui si presenta come idraulico alla porta di un appartamento, i Finanzieri sono andati a visitarli uno ad uno. E quando gli ricapita di pigiare su F12 e trovare già tutta ordinata la contabilità in nero del contribuente, senza dover incrociare pagamenti, conti correnti, fatture etc. “Goduria” talmente forte che hanno anche deciso di filmare come funzionava il programma e metterlo in rete. Un po’ come quando vengono pubblicati i filmati dove alcune persone si trovano a compiere atti ridicoli che fanno però molto ridere.  

Di quegli 80 studi dentistici controllati, 47 sono stati i denunciati. Statisticamente si potrebbe dire che più della metà dei dentisti controllati è un evasore, ma fortunatamente per la vostra immagine professionale nessun giornale lo ha sottolineato apertamente.  

5milioni di euro il valore dei beni sequestrati ai dentisti denunciati, 33milioni di euro quanto è stato sottratto al fisco dal 2016 al 2020.  

Così, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, ha commentato il procuratore di Bari Roberto Rossi durante la conferenza stampa convocata per dare la notizia della chiusura delle indagini.
“Invitiamo i cittadini - ha detto- a chiedere sempre ricevute e fatture. Si pensa che non facendolo si risparmi, ma non è così, perché i pagamenti a nero provocano un effetto sul sistema globale. Sono debiti che lasciamo ai nostri figli. Un recupero da 33 milioni di euro come quello di oggi, in concreto, vale un ospedale”. 

Parole che possono anche sembrare retorica ma che in un Paese come il nostro dove mancano i soldi per “tappare” le buche in strada o per assumere medici ed infermieri in modo da non farci aspettare anni per una visita, dovrebbero fare riflettere anche noi cittadini quando accettiamo lo sconto di medici, idraulici, imbianchini etc, in cambio del pagamento in contanti.  

La vicenda, dal punto di vista degli indagati, ha due aspetti positivi.  

Il primo è che il Governo, nella riforma fiscale, sta per approvare una norma che in caso di omesso versamento o dichiarazione infedele, prevede la riduzione o la cancellazione delle sanzioni penali a fronte del pagamento delle somme dovute al Fisco: il versamento potrà avvenire in un’unica soluzione o a rate. Con buona pace per voi dentisti che, invece, le tasse le avete pagate tutte e rispettando la scadenza prevista.  

La seconda buona notizia arriva dal comunicato stampa della Guardia di Finanza di Bari sulla chiusura delle indagini.   “Si segnalano, altresì, i rilevantissimi effetti sul piano della compliance generati dalla complessa attività investigativa in esame, testimoniati dal significativo incremento del fatturato, nelle annualità successive a quelle oggetto di indagine e verifica fiscale, da parte dei professionisti coinvolti”.
“Come emerge, infatti, dalla consultazione dell’Anagrafe Tributaria, -continua la nota della Guardia di Finanza- a partire dall’anno d’imposta 2022, il volume d’affari dichiarato, rispetto alla media rilevata nei periodi precedenti, si è attestato su valori in crescita mediamente del 56% circa, registrando, in alcuni casi, picchi superiori al 150%”.

E poi si dice che ricevere il controllo della Guardia di Finanza è una “iattura”, invece sembra portare bene, fa aumentare il fatturato.


 
 

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