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06 Ottobre 2024

Farsi piacere il lavoro di dentista

di Norberto Maccagno


Dentista scrittirice 02

Il mio è stato un lavoro di ripiego, ormai posso dirlo. A vent’anni volevo studiare giornalismo, ma non ho avuto nemmeno il coraggio di chiederlo ai miei. Si sarebbero consultati, senza capire del tutto cosa intendevo. Eppure oggi sono convinta che non mi avrebbero risposto di no. Ma in quel momento nessuno di noi, a casa nostra, era pronto. Alla fine la scelta è stata mia. Dentista era comprensibile a tutti, utile, persino mio nonno che ogni tanto soffriva di ascessi ha approvato. Ho lavorato per trentasette anni, con impegno, dedizione, rigore. Me lo sono fatto piacere. Ho curato mio nonno finché c’è stato. A fianco la scrittura, sempre in anticipo sull’alba, un tempo perso e necessario”.  

A scriverlo in una bellissima lettera pubblicata da Lucy Agency dal titolo “la storia di un lavoro che non ho scelto” è Donatella Di Pietrantonio, odontoiatra, scrittrice, con il suo ultimo libro, L’età fragile (Einaudi, 2024), ha vinto il Premio Strega.  

Quando l’avevo intervistata qualche anno fa, mi aveva raccontato della difficoltà di conciliare il lavoro di dentista, lei pedodonzista, con quello di scrittrice. Aveva già ridotto il tempo da dedicare ai pazienti a tre giorni la settimana sottolineandomi la sua difficoltà di lasciare la professione per quel contatto diretto con i suoi piccoli pazienti.  

In tutti questi anni che racconto il settore dentale, ho conosciuto molti dentisti soddisfatti di quanto hanno fatto, ma che avrebbero voluto fare altro. Alcuni figli d’arte costretti da quel, e “vuoi mica far chiudere lo studio di papà”, altri che hanno scelto la professione solo perché dava ottime prospettive.  

Anni persi?  

Se lo è chiesto anche la dott.ssa Pietrantonio.  

Tutti questi anni sono persi? Dico sempre di no, non posso ammetterlo. Invento ciò che dalla professione è traslato nella scrittura: lo scavo in profondità, il taglio del superfluo. Ma so che è una falsa osmosi, un passaggio forzato. Non bisogna credermi. La pagina prosciugata non è paragonabile alla cavità da cui ho rimosso la carie. L’odontoiatria non c’entra niente con la letteratura. Proprio niente”.  

E poi aggiunge.  

Se non avessi dedicato tutti questi anni ai denti dei bambini, avrei scritto dieci romanzi, non cinque. Qualcun altro avrebbe curato quelle lesioni allo stesso modo. Ma mentre trapanavo molaretti decidui nessuno ha scritto con la mia voce (quale che sia) i cinque romanzi che mi mancano. L’ho silenziata per non confessare a me stessa di aver scelto nel giardino dei sentieri che si biforcano quello sbagliato e di averlo seguito ostinatamente fino in fondo”.     

Quel “qualcun altro avrebbe curato quelle lesioni allo stesso modo” è sicuramente un pensiero molto personale. Molti dei dentisti che conosco la pensano decisamente al contrario, ma in realtà, credo, la pensano come la dott.ssa Pietrantonio. Credo che chi fa il lavoro scelto per cui si sente portato, pensa di essere indispensabile, il più bravo.  

E poi ci sono tutti i dubbi che il cambiare ti pone, anche se la nuova strada che si intraprende, come caso della Pietrantonio scrittrice, non sembra presentare insidie. Ma anche in questo caso Pietrantonio non pone la questione dal punto di vista della concretezza (la sicurezza, anche economica) ma del sentirsi bene nel fare il proprio lavoro, del sentirsi realizzata principalmente con se stessa.  

Non so se sono disposta a questo finale”, scrive. “Ho paura. E se mi mancassero gli orari da rispettare, le responsabilità. Se mi perdessi nella lunghezza di giornate senza vincoli. Il lavoro mi ha stremata, ma mi ha dato un senso di efficacia. Credo di essere stata utile ai bambini che mi sono stati affidati. È questa la traccia che lascio di me, non so se più o meno duratura dei libri”. 

Ho già nostalgia dell’odontoiatra che non sarò più”, chiarisce. “Di quelle dentine infestate e umide, da rimuovere e sostituire con il composito. Forse non riuscirò a scrivere, in questa libertà che si spalanca. È comunque un vuoto. Forse mi ammalerò, come certi che vanno in pensione e abbassano le difese. Oppure è probabile il contrario, che crolli se continuo così, con il troppo pieno”. 

Poi la lettera si conclude con alcuni aspetti pratici e personali; così come molto coinvolgente l'inizio, e qui viene fuori la straordinaria dote della scrittrice, dove racconta l'episodio che l’ha portata a prendere la decisione di abbandonare la professione.

La “confessione” della dott.ssa Pietrantonio ci dà un ottimo spunto per guardarci indietro e fare una riflessione sulla nostra vita professionale, e non solo per noi che cominciamo a vedere più o meno distintamente il suo termine, ma anche ai giovani che stanno iniziando il cammino lavorativo, anche se ogni generazione non è paragonabile ad un’altra.

Mio padre è entrato in banca a 19 anni ed è andato in pensione dopo 42 anni, rimanendo nella stessa banca. Io ho studiato ed iniziato facendo un lavoro che mi piaceva, nel mentre ho incontrato un altro lavoro che mi piaceva di più e dopo ancora un altro, questo, che per dirla alla Jovanotti, “mi piace un sacco anzi lo adoro”. Ma tra qualche settimana, mese, potrei magari cambiare ancora.

Voi lettori, se vi guardate indietro, rifareste i dentisti, gli igienisti dentali, gli ASO, gli odontotecnici o volevate fare altro? Aspetto di leggerlo sulla nostra pagina Facebbok e se vi va, i più significativi, li pubblicheremo su Odontoiatria33.

A questo link trovate la lettera di Donatella Di Pietrantonio, ringrazio il prof. Luigi Rubino per avermela segnalata.  


NOTA DI SERVIZIO

In tema di ripensare al percorso fatto e della difficoltà di cambiare, con il prof. Massimo Gagliani, abbiamo deciso di prendere una pausa di riflessione, nonostante dedichiate molta attenzione ai nostri DiDomenica e Agorà della Domenica.

Questo è l’ultimo approfondimento domenicale.

Riteniamo che dopo tutti questi anni debbano essere ripensati. Nel mentre che troviamo la sintesi ideale delle tante idee che abbiamo, sospendiamo la pubblicazione che sostituiremo con una nuova newsletter che raccoglierà le principali notizie pubblicate nella settimana. Ma torneremo presto.

Intanto, domani 7 ottobre, Odontoiatra33 compie 11 anni.


L'immagine di copertina è stata generata utilizzando un programma di intelligenza artificiale.

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