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30 Novembre 2008

Reimpianti dentari nei molari mandibolari

di M. Maddalone, A. Bellinzona, M. Lanza, P. Castellano


L’obiettivo di questo lavoro, è descrivere la metodica del reimpianto intenzionale nei molari mandibolari utilizzata per risolvere problemi endodontici non risolvibili né per via ortograda né per via retrograda.
8 pazienti 5 uomini e 3 donne con età compresa tra i 35 e i 55 anni presentavano una lesione periapicale sui secondi molari mandibolari . Data l’impossibilità di intervenire per via ortograda e per via retrograda si era reso necessario il ricorso a questa metodica. Gli elementi sono stati selezionati sulla base della presenza di perni endodontici cementati o corone Richmond rendendo difficoltoso l’accesso ortograda; sulla morfologia radicolare; sulle condizioni parodontali; e per la vicinanza al nervo alveolare inferiore. Tutti i denti estratti con metodica atraumatica sono stati ritrattati utilizzando come materiale per la otturazione retrograda un cemento rinforzato con materiali resinosi (IRM) e reimpiantati in circa 15-20 minuti.
Clinicamente i pazienti non presentano alcuna sintomatologia dolorosa spontanea né indotta, gli elementi dentali hanno stabilità primaria normale e radiograficamente è evidente una completa scomparsa della lesione periapicale in tutti i casi trattati. Dopo circa 6-8 mesi gli elementi dentali sono stati protesizzati.
Nonostante i rischi di frattura radicolare durante l’estrazione e le attenzioni necessarie per la corretta conservazione della vitalità del legamento parodontale, la metodica testata ha mostrato una ottima affidabilità unita ad una sostanziale assenza di complicazioni post-operatorie. Questo ci stimola a proseguire con l’utilizzo di questa metodica nei casi ove le terapia ortograda avesse fallito e la terapia retrograda fosse ad alto rischio di lesione del fascio vascolo-nervoso mandibolare, o di difficile controllo per la svantaggiosa collocazione anatomica dell’elemento dentario

The pourpose of this paper is to describe the intentional replantation technique in the lower jaw molar region when ortograde or retrograde treatment is not feasible.
8 patients 5 men and 3 women with age varying from 35 to 55 presented periapical lesions on second mandibular molars untreateable according to ortograde or retrograde classical techniques.
Clinically, patients didn’t showed pain spontaneous or induced after the procedure .
Replanted teeth showed good primary stability and radiographically a complete resolution of periapical lesion in all treated cases.
All teeth were extracted with atraumatic technique , then retreated with retrograde filling using IRM cement and finally replanted in 15-20 minutes from extraction.
Intentional replantation even taking into account risks connected to surgical extraction showed until now a good reliability coupled with an absence of post-surgical simptoms in treated cases.
Our experience supported by international data encourage us in using this approach when traditionals techniques failed or present high risks of nerve damage.



 
 

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