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07 Marzo 2019

L’odontoiatria al femminile vista da chi “aiuta” gli studi odontoiatri a crescere


La giornata della donna ci offre l’occasione per fare il punto della situazione sulla questione femminile, in questo caso nel mondo odontoiatrico. Come riportato nell’articolo di Odontoiatria33 dello scorso ottobre, in Italia ci sono circa 16 mila dentiste e odontoiatre su un totale di 62 mila.  Una su quattro.  

In percentuale sono decisamente più numerose le neolaureate e le giovani under40, perché se prendiamo in esame la fascia over50 le donne rappresentano solo un 18%.  

La loro presenza diventa quasi invisibile se si guarda ai luoghi di rappresentanza politica o sindacale, basti pensare che su 106 presidenti CAO, solo 5 sono donne.   




Questi i dati al 31 dicembre 2018 delle donne iscritte ai vari Ordini   

EtàOdontoiatraTotale con iscritte anche Albo medici
MINORE UGUALE di 244444
TRA i 25 e i 2915421542
TRA i 30 e i 3419731983
TRA i 35 e i 3920862093
TRA i 40 e i 4421152133
TRA i 45 e i 4916141665
TRA i 50 e i 5419012283
TRA i 55 e i 5920123234
TRA i 60 e i 6422654200
TRA i 65 e i 697881439
TRA i 70 e i 74155270
MAGGIORE UGUALE di 7594161
Totale1432421047

    

Come si spiegano questi dati?

Perché le donne, anche quando sono numerose e ben inserite in un settore, fanno così fatica ad emergere e ad affermarsi nel mondo del lavoro?I fattori sono molteplici e vari.
Per motivi storici e anche culturali, il mondo delle professioni e, più in generale, il mondo del lavoro è un mondo pensato dagli uomini per gli uomini: orari, turni, processi e modelli organizzativi sono a misura d’uomo, non di donna. Le donne, infatti, hanno spesso notevoli difficoltà a conciliare i tempi di vita e di lavoro, soprattutto se hanno stipendi o compensi inadeguati per pagare il nido o la baby sitter o se viene a mancare loro la rete di supporto familiare (cosa che accade sempre più di frequente, quando i figli vivono lontani dai genitori o quando questi ultimi sono ancora operativi al lavoro).

Questa condizione le rende spesso arrendevoli. Pensano che non valga la pena sacrificare la famiglia per il lavoro, quindi dovendo scegliere volano basso professionalmente. Oppure, all’esatto opposto, c’è chi per poter coronare il proprio sogno professionale, finisce con il rinunciare a quello familiare. Come se coniugare le due cose fosse impossibile.Fin qui non c’è quasi notizia, perché questi temi li vediamo riportati spesso sui quotidiani. 

Che cos’è che manca allora?

Manca prima di tutto un pensiero. Dopo il Sessantotto e le battaglie femministe, che hanno portato alle più importanti conquiste in termini di diritti per le donne, si è progressivamente spento il sacro fuoco del dibattito e sono sempre meno le donne che riflettono e si confrontano sulla propria identità, sul proprio valore, sulla propria differenza, sul proprio stile di leadership, su modelli organizzativi alternativi o nuovi o integrati, su altre competenze che possono rivelarsi funzionali all’equilibrio vita-lavoro.  

Ma il pensiero serve. Serve per capire, certo, ma serve soprattutto per agire. Per cambiare.  Nulla accadrà mai per magia e le donne, proprio perché questa scommessa riguarda loro e la qualità della loro vita personale e professionale, devono diventare agenti di cambiamento. Partendo da sé. Partendo dai problemi da risolvere e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere.  

Le dentiste e odontoiatre che incontriamo negli studi in cui prestiamo consulenza, ci riportano quasi sempre le medesime criticità:

  • Riuscire a individuare forme di aggregazione fra professioniste/i sostenibili, sia dal punto di vista economico sia organizzativo.
  • Impostare orari e turni di lavori negli studi che riescano a tener conto delle esigenze di tutte e tutti, senza rischiare di chiedere troppo a chi non ha figli e troppo poco a chi li ha (o viceversa).
  • Trovare strategie e soluzioni per la gestione dei periodi di maternità (proprie e altrui).
  • La gestione del gruppo e delle conflittualità in esso presenti.
  • La gestione del processo di delega.
  • Come esercitare efficacemente la propria leadership, senza essere eccessivamente permissive o diventare troppo autoritarie.
  • Come comunicare in modo persuasivo e farsi ascoltare, in particolare dai colleghi maschi.
  • Come risultare credibili agli occhi dei pazienti che confondono spesso i ruoli, soprattutto quando le odontoiatre sono giovani e le scambiano per assistenti.
  • Comprendere e apprendere le logiche fondamentali della gestione economica e finanziaria dello studio, per avere il giusto controllo dell’andamento e ragionare gli investimenti.
  • Come calcolare in maniera congrua il proprio compenso e quello di collaboratori e collaboratrici.

Dopo oltre dieci anni di attività a supporto degli studi dentistici, ci siamo resi conto che manca uno spazio di pensiero e di espressione dell’essere donne e professioniste insieme e abbiamo deciso di crearlo.  "Femminilizzare" l’odontoiatria non è solo un desiderio, è anche una necessità.  


Per riaprire il confronto abbiamo attivato un gruppo su Facebook, a cui le dentiste e le odontoiatre possono iscriversi a questo link (@esseredonneessereleader)   


Moyra Girelli: formatrice, esperta gestione del cambiamento, consulente di gestione degli studi odontoiatrici per Aula 41    

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