Riprendendo i dati di una ricerca italiana, la prof.ssa Nardi evidenza come l’ozonoterapia sia un approccio clinico ecosostenibile a supporto dei protocolli clinici in prevenzione
Il cavo orale rappresenta la prima barriera di difesa per ridurre il rischio sia di contrarre infezioni sia di introdurre nell'organismo sostanze nocive alla salute sistemica. Il mantenimento del microbiota orale (composto da circa settecento diverse specie di microrganismi, prevalentemente batteri, protozoi e funghi), in condizioni di eubiosi, permette di abbassare il rischio di infezioni del cavo orale, delle vie respiratorie e dell’apparato gastrointestinale. Nel cavo orale sono presenti mucoproteine salivari, detriti epiteliali, temperatura e pH salivare che condizionano l’eubiosi.
L’omeostasi orale è condizionata dal microbiota del cavo orale presente sulla lingua, faringe, gengiva, mucose, palato duro e placca dentale.
L’ozonoterapia in odontoiatria è un valido ausilio per i protocolli clinici di prevenzione. Grazie alla comprovata attività antimicrobica ad ampio spettro, l’acqua/olio d’oliva ozonizzata contrasta batteri, virus, protozoi e funghi. Altre proprietà rilevate sono le attività immunomodulanti, anti ipossiche, antinfiammatorie e rigenerative.
Le irrigazioni con ozono permettono un’efficace gestione del biofilm batterico, della gengivite e parodontite, della carie dentale, della guarigione delle ferite, il lichen planus orale, l'osteonecrosi della mascella, il dolore post-chirurgico. Inoltre, l'ozono viene utilizzato anche come agente funzionalizzante sulle superfici degli impianti (sia per uso dentale che ortopedico) con l'obiettivo di migliorarne l'osteointegrazione.
La gengivite placca indotta provoca uno stato infiammatorio che si protrae nei casi in cui non vengono eseguite corrette procedure di igiene orale domiciliare e professionale per rimuovere il biofilm batterico. Nonostante questa condizione sia reversibile, può anche evolvere in una condizione irreversibile (parodontite) con la degradazione dei tessuti molli e duri di supporto del dente. La gestione della mucosa perimplantare, nelle persone assistite che hanno subito una riabilitazione implantare, facilmente sviluppa un'infiammazione reversibile o irreversibile.
L’irrigazione con acqua ozonizzata può essere utile nei differenti stadi delle malattie e condizioni parodontali e peri-implantari:
1) salute peri-implantare;
2) mucosite peri-implantare;
3) peri-implantite;
4) carenze dei tessuti molli e duri peri-implantari.
La mucosite peri-implantare è una lesione infiammatoria della mucosa che circonda un impianto endosseo senza perdita di osso peri-implantare di supporto. In presenza di infiammazione della mucosa peri-implantare, in assenza di perdita di osso peri-implantare il segno clinico principale è il sanguinamento al sondaggio, eritema, gonfiore e/o suppurazione, oltre al deplaquing e debridement.
L’utilizzo di acqua ozonizzata può risultare opportuna per l'efficacia della decontaminazione del cavo orale, la biocompatibilità e ridurre il rischio di alterazione della superficie dentale, radicolare e/o dell'impianto. Uno studio clinico randomizzato condotto da ricercatori italiani, pubblicato su Applied Sciences (clicca qui per consultare la ricerca), ha valutato l'efficacia a breve termine delle applicazioni sottogengivali di acqua all'ozono, erogate con un irrigatore professionale, nel garantire un impatto proattivo per il mantenimento domiciliare dei siti di mucosite peri-implantare, rispetto a un controllo negativo (acqua pura).
L’ozono terapia merita di essere ulteriormente valutata come mezzo per affrontare l'infiammazione reversibile dei siti peri-implantari, evitando anche un'eventuale progressione verso la peri-implantite.
Nella pratica clinica di prevenzione l’ozono-terapia è utilizzata nelle seguenti applicazioni:
Il flusso di acqua ozonizzata riduce al minimo il rischio di trasmissione di funghi, batteri e virus attraverso l’aerosol e stimola all’interno dell’area trattata la circolazione sanguigna e la risposta immunitaria.
Stando a quanto rilevato nella ricerca, l’ozono terapia con acqua ozonizzata risulta quindi essere un approccio clinico ecosostenibile poiché non lascia residui chimici in pochi secondi l’ozono si trasforma in ossigeno ed ha un elevato livello di biocompatibilità con le cellule del cavo orale. Serviranno ulteriori studi per approfondire i risultati di quanto emerso nella ricerca.
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