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12 Marzo 2026

Screening del cavo orale e intercettazione precoce

La prof.ssa Nardi sottolinea il ruolo fondamentale dell’igienista dentale nella prevenzione e intercettazione precoce delle lesioni del cavo orale. Intercettazione e diagnosi sono due momenti distinti del percorso clinico

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Occhiali tumore

L’igienista dentale attraverso i re-call incontra la persona assistita con una frequenza maggiore rispetto ad altri professionisti sanitari e questo rende la seduta di igiene orale un momento strategico per la salute. 

Durante la seduta è possibile:

  • Osservare sistematicamente le mucose del cavo orale.
  • Intercettare eventuali alterazioni.
  • Educare il paziente alla prevenzione.
  • Promuovere corretti stili di vita.

La prevenzione dei tumori del cavo orale passa quindi anche attraverso la capacità dell’igienista dentale di osservare, ascoltare e orientare la persona assistita verso percorsi diagnostici appropriati.

La diagnosi rappresenta l’atto medico che definisce la natura della lesione e spetta all’odontoiatra o allo specialista in patologia orale. Il ruolo dell’igienista dentale è quindi quello di sentinella della salute orale, capace di intercettare precocemente condizioni sospette e di attivare il corretto percorso clinico interdisciplinare.

Lo screening del cavo orale è basato principalmente sull’esame clinico visivo sistematico, mentre eventuali anomalie devono essere confermate mediante esame istologico.

Le innovazioni tecnologiche rappresentano oggi strumenti utili per supportare l’osservazione clinica delle mucose orali.

Tra questi dispositivi vi è Goccles, un sistema che sfrutta il principio dell’autofluorescenza dei tessuti. Il dispositivo utilizza speciali filtri ottici che permettono di osservare le variazioni della fluorescenza delle mucose durante l’utilizzo di una comune lampada fotopolimerizzante.

In condizioni fisiologiche i tessuti mostrano una fluorescenza omogenea, mentre eventuali alterazioni metaboliche o strutturali possono manifestarsi come aree di perdita di fluorescenza, che meritano un approfondimento clinico. È importante sottolineare che questi strumenti non formulano diagnosi, ma rappresentano un supporto all’osservazione clinica e all’intercettazione delle lesioni sospette.

L’igienista dentale ha la responsabilità professionale nell’identificazione dei fattori di rischio e della collaborazione interdisciplinare con gli altri professionisti sanitari per la sorveglianza clinica della salute orale. Le tecnologie basate sull’auto fluorescenza, come i dispositivi con filtri ottici, rappresentano strumenti di supporto allo screening. La seduta di igiene orale è un momento chiave di medicina preventiva. 

Sull'argomento leggi anche:

03 Luglio 2025: Paziente in terapia oncologica: la gestione della prevenzione delle complicanze nel cavo orale

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