Uno sguardo sull’evoluzione della malattia e il ruolo cruciale della prevenzione del tumore del cavo orale. Ecco qualche dato ed indicazioni dalle ricerche
La Giornata Mondiale contro il cancro che si è celebrata oggi 4 febbraio, rappresenta un momento di riflessione sull’impatto delle neoplasie nella nostra società e sull’importanza crescente della prevenzione.
Giunta al suo secondo anno, la campagna della Giornata mondiale contro il cancro “United by Unique” passa ora dalla sensibilizzazione alla riflessione e all'azione locale. L'UICC chiede alla comunità oncologica globale – persone affette da cancro, caregiver, organizzazioni, operatori sanitari – di mostrare come l'assistenza incentrata sulla persona possa diventare una realtà in tutti i contesti, in modo che l'assistenza che le persone ricevono non sia solo efficace dal punto di vista medico, ma anche accessibile, inclusiva e adeguata alle loro esigenze.
La Giornata, spiegano gli organizzatori, mira a promuovere la ricerca, aumentare la consapevolezza e mobilitare la comunità globale per compiere progressi nella prevenzione, nello screening, nella rilevazione, nella diagnosi, nel trattamento e nell’assistenza oncologica.
Aumentando la consapevolezza a livello mondiale, migliorando l’educazione e stimolando l’azione personale, collettiva e governativa, i sostenitori della Giornata Mondiale contro il Cancro lavorano insieme per reimmaginare un mondo in cui tutti possano accedere alla prevenzione, al trattamento e all’assistenza oncologica di cui hanno bisogno, in base alle proprie esigenze e preferenze specifiche.
I dati più recenti mostrano un quadro complesso, fatto di progressi significativi ma anche di nuove criticità da affrontare.
Secondo il report “I Numeri del Cancro in Italia 2025”, frutto della collaborazione tra AIOM, AIRTUM, Istituto Superiore di Sanità e Osservatorio Nazionale Screening, nel nostro Paese si stimano tra 360.000 e 390.000 nuove diagnosi annue di tumore, un valore sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti.
Il documento evidenzia anche un dato incoraggiante: la sopravvivenza a 5 anni per tumori come mammella, colon-retto e polmone è superiore alla media europea, segno dell’efficacia dei percorsi diagnostico-terapeutici nazionali. Allo stesso tempo, però, si confermano forti disuguaglianze territoriali e un aumento del carico sulle strutture sanitarie dovuto alla cronicizzazione di molte malattie oncologiche.
A livello globale, una recente analisi pubblicata su Nature Medicine offre una prospettiva complementare: quasi 4 tumori su 10 nel mondo sono attribuibili a fattori di rischio modificabili, in particolare fumo, infezioni e consumo di alcol. Su un totale di 18,7 milioni di nuovi tumori nel 2022, ben 7,1 milioni sono stati causati da esposizioni evitabili. Il peso di questi fattori varia in modo significativo tra Paesi, ma resta chiaro come l’adozione di stili di vita sani rappresenti una delle leve più efficaci nella riduzione dell’incidenza oncologica.
Il tumore del cavo orale
Tra le neoplasie su cui la prevenzione può incidere maggiormente rientra il tumore del cavo orale, una malattia che coinvolge labbra, lingua, gengive e mucose della bocca, e che presenta un forte legame con abitudini comportamentali.
Situazione in Italia
Nel report AIOM 2025, i tumori del cavo orale rientrano nell’ampio gruppo delle vie aerodigestive superiori: sommate, queste neoplasie registrano quasi 6.000 nuovi casi all’anno nel nostro Paese. La sopravvivenza a 5 anni per questa categoria si attesta intorno al 59–62%, con differenze tra uomini e donne. All’interno delle analisi sui tumori rari, emergono dati ancora più specifici: in Italia sono censiti 4.121 casi di tumori epiteliali del cavo orale e labbro, con una sopravvivenza relativa a 5 anni del 59,8%, superiore alla media europea (57%).
Il quadro internazionale e i fattori di rischio
Nel lavoro pubblicato su Nature Medicine è particolarmente rilevante: il tumore del cavo orale rientra tra le sedi con la più alta percentuale di casi attribuibili a fattori modificabili, in alcuni Paesi vicina o superiore al 70%. Fumo, consumo di alcol e, in molte regioni del mondo, uso di tabacco non combusto o areca nut, giocano un ruolo dominante. Nelle statistiche globali, il tumore del cavo orale rappresenta circa 1,3% dei casi femminili e 2,8% di quelli maschili, confermandosi una patologia più frequente negli uomini.
Il paper evidenzia inoltre come il carico di questa neoplasia sia fortemente influenzato dalla distribuzione geografica dei fattori di rischio: in Asia meridionale, ad esempio, il consumo di prodotti a base di tabacco masticabile rappresenta un vettore primario della malattia.
Il ruolo dei dentisti
Le ricerche confermano che il cavo orale è un’area in cui l’intercettazione precoce fa la differenza. Il tumore, se diagnosticato negli stadi iniziali, presenta tassi di sopravvivenza sensibilmente più elevati. Per questo motivo, il ruolo di dentisti e igienisti dentali è cruciale, non solo nella diagnosi, ma anche nella prevenzione attiva, sensibilizzando i pazienti su stili di vita sani e sull’importanza di controlli periodici, soprattutto nei soggetti a rischio.
Il messaggio che la comunità scientifica vuole trasmettere con la Giornata Mondiale contro il cancro è chiaro: investire nella prevenzione significa ridurre il numero di diagnosi, salvare vite e abbattere i costi sanitari. Il tumore del cavo orale è uno degli esempi più evidenti di quanto la prevenzione e la diagnosi precoce possa salvare la vita.
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