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03 Luglio 2025

Paziente in terapia oncologica: la gestione della prevenzione delle complicanze nel cavo orale

Serve una gestione interdisciplinare dove l’igienista dentale riveste un ruolo centrale nel dare risposte ai bisogni delle persone assistite. Alcune considerazioni della prof.ssa Nardi...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


nardi occhiali

Nel 2024 sono stimate in 390.100 le nuove diagnosi di tumore in Italia (214.500 uomini, 175.600 donne) e 3,7 milioni di persone convivono con una diagnosi oncologica, numero in crescita rispetto agli anni precedenti. Circa il 50% ha la stessa aspettativa di vita della popolazione generale. 

Gli operatori sanitari devono gestire interdisciplinarmente il paziente oncologico con i suoi stress fisici ed emotivi, e dato che le evidenze scientifiche hanno, in maniera significativa, dimostrato che il cavo orale rappresenta non solo una possibile sede di complicanze, ma anche una cruciale porta d’accesso per infezioni sistemiche e condizioni debilitanti. 

In particolare, gli igienisti dentali devono rispondere ai bisogni delle persone assistite sottoposte a terapie oncologiche con protocolli operativi di prevenzione dedicati e dinamici.

I protocolli operativi di prevenzione e la decisione di scegliere tecnologie che possano assicurare nel piano operativo domiciliare e professionale efficace è fondamentale, considerando che le terapie antineoplastiche possono prevedere chemioterapia, radioterapia, chirurgia e trapianto di midollo osseo hanno il rischio di effetti collaterali a carico dei tessuti orali e periorali. L’osservazione clinica con il supporto di tecnologie e la magnificazione visiva, l’uso di archivio di immagini cliniche inserite nei supporti gestionali, deve permettere di seguire in maniera dinamica e condivisa tra gli operatori sanitari, ognuno nel rispetto delle proprie competenze, la strategia di salute del cavo orale e salute sistemica. 

I livelli di attenzione devono intercettare presenza di mucosite, xerostomia, candidosi, disgeusia, cheilite angolare, carie da radiazione, trisma e osteonecrosi dei mascellari. 

Ricevuta la diagnosi e condivisa l’indicazione, l’igienista dentale deve prevedere i bisogni della persona assistita, considerando la dolorabilità e il disagio delle manifestazioni, la paura emotiva e la difficoltà che spesso è presente durante la masticazione, la deglutizione, la fonazione e l’alimentazione. 

Mantenere l’equilibrio del microbiota orale in un momento di vulnerabilità sistemica deve portare alla scelta di tecnologie dedicate all’igiene domiciliare che oltre a tenere sotto controllo l’eubiosi del cavo orale, abbiano il vantaggio di alleviare la dolorabilità di eventuali lesioni, come nel cavo della ozonoterapia domiciliare con olio di oliva ozonizzato. 

L’igienista dentale deve motivare la persona assistita che segue una terapia oncologica al ruolo attivo nel processo terapeutico di prevenzione e alla necessità di una pianificazione opportuna dei follow-up di controllo odontoiatrico. 

L’igienista dentale deve essere percepita come un supporto costante per il percorso terapeutico in modo da prevenire o ridurre le complicanze orali delle terapie e deve essere preparata per un supporto emotivo efficiente che possa portare all’efficacia dei risultati dei protocolli operativi dedicati.  


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