La prof.ssa Nardi sottolinea il ruolo fondamentale di sentinella della salute del cavo orale e delle correlazioni con le patologie sistemiche ed indica i livelli di attenzione per la prevenzione dei tumori maligni del cavo orale
L’ igienista dentale è un professionista sanitario che risponde ai bisogni di salute della persona, della comunità e dell’ambiente, e per l’efficienza ed efficacia del proprio operato, acquisisce l’indispensabile competenza grazie alla sua formazione universitaria di base e/o post base ed eroga protocolli di prevenzione attenendosi ai principi etici, bioetici e morali.
Nell’elaborazione del piano di trattamento di igiene orale, dopo aver ricevuto la diagnosi per identificare il problema clinico e ricevute le indicazioni sul piano terapeutico, fa una valutazione e analisi delle informazioni sanitarie, osserva la documentazione e la registrazione completa dei dati. Successivamente passa all’ascolto attivo sui bisogni della persona assistita pianifica e seleziona gli interventi di prevenzione e pianifica i follow-up per il controllo dell’efficacia del piano di trattamento. Il ruolo fondamentale di sentinella della salute del cavo orale e le correlazioni con le patologie sistemiche è nel DNA di ogni professione sanitaria. Particolare attenzione deve essere riservata alla prevenzione dei tumori maligni del cavo orale. Ho partecipato alla stesura delle linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta del 2010, dove è inserito l’argomento. Il distretto oro-maxillo-facciale è composto da una varietà di tessuti, tutti in grado di dare origine a molteplici neoplasie maligne. Come sottolineato nel documento, tre sono le zone considerate predisposte all’insorgenza ed allo sviluppo delle neoplasie della cavità orale: il pavimento orale, la porzione ventro-laterale della lingua ed il complesso costituito da palato molle e regione amigdaloglosso-palatina.
Dal punto di vista macroscopico, la neoplasia può presentarsi come una zona ulcerata, come un nodulo, come una massa più o meno dura nell’ambito dei tessuti molli oppure come una escrescenza. Purtroppo c’è la tendenza ad attribuire a qualsiasi lesione presente nel cavo orale la diagnosi di "infiammazione", che sottintende la reversibilità a seguito di terapia eziologica. Inoltre vengono sottovalutate le lesioni asintomatiche.
Raccomandazione 5
Rimuovere ogni possibile causa apparente collegata ad una lesione, seguire l’evoluzione della stessa e considerare come caso dubbio quelle lesioni che non guariscono entro 14 giorni.
Il miglioramento, dopo la rimozione della causa apparente, non è guarigione; bisogna continuare a considerare il caso come dubbio. Forza della raccomandazione A: Grado dell’evidenza 1
In caso di lesioni dubbie non ritardare mai la diagnosi con terapie a base di vitamine, collutori, antibiotici o altro per un periodo di tempo superiore ai 14 giorni.
L’utilizzo della chemioluminescenza o l’impiego di coloranti vitali come il blu di toludina consente, nei casi dubbi, di effettuare un preliminare e non invasivo esame dei tessuti volto a distinguere i tessuti sani da quelli sospetti. La terapia parodontale non chirurgica risolve gli stati infiammatori dei tessuti parodontali, ma se dopo 14 giorni la lesione persiste, è opportuno richiedere all'odontoiatra una particolare attenzione alla esatta diagnosi ed eventuale consulto con un patologo orale.
Il ritardo di diagnosi è assolutamente pericoloso.
L’igienista dentale intercetta durante l’ascolto attivo i fattori di rischio quali il fumo di tabacco, l’abuso di alcolici, la malnutrizione, la dieta povera di frutta e verdure fresche, la scarsa igiene orale, diversi agenti infettivi, abitudini viziate quali la masticazione del tabacco e la presenza di fattori traumatici cronici.
L’igienista dentale deve prestare particolare attenzione ad intercettare le lesioni a rischio. Intercettare la mucosa alterata o potenzialmente alterata attraverso l’attivazione dell’autofluorescenza degli occhiali Goccles® (Pierrel) in maniera ergonomica permetterà, grazie al valore oggettivo della ipofluorescenza segnalata dalla tecnologia, di poter allertare l’odontoiatra ad esprimere una esatta diagnosi e/o richiedere la consulenza di un patologo orale.
Nel 2015 sono state aggiornate le Linee guida.
Raccomandazione 7
In caso di forte sospetto diagnostico è necessario effettuare una biopsia; tale metodica seguita da analisi e valutazione del campione in laboratorio rappresenta, a tutt’oggi, l’esame gold standard nel determinismo diagnostico di una lesione sospetta. Il prelievo bioptico deve essere eseguito da personale adeguatamente formato. La tecnica bioptica deve essere escissionale per tutte quelle lesioni di dimensioni ridotte e localizzate in zone accessibili e non debilitanti per il paziente. In alternativa, va eseguita la tecnica incisionale a livello dei bordi della lesione, facendo attenzione a includere le aree cliniche più sospette, evitando le zone necrotiche. Forza della raccomandazione A Grado dell’evidenza 1
Formazione adeguata, aggiornamento delle evidenze scientifiche, rispetto delle competenze di ogni professione sanitaria e ascolto e condivisione delle scelte terapeutiche, interdisciplinarietà con altri professionisti e/o patologo orale, ascolto della persona assistita, rilevamento indici di rischio, intercettazione precoce con utilizzo delle tecnologie, sono le parole chiave per evitare malpractice, come tragicamente capitato nelle scorse settimane.
Commenta la Presidente della Cdan Igienisti dentali Caterina Di Marco
"Quanto scritto dalla prof.ssa Nardi è conforme ai contenuti del documento di posizionamento della FNO TSRM e PSRM e PSTRP elaborato dalla Commissione di Albo nazionale degli Igienisti dentali sulla presa in carico della persona assistita. Gli obiettivi del documento consistono nella individuazione concertata delle modalità di sinergia tra Odontoiatra e Igienista dentale, secondo un rapporto di reciproca fiducia basato su informazione, condivisione e collaborazione nel lavoro multi-professionale, nel rispetto dei relativi ambiti di competenza e responsabilità, a maggior sicurezza e vantaggio, clinico ed organizzativo della persona assistita. Il professionista sanitario riconosce la rilevanza dell’integrazione e della collaborazione leale e coordinata con i colleghi di tutte le professioni per far fronte ai bisogni di salute della persona e della comunità. Il professionista sanitario, nello svolgimento dei propri interventi, crea un rapporto di fiducia con i colleghi di tutte le professioni basato su informazione e condivisione, responsabilità e solidarietà, collaborazione e cooperazione nel lavoro multi e interprofessionale, riconosce la peculiarità dei diversi ambiti di competenza, partecipa ai processi decisionali dell’equipe, ne attua le scelte e favorisce una comunicazione efficace nel rispetto della centralità della persona. L’Igienista dentale è formata per raggiungere il più alto standard di competenza per la prevenzione della salute del cavo orale".
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