La frattura di un impianto è una complicanza non frequente in implantologia ma pur sempre
rappresenta un fallimento. Vari fattori sono stati suggeriti come possibili cause eziologiche della frattura dell' impianto e sono:
L'incidenza delle fratture degli impianti secondo Berglundh et al., che hanno revisionato 159 articoli sulle complicanze nell'implantologia, per un periodo di 5 anni, è inferiore all'1% (0,08 a 0,74%).
Le fratture degli impianti dentali sono spesso associate a reazioni infiammatorie nel sito della frattura, con sanguinamento al sondaggio e perdita di struttura ossea e formazione di tasche parodontali più o meno accentuate.
Ma quali sono realmente i fattori maggiormente associati alla frattura dell'impianto e con quale frequenza si riscontra la frattura?
In uno studio retrospettivo di coorte di settembre 2017 pubblicato sul Journal of Oral and Maxillofacial Surgery sono stati raccolti dati da due centri di implantologia e sono stati raggruppati nelle seguenti categorie: aspetto demografico, posizione dell'impianto, caratteristica fisica dell'impianto, tipo di connessione impianto-abutment, tipo di protesi, tipo di ritenzione.
Il test di Kaplan-Meier è stato usato dagli autori per stimare la sopravvivenza dell'impianto.
Un modello di regressione Cox è stato applicato per valutare l'effetto tempo-evento delle variabili sulla frattura dell'impianto.
I risultati ottenuti dagli autori sono stati i seguenti:
Di 18.700 impianti, 37 (0,002%) sono andati incontro a fratture. Il rischio di frattura dell'impianto a 1 anno e a 5 anni è stato dello 0,38 per 1.000 e dell'1.46 per 1.000, rispettivamente. Le fratture dell'impianto si sono verificate più spesso nell'area premolare e nell'area molare (94,6%) rispetto alle aree anteriori . Il test di correlazione Pearson non ha mostrato alcuna correlazione
tra età del paziente, diametro dell'impianto, lunghezza dell'impianto e tempo di frattura (P> .05). L'analisi dei dati mediante test di log-rank ha mostrato una differenza significativa per la sopravvivenza tra impianti con corone cementate e impianti con corone avvitate (P = .001). Il modello di regressione Cox ha mostrato un rapporto di rischio di 0,23 per gli impianti conici
contro quelli cilindri e per le corone avvitate (rapporto rischio, 296,54) rispetto alle corone cementate.
In base ai risultati di questo studio si può affermare che l'incidenza di frattura degli impianti è maggiore per gli impianti conici e per le protesi avvitate che hanno dimostrato più bassi tassi di sopravvivenza a causa della frattura della fixture.
A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33
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