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12 Luglio 2024

Impianto post-estrattivo in 4.6: osseodensificazione e chamber concept


di Francesco Magnano

Alla nostra attenzione si presenta un paziente con rottura dell’elemento 4.6 e la necessità di una soluzione rapida per motivi di ordine personale (fig. 1).

l paziente – di sesso maschile, 50 anni di età, classe ASA I – non prende farmaci e non soffre di affezioni cardiache, renali, al fegato, malattie del sangue, malattie oculari, diabete, ulcere, asma o patologie tumorali.

Non è allergico ad anestetici, antibiotici o altri farmaci. 

L’elemento 4.6 appare sin da subito difficilmente restaurabile in maniera predicibile; le necessità di poter contare su una tempistica rapida da parte del paziente si uniscono all’esplicita richiesta di un trattamento definitivo e garantito (figg. 2, 3).


Figura 2


Figura 3


Si decide pertanto di andare nella direzione di un progetto implanto-protesico che prevede un approccio “one-stage” con estrazione atraumatica del resto dentale in posizione 4.6 e inserimento – possibilmente contestuale – di un impianto sfruttando la “fresh socket” e i benefici della preparazione implantare attraverso frese da osseodensificazione.

Dopo accurata anestesia locoregionale si procede all’estrazione atraumatica del 4.6 secondo protocollo:

  • fibrotomia con lama 15c;
  • sindesmotomia;
  • lussazione;
  • odontotomia.  

Il diametro vestibolo-linguale dell’alveolo viene misurato e vengono verificati i parametri di presenza e spessore ossei alveolari e della mucosa così come l’integrità in toto dell’alveolo (fig. 4).


Figura 4


La preparazione del sito implantare osserva l'utilizzo in reverse a 1200 rpm di frese da osseodensificazione che assicurano un’osteotomia con osso ottimizzato e compatto in una posizione protesicamente favorevole (fig. 5).


Figura 5


Dopo l’adeguato protocollo di sottopreparazione del sito implantare viene selezionato un Impianto Win-Z D. 3.75, L. 10.0 by Oxy Implant. L’impianto è dotato di moncone integrato che viene svitato facilmente non appena inserito nella sua posizione finale.

La fotografia occlusale mostra l’impianto nella sua posizione finale al centro della compagine ossea alveolare e in posizione protesicamente ottimale. Il torque massimo di inserimento è superiore ai 40 Ncm (fig. 6).


Figura 6


Sfruttando i concetti di “chamber concept” e di stabilizzazione del coagulo creiamo uno “scaffold” attraverso delle matrici di semplice collagene con spongo + membrana biostrip. Ricordiamo che quello che vogliamo è una stabilità del coagulo e non una osteoinduzione. Sarà il coagulo stesso a diventare osso e a garantire il mantenimento dei volumi alveolari anche a osteointegrazione avvenuta (a 4 mesi).

La sutura scelta è in PGA 6-0 e segue una sequenza precisa “a raggiera”, assicurando una chiusura ottimale delle papille a livello dei denti adiacenti (fig. 7).


Figura 7


Anche il giorno della consegna della corona definitiva la vite di guarigione appare inserita in un contesto armonioso e coerente con i denti adiacenti (fig. 8).


Figura 8


La corona in zirconia è avvitata e ne controlliamo i profili di emergenza e il rispetto di tutti i parametri estetico-funzionali prima della prova (figg. 9, 10).


Figura 9


Figura 10


Il giorno della consegna notiamo un’armonia dei tessuti e un’estetica sovrapponibile a quella dei denti naturali adiacenti (fig. 11).


Figura 11


La TC cone beam a trattamento finalizzato conferma la posizione protesicamente e chirurgicamente corretta all’interno dell’alveolo post-estrattivo (fig. 12).


Figura 12


Con il contributo non condizionante di Oxy-Implant

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