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12 Novembre 2025

Inserzione di impianti in osso rigenerato

Caso clinico con utilizzo di xenoinnesti come materiali osteoconduttivi ed una membrana riassorbibile

Dott. Andrea Dall'Ora

Andrea Dall'Ora Odontoiatra

Il caso riguarda un paziente maschio caucasico di 75 anni in buona salute. Questo paziente è seguito da tempo dallo studio per problemi parodontali. Dopo la prima visita e le cure iniziali, l'igienista lo ha inserito in un programma di terapia parodontale di supporto che gli ha permesso di conservare una buona salute degli elementi dentari.
Purtroppo, il paziente non ha potuto recarsi agli ultimi controlli e circa un anno fa, alla ripresa delle sedute periodiche, si evidenziava un peggioramento della salute parodontale a livello del settore II, la presenza di una lesione ascessuale, in particolare a carico di 25 e 26 con grave riassorbimento osseo orizzontale che non permetteva il recupero degli elementi.  

Data la mobilità degli elementi si è quindi proceduto ad estrazione degli stessi. Come conseguenza delle avulsioni è residuato un osso alveolare di poco volume e scarsa qualità, che non avrebbe permesso un inserimento immediato di impianti osteointegrati. È stato quindi eseguito un intervento di rigenerativa ossea per preservare ciò che restava degli alveoli e per aumentare il volume osseo.
Sono stati utilizzati xenoinnesti come materiali osteoconduttivi ed una membrana riassorbibile. Abbiamo atteso per sei mesi la completa guarigione dei tessuti molli e dell'osso rigenerato, affinché il paziente fosse pronto per la sostituzione degli elementi persi con due impianti osteointegrati (Fig. 01).

Fig. 01 aspetto iniziale

Al rientro chirurgico si procede dunque all'apertura di un lembo di accesso vestibolare e palatale a tutto spessore. L'apertura del lembo permette di verificare la buona guarigione dei tessuti e la consistenza dell'osso è sufficiente per poter inserire gli impianti scelti (Fig. 02 e Fig. 03).

Fig. 02 lembo

Fig. 03 lembo 2

Una volta preparato l'osso con frese adeguate, secondo il protocollo implantare, (Fig. 04)

Fig. 04 preparazione impianti

viene confermato che la buona qualità dell'osso permette di inserire due impianti conici in sede di 25 e 26 (ImpLogic GII diametro 4,5 ed altezza 10 mm e ImpLogic GII diametro 4,5 ed altezza 8,5 mm Dental Tech - Misinto) (Fig. 05).

Fig. 05 inserzione impianti

Segue la sutura del lembo con punti incrociati e staccati in seta 4.0, il tessuto mucoso viene accostato in modo preciso anche se vestibolarmente non residua una grande quantità di gengiva aderente (Fig. 06).

Fig. 06 suture

Dopo la rimozione dei punti in settima giornata, a distanza di un mese il sito viene controllato per verificare la corretta guarigione (Fig. 07).

Fig. 07 guarigione ad un mese

Dopo ulteriori due mesi le condizioni dei tessuti ci permettono di inserire due viti di guarigione per la completa maturazione dell'emergenza mucosa degli impianti sommersi (Fig. 08).

Fig. 08 viti di guarigione

Successivamente si procede a rilevare un'impronta ottica per la realizzazione del manufatto protesico (Fig. 09).

Fig. 09 impronta ottica

Dall'esame delle scansioni risulta evidente un lieve eccesso nella dimensione verticale delle future corone protesiche e la relativa scarsezza di gengiva aderente nell'aspetto vestibolare ma, d'accordo con il paziente, si accetta questo piccolo compromesso estetico-funzionale data la sua precedente volontà di non eseguire interventi particolarmente invasivi per la correzione di questo problema. Si opta quindi per la realizzazione di due corone in metallo ceramica che vengono realizzate unite e da avvitare sugli impianti.
Il manufatto viene poi verificato ed inserito in bocca con una discreta resa estetica (Fig. 10).

Fig. 10 corone avvitate

CONCLUSIONI
Il caso dimostra le difficoltà nell'utilizzo di un osso rigenerato quando il paziente non è disponibile ad eseguire interventi maggiormente invasivi per poter ottenere le migliori condizioni prima di un intervento di implantologia. Nonostante ciò, rispettando i tempi corretti ed utilizzando le accortezze adeguate, è possibile realizzare una riabilitazione implantare con risultati positivi.  

Il paziente non richiedeva una resa estetica alta, data l'età e la posizione degli elementi. Nonostante le corone protesiche risultino più alte degli elementi adiacenti il paziente è soddisfatto della resa funzionale e conosce la necessità di seguire nel tempo una terapia parodontale di supporto per mantenere tessuti e protesi in salute. È consapevole che per mantenere nel tempo il miglioramento della sua funzione masticatoria, dovrà prestare maggiore attenzione ai controlli periodici ed alle sedute di igiene professionale.  


A cura di: Odontoiatra - Dott. Andrea Dall'Ora: Libero professionista in Milano ed Inzago

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