Il nuovo regolamento dell’inabilita temporanea a favore dei liberi professionisti ha rappresentato un cambio di paradigma: ha spostato questo tipo prestazioni dall’alveo di quelle assistenziali a quello previdenziale. Un effetto tra gli altri?
Si sono liberate risorse utili per “scrivere” nuove forme di assistenza per gli iscritti: l'opportunità, insomma, per tracciare un nuovo “pezzo” della riforma, per dare slancio a nuove tipologie di welfare, per percorrere un nuovo tratto di strada in quell’immaginifico tracciato che le parole di Jodorowsky possono ispirare alle nostre menti.
Torno però un attimo con i piedi per terra e metto insieme le informazioni conosciute: i Consultori si sono attivati a sondare gli iscritti, gli scenari prefigurati dagli Uffici dell’Ente illustrano le 4 aree tematiche a cui afferiranno le proposte.
Quali aree?
Sostegno all’attività professionale, tutela della genitorialità, tutela della famiglia (caso morte e long care), sostegno in caso di infortunio. I giovani, l’avviamento alla professione, incentivando in particolare l’esercizio libero professionale in forme “aggreganti ed etiche”, sono, tra gli obiettivi già prefigurati.
Proviamo a fare un passo, uno di quei passi incerti ma determinati di chi vuole esplorare nuovi confini, nuove aree su cui gettare luce, dare respiro e connotare: le macroaree sono quelle del noto “progetto quadrifoglio”, i “progettisti” del “contenitore” gli uffici dell’Ente preposti, i portatori di “interesse” li potrei immaginare nell’osservatorio Giovani e in quello Pensionati dell’Assemblea Nazionale. La mia immaginazione nasce da una valutazione: nelle macroaree sono rappresentati i giovani (avviamento), i pensionati (LTC); il sostegno in caso di infortunio, la quarta foglia, trasformando il trifoglio in quadrifoglio, la potremmo computare alla collettività degli iscritti...
I conti però non tornano: cosa sembra mancare? Quale il dato non pervenuto, la nota stonata?
Manca la rappresentazione della “medi-età”, mancano (eccezionale fatta per gli sfortunati Colleghi del “caso morte” della seconda foglia) Coloro che delle riforme degli ultimi 10 hanno pagato il prezzo più alto e con tutele minori: Coloro che hanno iniziato la parabola discendente della Libera Professione, hanno più di 55 anni ma la distanza dalla pensione è lontana, anzi è, si sta sempre più allontanando e il tragitto è faticoso, dopo decenni in cui si sono intervallate discese pianure stanno arrancando in salita. Ne incontro molti, abbiamo ragionato insieme in Assemblee e incontri: hanno la responsabilità di imprenditori e sanitari, studi affermati e “aggiornati”, amano la loro professione e il confronto con i Colleghi, sono l’ossatura della salute orale del Paese, corrispondono al 90% delle cure erogate ai connazionali. Nei loro studi, nei nostri studi micro, medio o macro sistemi organizzati fanno volano ad una economia di settore e di “sistema Paese” laborioso, produttivamente capace di creare non solo salute ma anche benessere e ricchezza ad un indotto cospicuo.
Ebbene a questa popolazione, linfa vitale di un sistema che poco o nulla “chiede” ma molto dà, vorrei si rivolgesse l’attenzione, se ne valorizzasse il ruolo sociale ed economico, se ne intercettassero i limiti, se ne valorizzassero le potenzialità, se ne “accompagnassero”, assistendone le necessità, i “bisogni”. Siamo Sanitari che non perdono mai occasioni di sottolineare che la Prevenzione è il fondamento di una corretta ed etica Medicina, che evitare gli effetti delle malattie sia il compimento più elevato della Nostra mission… Ebbene, e provo ad allineare le, forse, troppe premesse per delineare l’approdo, la meta di Jodorowsky, da tempo leggiamo del Burn-out, lo stress da lavoro, recentemente riconosciuto disturbo della salute dall’OMS. Stiamo parlando non propriamente di una malattia ma di "problema associato alla professione", con il suo corredo sintomatologico fatto di "spossatezza sul luogo di lavoro", "cinismo, isolamento o in generale sentimenti negativi" ed "efficacia professionale ridotta" (per approfondire)
La bibliografia che contribuisce ad arricchire il dato dei rischi, dell’esposizione ai rischi di noi Odontoiatri dei liberi professionisti in generale ci pone in vetta nella poco invidiabile graduatoria delle attività che maggiormente danneggiano la salute. (per approfondire)
Sarebbe dunque utile destinare parte delle risorse assistenziali dell’ENPAM alla prevenzione e alla cura del Burn-out, che si possa mettere in campo una griglia di valutazione dell’incidenza e dell’impatto in termini sociali ed economici e si tutelino i soggetti a rischio attraverso il sovvenzionamento di percorsi di Counseling, tecniche di problem solving, di sostegno psicologico per i Sanitari esposti. Nei fatti i quattro petali mancano, come spesso recentemente è successo, del punto in cui sono innestati: il calice. Il calice è tutta quella maggioranza assoluta e dimenticata di contributori in mezzo alla loro vita lavorativa che hanno una patologia specifica che somma tutti i petali essendo il burn-out (definitelo come volete) a monte della necessità di sostegno all’attività professionale, della tutela della genitorialità, della tutela della famiglia e del sostegno in caso di infortunio.
Non è necessario sostituire alcun petalo ma è fondamentale non dimenticare il calice che ormai è stanco di essere dimenticato.
Dott. Angelo Raffaele Sodano
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