Alcune considerazioni del dott. Fabrizio Meani: Presidente ANDI Sezione Como-Lecco, in merito al percorso sperimentale attivato dalla Regione Lombardia
Egregio direttore, ho letto la lettera del Segretario generale del SIASO pubblicata sul Vostro giornale in data 19 novembre u.s. dal titolo “Apprendistato “semplificato” per ASO in Lombardia” e le confesso che sono rimasto sconcertato.
In primo luogo mi permetta una considerazione: tra tutti i sindacati che rappresentano le ASO, solo SIASO ha contestato il percorso sperimentale approvato da Regione Lombardia con la delibera a n. XII/1786 del 22/01/2024.
Mi lascia alquanto perplesso il fatto che il Segretario generale di un sindacato osteggi una norma che consenta un accesso più snello al mondo del lavoro, a favore delle persone che vogliono svolgere quella professione che SIASO dovrebbe rappresentare: il tutto porterebbe ad un allargamento della base del sindacato, con conseguente maggior rappresentatività dello stesso. Ma sulla effettiva rappresentatività di SIASO ritorneremo più avanti.
Una riflessione mi viene spontanea: essendo il DPCM istitutivo la figura dell’ASO di recente istituzione, mi sembra ragionevole ritenere che la maggior parte delle persone aderenti al sindacato di cui sopra non sia in possesso del titolo abilitante conseguito al termine del relativo percorso formativo, ma siano “equipollenti”, abbiano cioè ottenuto il diritto a svolgere tale professione semplicemente perché la hanno esercitata per un periodo di almeno 36 mesi nel corso dei 10 anni antecedenti l’entrata in vigore del decreto. Si tratta pertanto di persone che hanno avuto una formazione prettamente pratica, on the job come si suol dire, senza alcun obbligo di formazione teorica. Mi sembra quindi alquanto strano che il rappresentante apicale di tali persone affermi testualmente che ”Regione Lombardia ha introdotto un percorso professionalizzante che riduce in maniera ingiustificabile ed illegittima la formazione teorica, a discapito non solo dell’acquisizione di una corretta professionalità da parte dei futuri A.S.O., ma ancor più della salute dei pazienti”.
Fino al 2018 ci si poteva formare attraverso una formazione soltanto pratica, senza che questo andasse a “discapito dell’acquisizione di una corretta professionalità dei lavoratori, ma ancor più della salute dei pazienti”. Quindi, ricapitolando: fino al 2018 zero ore formazione teorica e tutto ok, adesso 100 ore di formazione teorica sono troppo poche. Mah!
Bisogna tenere presente che comunque l’apprendista al termine del percorso di apprendistato professionalizzante per conseguire l’attestato ASO deve sostenere un esame di abilitazione finale identico a quello che sostengono i partecipanti al corso di formazione ASO disciplinato a livello nazionale dal D.P.C.M. del 09/02/2018.
Non vorrei che alla base di questa contestazione vi fosse un discorso del tipo: “Meno siamo e più valiamo”.
Ma veniamo ad un aspetto fondamentale della questione: quale è la effettiva rappresentatività di SIASO?.
Malgrado in più occasioni sia stato chiesto al Segretario generale di rendere noto il numero degli iscritti, da parte di quest’ultimo non è mai stato fornito un dato ufficiale, pertanto ad oggi non è dato sapere quale sia la effettiva rappresentatività di tale sindacato. A memoria di chi scrive la carica di Segretario generale è sempre stata ricoperta dalla stessa persona e questo, sempre secondo chi scrive, è la conferma di una base alquanto ristretta. Infatti in ogni organizzazione che annovera un buon numero di iscritti, si osserva un certo dinamismo nelle cariche apicali, dovuto alla presenza di più correnti di pensiero che portano ad una alternanza nei ruoli.
ANDI dal canto suo non ha mai fatto mistero del numero dei propri iscritti, numero in continuo e progressivo aumento e che ha ormai abbondantemente superato le 28.000 unità, facendone il sindacato odontoiatrico più rappresentativo in Italia e quello di area medica con più iscritti. Pertanto penso che ANDI ad oggi sia l’istituzione che sul suolo italiano abbia maggiormente il “polso” di quelle che sono le richieste del mercato del lavoro in ambito odontoiatrico.
La sezione ANDI Como-Lecco è ente formatore accreditato presso Regione Lombardia e fin dalla entrata in vigore del DPCM istitutivo della figura dell’ASO ha organizzato i relativi corsi di formazione. Ogni anno le persone che conseguono l’attestato di formazione obbligatorio per svolgere la professione di ASO trovano collocazione negli studi odontoiatrici presenti sul territorio ma non sono sufficienti a colmare il fabbisogno lavorativo. Pertanto accogliendo le richieste che pervenivano (e continuano a pervenire) da parte dei propri iscritti ha ritenuto opportuno avviare anche il corso di apprendistato formalizzante, così come licenziato da Regione Lombardia con la delibera a n. XII/1786 del 22/01/2024. Questo ha portato al conseguimento del primo attestato ASO da parte di una apprendista, con buona pace di tutti tranne che di SIASO, ed a breve altre apprendiste completeranno l’iter formativo.
Da ultimo mi chiedo cosa faranno i membri di SIASO che sono anche docenti presso enti formatori accreditati nel caso in cui questi decidessero di avviare il percorso formativo dell’apprendistato formalizzante o nel caso in cui presso gli studi in cui svolgono la propria attività, compresa quella eventuale di consulenza, si trovassero ad avere a che fare con una apprendista in regime di apprendistato formalizzante: obiezione di coscienza?
La ringrazio per l’ospitalità.
Dott. Fabrizio Meani: Presidente ANDI Sezione Como-Lecco
Nella foto: Molteni Carlotta, la prima ASO formata con il percorso dell'apprendistato formalizzante, assieme al dottor Matteo Zanin, responsabile area formativa di ANDI Como-Lecco, nonché segretario sindacale della Sezione
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