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21 Aprile 2016

Radiografico in studio. Queste le cose da sapere per (tentare) di essere in regola


E' di qualche giorno fa la notizia della sanzione ad un dentista in provincia di Livorno, e della conseguente segnalazione all'autorità giudiziaria, per, si legge su di un quotidiano locale, "omessa verifica dei controlli qualità dell'impianto radiologico".

Sempre secondo le cronache, i Nas stanno effettuando nelle provincie di Livorno e Pisa, controlli a campione mirati a verificare che gli studi odontoiatrici operanti sul territorio rispettino le normative previste a tutela della salute dei pazienti

Ma quali sono le norme che regolano il possesso e l'utilizzo del radiografico nello studio odontoiatrico?

"Come oramai noto vi sono norme nazionali e regionali in tema di radioprotezione, cosa che comporta una possibile difformità di obblighi da Regione a Regione", spiega ad Odontoiatria33 il Segretario sindacale ANDI Alberto Libero (nella foto).

In linea generale, dice Libero, chi acquista per la prima volta un apparecchio radiografico deve nominare un Esperto qualificato che si occuperà della sorveglianza, del controllo e delle questioni burocratiche legate all'apparecchiatura. La nomina deve essere comunicata all'ispettorato provinciale del lavoro competente per territorio, allegando la dichiarazione di accettazione dell'incarico da parte dell'esperto. Spetta invece all'esperto comunicare all'Asl di competenza la detenzione da parte dello studio odontoiatrico dell'apparecchio radiologico indicandone le caratteristiche e le finalità.

L'esperto dovrà verificare periodicamente l'impianto e compilare gli appositi registri. Se l'odontoiatra effettua modifiche all'impianto dovrà comunicarlo, e concordarle, con l'esperto.

"Tra gli aspetti da considerare -continua Libero- quanto disposto dal D.Lgs 187/2000 che prevede la necessità di frequentare un corso di radioprotezione". Ad essere esentati i giovani laureati in quanto la materia è stata da qualche anno inserita nel piano di studi.

"Se per le lastrine tradizionali non vi sono problemi di radiazioni", ricorda Libero "i problemi possono derivare dall'utilizzo non del tutto coerente con le normative di apparecchiature Cone Beam".

Sull'argomento consigliamo di rileggere gli approfondimenti pubblicati da Odontoaitria33 (vedi sotto)

Infine le "questioni economiche".

Oltre al costo dell'Esperto, solitamente intorno ai 200 euro annui, lo studio odontoiatrico dovrà versare due tasse, il premio assicurativo INAIL e la tassa regionale di concessione, ma anche questo aspetto è legato alla normativa regionale e quindi può variare da Regione a Regione.

Sull'argomento leggi anche:

22 Marzo 2016: Controlli dei Nas su studi e ambulatori in possesso di Tc volumetriche Cone Beam. Utili precisazioni sull'utilizzo

24 Marzo 2016: Utilizzo apparecchiature Cone Beam. Le precisazioni di chi le vende

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