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27 Ottobre 2008

Un'infezione pericolosa

di Debora Bellinzani


Sono molti ormai gli studi scientifici che hanno provato che chi soffre di diabete ha una probabilità maggiore di sviluppare la malattia parodontale, ma ancora nessuno aveva dimostrato che anche l’opposto può essere vero.L’impresa è riuscita a un gruppo di ricercatori statunitensi che, analizzando i dati di un’ampia popolazione, hanno provato che la presenza di infezione parodontale, indipendentemente da altre condizioni, può di per sé contribuire all’insorgenza di nuovi casi di diabete.
“Abbiamo preso in esame i dati di più di 9.000 cittadini statunitensi, 817 dei quali nel corso del tempo hanno sviluppato il diabete” racconta Ryan Demmer, ricercatore presso il Dipartimento di epidemiologia della Columbia University Mailman School of Public Health di New York, negli Stati Uniti.
“Abbiamo poi seguito lo stato di salute di tutte queste persone per 20 anni, evidenziando in particolare i dati di coloro che mostravano la presenza della patologia orale. In questo modo abbiamo potuto scoprire che le persone affette da malattia parodontale conclamata avevano un rischio quasi doppio di sviluppare diabete rispetto a chi non ne era affetto o lo era in forma molto lieve.”
Lo studio, pubblicato recentemente dalla rivista Diabetes Care, ha preso in esame anche altri parametri come per esempio l’età, l’uso di tabacco o condizioni come l’obesità e l’ipertensione, ma nessuno ha modificato il risultato, provando che la presenza di malattia parodontale è un fattore che può portare, indipendentemente dalle condizioni concomitanti, allo sviluppo del diabete.
“Una riprova di quanto emerso dalla ricerca è il fatto che le persone che affette da malattia parodontale, che nel corso del tempo erano divenute edentule, non avevano più un alto rischio di sviluppare diabete, fermandosi a un livello di rischio che abbiamo definito intermedio” spiega ancora l’autore dello studio.
“La ragione di ciò può risiedere nel fatto che chi ha mantenuto per un periodo un certo livello di rischio, ma poi ha rimosso la fonte di tale rischio, ossia l’infezione parodontale, si ferma a un livello intermedio senza più progredire come chi continua a essere affetto da parodontopatie”.
Come suggerisce infine il ricercatore, l’individuazione del ruolo della malattia parodontale nello sviluppo di diabete è di estrema importanza, per la diffusione nella popolazione di entrambe le patologie, e soprattutto per la morbidità e la mortalità associata al diabete.
“Nonostante l’importanza della dimostrazione della relazione causale tra le due patologie, saranno necessari ulteriori e approfonditi studi per capire come, e fino a che punto, sia possibile prevenire il diabete curando la malattia parodontale”.

GdO 2008; 13

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