HOME - Approfondimenti
 
 
09 Maggio 2025

Sette anni dopo la classificazione parodontale, cosa abbiamo imparato?

I professori Kumar e Sanz offrono alcune riflessioni e nuove prospettive ponendo una ulteriore riflessione sulla parodontite aggressiva


gengive sondaggio

Nel 2017, il World Workshop organizzato dalla European Federation of Periodontology (EFP) e dall’American Academy of Periodontology (AAP) ha segnato una svolta nella diagnosi e nel trattamento delle malattie parodontali e peri-implantari, approvando una nuova classificazione che ha ridefinito l’approccio clinico e scientifico alla parodontologia. A sette anni di distanza, due voci autorevoli di EFP, il prof. Mariano Sanz (ES) e la prof.ssa Purnima Kumar (USA), sul sito EFP fanno un bilancio critico e prospettico sull’efficacia e l’evoluzione della calssificazione.  

Una classificazione che ha superato la prova del tempo

Il prof. Mariano Sanz (professore di parodontologia presso l'Università Complutense di Madrid e direttore del gruppo di ricerca ETEP), sottolinea come essa abbia rappresentato “un importante progresso nel trattamento dei pazienti con malattie parodontali e peri-impianto”. Il sistema, basato su stadi e gradi, dice, consente una diagnosi più precisa e una pianificazione terapeutica personalizzata. “Il sistema di stage ci permette di distinguere l’entità della malattia e la complessità del trattamento”, mentre “il sistema di gradi (A, B, C) ci consente di identificare i pazienti a maggior rischio”.

Il prof. Sanz evidenzia che “tutti gli elementi di classificazione hanno resistito alla prova del tempo”, trovando ampia applicazione sia nella pratica clinica che nella ricerca scientifica. Tuttavia, ammette che “i criteri che distinguono tra le diverse categorie non possono essere completamente precisi” e che “è necessario un certo grado di interpretazione, che può variare tra i professionisti”.  

Uno dei punti controversi, sostiene, resta la distinzione tra gengivite e stadio I di parodontite, a causa della mancanza di strumenti diagnostici sufficientemente sensibili. 

Ma Sanz è fiducioso: “I progressi tecnologici e scientifici ci forniranno presto strumenti molto più sensibili e specifici”.   “Non disponiamo di dati molto affidabili su quanto la classificazione venga considerata anche e se il suo utilizzo è diffuso tra odontoiatri ed igienisti dentali, ma il fatto che le autorità sanitarie e i fornitori di servizi sanitari abbiano adottato i criteri della classificazione, suggerisce che, nel tempo, la sua penetrazione sarà massiccia”. Per il prof Sanz questo è particolarmente importante soprattutto in quei Paesi, principalmente in Europa, dove sono state adottate le linee guida di pratica clinica dell’EFP per il trattamento di queste malattie, specialmente nel trattamento della parodontite delle fasi I, II e III, che si basano sull’uso della classificazione per stabilire le diverse raccomandazioni diagnostiche, preventive e terapeutiche. 

Il microbioma riapre il dibattito sulla parodontite aggressiva    

La prof.ssa Purnima Kumar (Professore di Odontoiatria e Presidente del Dipartimento di Parodontologia e Medicina Orale presso l'Università del Michigan), propone una riflessione più provocatoria, basata su recenti studi microbiomici. La classificazione del 2018, ricorda, ha eliminato la categoria della “parodontite aggressiva”, ma secondo la prof.ssa Kumar, “i risultati di nuovi studi sul microbiota nei pazienti con parodontite potrebbero suggerire che è il momento di guardare di nuovo a questo aspetto”. Nel suo intervento all’EuroPerio11, Kumar presenta due studi

Il primo, pubblicato su Microbiome nel 2021 nel quale ha mostrato che “il microbiota di persone con parodontite cronica e persone con parodontite aggressiva localizzata erano completamente diversi l'uno dall'altro”. Inoltre, dice, la parodontite aggressiva generalizzata (GAP) sembra essere “un conglomerato di malattie”, che include sia forme croniche precoci sia casi evoluti di parodontite aggressiva localizzata (LAP).  

Nel secondo studio, intitolato “Janus Man”, ha rivelato che in alcuni soggetti “non c'è differenza tra i siti malati e superficiali microbicamente”, mentre in altri “i siti malati e sani sono molto diversi tra loro”. In quest’ultimo gruppo, dominato da Aggregatibacter actinomycetemcomitans (Aa), i batteri sono stati trovati “all’interno del nucleo della cellula”, un dato che Kumar definisce “così spaventoso che sembra falso”. Queste scoperte potrebbero spiegare perché alcuni casi clinici non rispondono ai trattamenti: “i casi che falliscono potrebbero essere solo quelli in cui questi batteri sono seduti all’interno del nucleo e sono quindi resistenti a tutto ciò che possiamo fare”.   

A questo link l’approfondimento originale pubblicato su EFP.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

La parodontite resta strettamente legata al tabacco, se ne parla in un approfondimento dell’ European Federation of Periodontology


Una ricerca presentata all’American Heart Association suggerisce che Porphyromonas gingivalis possa favorire la calcificazione della valvola aortica attraverso processi...


L’iniziativa dell’EFP premia le migliori idee digitali che possono trasformare la salute orale sulla prevenzione, la diagnosi e la ricerca parodontale con riconoscimenti fino a 10.000 euro


Gli autori esaminano le prove disponibili per chiarire come infiammazione, metabolismo osseo e risposta immunitaria possano rappresentare un terreno patogenetico condiviso


Uno studio italiano ha valutato quali caratteristiche cliniche, comportamentali e psicologiche dei pazienti siano associate agli esiti del motivational interviewing e ha sviluppato un nomogramma...


Gli ortodontisti si dividono sui prodotti consigliati ma concordano sulla necessità di abbinare metodi chimici a quelli meccanici


Trombelli: un segnale che non va sottovalutato. Una ricerca SIdP ha fotografato la salute orale degli italiani per fascie di età


Una campagna globale per mettere la salute orale al centro del benessere, la bocca come specchio della salute generale. Le raccomandazioni EFP da trasferire ai propri pazienti


La prof.ssa Nardi invita a porre attenzione alla personalizzazione del trattamento di igiene orale domiciliare e professionale delle persone assistite che presentano lesioni del tessuto parodontale...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze


Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...


Una ricerca ha esplorato le correlazioni tra l'accumulo di placca sui solchi occlusali, lo stato di igiene orale generale, la patologia cariosa e la complessità delle cure necessarie su studenti...


Altri Articoli

Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze


Uno studio evidenzia come l'integrazione tra Lean Management e strumenti digitali possa migliorare l'organizzazione dei laboratori odontotecnici, riducendo errori, stress e tempi...


La parodontite resta strettamente legata al tabacco, se ne parla in un approfondimento dell’ European Federation of Periodontology


Dal primo settembre iniziano le lezioni del semestre aperto, queste le novità fino ad ora attivate


EDRA lancia i Summer Edra ECM, una promozione speciale che consente di accedere a tutti i corsi del catalogo formativo ECM con il 20% di sconto, fino al 25 agosto


La prof.ssa Nardi evidenzia che la salute orale si basa sulla gestione efficace del biofilm e sul mantenimento di un microbioma equilibrato, non sull’eliminazione indiscriminata...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Regione Piemonte e Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria finanziano progetto screening neonatale e odontoiatria solidale


Straumann ha chiesto dei suggerimenti da dare ai lettori della stampa generalista dati alla dott.ssa Laforì. Suggerimenti che, se condivisi, possono essere replicati ai vostri...


Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri Andrea Senna interviene sui social per ricordare ai professionisti un adempimento spesso trascurato ma previsto dalla normativa e...


Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...


L’esperienza del prof. Marco Martignoni con le soluzioni di imaging Dürr Dental: semplifica la selezione del protocollo e l’esecuzione dell’esame, riducendo la complessità...


Focus sulle novità del Decreto Sicurezza. ANTLO ricorda le regole e le responsabilità per titolare di laboratorio e studente. Un ripasso che può essere utile


Lo studio ha analizzato gli interventi riabilitativi basati sugli esercizi orali e gli strumenti impiegati per misurarne l’impatto sulle funzioni del cavo orale. Questi gli allenamenti da insegnare...


Ogni giorno medicina e odontoiatria fanno passi avanti sviluppando nuovi approcci terapeutici e tecnologie che consentono di proporre ai pazienti riabilitazioni sempre più veloci e...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi