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31 Marzo 2009

Risoluzione con l'ortotico di un caso di dismetria degli arti inferiori

di U.P. Martino


Obiettivi. Lo scopo di questo lavoro è dimostrare che la dismetria degli arti inferiori non è sempre di pertinenza ortopedica, pertanto non sempre la soluzione consiste nell’utilizzo del plantare.
Caso clinico. L’esame del paziente esaminato mette in evidenza, oltre alla dismetria degli arti inferiori (quello destro più corto del sinistro), diffi coltà alla rotazione passiva del capo a destra associata a cervico-brachialgia e lombosciatalgia omolaterale. L’esame occlusale mostra una deviazione mandibolare a sinistra di una certa entità. Il modello di studio kinesiologico adottato ha permesso di rilevare un’incongrua dimensione verticale soprattutto a sinistra.
Risultati. Già l’utilizzo di due rulli salivari posti tra le arcate ha portato alla scomparsa della suddetta dismetria. I test effettuati hanno consentito di determinare un nuovo rapporto intermascellare. La realizzazione di una chiave occlusale stabile (in materiale fotopolimerizzabile) ha permesso il corretto trasferimento dei dati in articolatore per il confezionamento dell’ortotico. Il posizionamento in cavo orale ha determinato la scomparsa dei sintomi, la risoluzione della diagnosticata (non reale) dismetria degli arti inferiori. La TAC volumetrica effettuata con l’utilizzo di un duplicato dell’ortotico realizzato con la polvere di bario permette di apprezzare la nuova posizione condilare a destra e a sinistra. Vengono riportati i dati relativi all’appoggio podalico su pedana stabilometrica, prima e dopo.
Conclusioni. Questo lavoro evidenzia come una posizione condilare non idonea, provocata da una postura mandibolare scorretta, attivando in maniera asimmetrica i muscoli masticatori può, a livello posturale, determinare la condizione clinica di una gamba più corta dell’altra a causa di un coinvolgimento asimmetrico della muscolatura (attraverso meccanismi di facilitazione-inibizione dei muscoli destri e sinistri).

Objective. The aim of the following study is to demonstrate that dysmetria of the inferior limbs is not always pertinent to orthopaedics, consequently the solution does not always consist in the use of plantars.
Case report. The postural exam of the patient examined highlights apart from the dysmetria of the inferior limbs (the right one is shorter than the left one), diffi culty in the passive rotation of the head to the right associated to homolateral cervicalbrachialgia and lumbarsciatica. The occlusion exam shows the existence of a deviation in the lower jaw. The adopted kinesiology model of study detected an inadequate vertical dimension on the left-hand side.
Results. The use of two cotton rolls placed between the arches brought about the disappearance of said dysmetria. The test carried out permitted to determine a new interjaw relation. The achievement of a stable occlusion key (in photopolimerizeable material) has permitted the correct transfer of data in articulator made up for the orthoptic. The mouth positioning has determined the disappearance of the symptoms, the resolution of the diagnostics (not real) dysmetria of the inferior limbs. The volumetric CAT (new X-ray: cone beam technology) scan executed with the use of an orthopic duplicate made with barium powder permits one to appreciate the new left and right condyle position. The relevent data is related to the podalic support on a stabilized footrest before and after.
Conclusions. This work demonstrates how an unsuitable condyle position due to an incorrect mandibular position activates the masticatory muscles in an asymmetric way at a postural level, the asymmetric envolvement of the muscles through a facilitation-inhibition  mechanism of the left and right musculature, determines the clinical conditions of one leg being shorter than the other.



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