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31 Ottobre 2022

Interazioni professionali: la nuova frontiera

Un addetto informatico in studio, un nuovo rapporto odontoiatra-odontotecnico per il prof. Gagliani fanno parte della rivoluzione digitale che la generazione degli attuali odontoiatri dovrà affrontare anche dal punto di vista educativo

di Massimo Gagliani


A un certo punto della propria vita professionale sorgono domande che hanno il sapore del definitivo; è già un bene che si rivelino degli interrogativi. Sono il segno che il dubbio possa muovere verso nuovi orizzonti, in caso contrario, l’immobilismo è la scontata conseguenza, il niente la somma finale. 

Il primo dubbio riguarda i grandi temi che hanno animato l’ultimo ventennio: implantologia e adesione

Sembrano rivelati per la gran parte delle necessità comuni; ha compiuto passi giganteschi l’endodonzia, la parte di rigenerazione ossea sembra fornire traguardi impensabili. Sono solo piccoli accenni al fatto che la clinica, oggi, possa risolvere problematiche complesse con metodologie più semplici rispetto al passato

Cosa cambierà quindi?  

Certamente assisteremo a progressi in tutti questi ambiti che forniranno incrementi decimali a un’addizione già abbastanza elevata. Ma il vero cambiamento, che l’odontoiatria al digitale ha già avviato, sarà quello legato alle interazioni i cui principi furono sanciti nel secolo scorso ma che le comunicazioni digitali hanno e stanno progressivamente mutando.  

Oggi il rapporto odontoiatra-odontotecnico ha sfondi tecnologici inesplorati; non fa in tempo a uscire un software che un secondo ne rivoluziona principi e risultati. La centralizzazione di servizi eliminerà alcuni ruoli ma ne costituirà altri; penso sempre di più a un addetto informatico all’interno dello studio odontoiatrico per evitare al dentista di indossare cappelli diversi ogni quarto d’ora.  

Questa rivoluzione, se debitamente affrontata anche da un punto di vista educativo, avrà il pregio di rendere le pratiche odontoiatriche meno costose e renderà accessibile a molti un’odontoiatria che pare di pochi. Questa credo sia la vera sfida che i rimasugli della nostra generazione dovranno avviare per consentire alle giovani generazioni di eliminare la massa di errori che il concetto “dell’orso-libero- professionale” ha prodotto.


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