Per il prof. Gagliani, l’adesione non è stata solo un processo per sé stesso rivoluzionario ma ha rivoluzionato un modo d’intendere l’odontoiatra che ha spaziato in vaste aree di molte discipline
L’immagine vista su Instagram del mio amico, valente collaboratore di Edra, prof. Lorenzo Breschi sul palco del congresso francese di odontoiatria mi ha riportato al tema di cui lui è maestro: l’adesione.
Proprio 25 anni fa ebbi il privilegio di lavorare a un capitolo con Roberto Spreafico di un testo che aveva al centro l’adesione il cui titolo era: la rivoluzione silenziosa. Aderire nella lingua italica non ha significato unico ma, al di là di quanto intendiamo da un punto di vista odontoiatrico, ne racchiude uno ben più consistente.
Aderire significa sposare una causa, essere parte di un progetto, combattere per un medesimo ideale. In questo senso, rivisitando questi 25 anni, l’adesione non è stata solo un processo per sé stesso rivoluzionario ma ha rivoluzionato un modo di intendere l’odontoiatra che ha spaziato in vaste aree di molte discipline.
Le implicazioni più interessanti hanno riguardato anche l’interfaccia dente-parodonto, per citare quella più recente e sorprendente.
Usare l’adesione per semplificare le procedure è stato un traguardo che l’odontoiatra raffinata ha sempre cercato di eludere; l’avvento del CAD/CAM l’ha reso quasi obbligatorio.
Aderire a protocolli clinici differenti porta un cambiamento dei paradigmi clinici di comportamento che stanno trasformando il rapporto medico-paziente; l’adesione il mezzo che ha reso possibile questa rivoluzione di una disciplina prima e dell’odontoiatria poi.
E non penso sia finita.
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