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19 Ottobre 2018

Calano gli abusivi e prestanome: dimezzate le denunce dei NAS rispetto al 2017

Iandolo (CAO): ‘’ora si camuffano nelle società complesse’’

Nor. Mac.

Dalle notizie che  la stampa locale con regolarità riporta non sembrerebbe, ma i dati diffusi dai NAS certificano un calo di irregolarità e sanzioni penali per abusivismo odontoiatrico.

Stando a quanto riporta il sito dell’ENPAM, i militari hanno effettuato, da gennaio a settembre di quest'anno, negli studi dentistici 437 controlli rilevando irregolarità̀ in 77 casi, pari al 17,6% del totale. Una percentuale dimezzata rispetto al 34,9% registrato nell'arco del 2017". 

"L'inasprimento delle pene contro i furbetti con pinza e trapano, in vigore da fine febbraio, sembra funzionare a giudicare dai risultati forniti dai Nas”, commenta sul sito di ENPAM il presidente CAO Raffaele Iandolo

Secondo il resoconto di questi primi mesi del 2018 sono in netto calo anche sanzioni penali (111 rispetto alle 336 formalizzate a fine 2017) e contestazioni d'esercizio abusivo della professione (61 contro 149).  "Dai primi dati sembra emergere una diminuzione della piaga dell'abusivismo", continua Iandolo. “Il nuovo articolo 348 del codice penale, che prevede pene e sanzioni più severe per chi esercita abusivamente, oltre alla confisca delle attrezzature utilizzate, è entrato in vigore solo a fine febbraio. Per avere un'idea più chiara dell'efficacia dovremmo aspettare". 

Presidente CAO che ricorda, però, come “il fenomeno sia tutt’altro che debellato” indicando come siano ancora "migliaia” i soggetti che ancora esercitano senza titolo e questi, dice, “è più facile che si camuffino nell'ambito di società complesse, nelle quali non sono i professionisti a metterci la faccia e a detenere il capitale dell'attività". 

Per capire realmente l’entità del fenomeno si dovrebbe però accedere anche ai dati dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza, secondo le cronache che Odontoaitria33 riporta sono sempre più numerose le Procure che affidano le indagini su presunti abusivi e prestanome ai “Berretti verdi” per fare mergere anche i reati fiscali. Dati purtroppo mai divulgati.  

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