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16 Settembre 2021

Influenza, vaccinazione non interferisce con risposta immune ad altri vaccini

Lo chiarisce il Ministero con una circolare evidenziando i rischi della mancata vaccinazione anti influenzale per i soggetti a rischio


Parte il conto alla rovescia per l'avvio della campagna vaccinale anti-influenza. Anche se lo scorso anno "è stata registrata una drastica riduzione dei casi di sindrome simil-influenzali", il ministero della Salute - nella circolare "Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2021-2022" - evidenzia come "un allentamento delle misure di prevenzione" anti-Covid "può portare a una potenziale co-circolazione di virus influenzali e Sars-CoV-2 e un maggiore impatto sulle popolazioni vulnerabili e sui sistemi sanitari". 

Quest'anno la campagna di vaccinazione antinfluenzale coinciderà con quella anti-Covid e con l'avvio della terza dose del vaccino anti Sars-CoV-2. Su questo il ministero precisa che "il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati".  Occorre quindi spingere sull'acceleratore anche sulle immunizzazioni contro l'influenza soprattutto per "le persone a maggior rischio di complicanze correlate, adulti e bambini con malattie di base, residenti in strutture socio sanitarie e altre strutture di assistenza cronica, persone di 65 anni e oltre, donne in gravidanza e alcune categorie professionali (operatori sanitari, lavoratori dei servizi essenziali", rimarca il ministero.  Il Ministero della Salute ricorda che "l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di riconsiderare la priorità dei gruppi a rischio per la vaccinazione antinfluenzale durante la pandemia Covid-19 per i seguenti motivi: assicurare un controllo ottimale dell'influenza tra i gruppi ad alto rischio di forme gravi di malattia Covid-19 e di influenza. Il ricovero in strutture sanitarie - prosegue la circolare - potrebbe aumentare il rischio di esposizione a Sars-CoV-2 e il successivo sviluppo di forme gravi di Covid-19; diminuire gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri per influenza; ridurre l'assenteismo tra gli operatori sanitari e di altri servizi essenziali per la risposta a Covid-19; assicurare la gestione e l'uso ottimale dei vaccini contro l'influenza stagionale potenzialmente limitati in tutto il mondo".  "Il cambiamento provvisorio nelle priorità relative ai gruppi a maggior rischio proposto dall'Oms ha il solo scopo di assicurare un controllo ottimale dell'influenza durante la pandemia Covid-19 e non dovrebbe avere un impatto negativo sui programmi di vaccinazione antinfluenzale e di copertura dei gruppi target esistenti, che sono basati sulle politiche nazionali e sulla situazione epidemiologica sia per l'influenza che per Covid-19", precisa il ministero. I gruppi a rischio con la massima priorità sono gli operatori sanitari (compresi gli operatori sanitari ospedalieri e quelli delle strutture di assistenza a lungo termine come case di cura, strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali) e gli anziani. 

Infine, "poiché permane una situazione pandemica Covid-19, si rappresenta l'opportunità - rimarca il ministero - di raccomandare la vaccinazione antinfluenzale nella fascia di età 6 mesi-6 anni, anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani", e ribadisce "l'importanza di rafforzare la sorveglianza virologica da parte dei medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta di tutte le regioni. In tal modo si potrà stimare l'impatto dell'influenza confermata e l'efficacia vaccinale sul campo dei vaccini antinfluenzali, nei soggetti di tutte le età non ospedalizzati". Ma non solo. "Al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d'età di maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata e può essere offerta gratuitamente nella fascia d'età 60-64 anni", conclude il ministero.

In vista della partenza della campagna, "servono delle indicazioni per i medici e anche per i pazienti su quando somministrare questo vaccino ad alcune categorie che stanno partendo con la terza dose, e poi capire anche a che distanza di tempo dalla seconda dose di vaccino anti-Covid si può fare quello antinfluenzale" sottolinea all'Adnkronos Salute il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. "Per il momento non ci è arrivata ancora nessuna indicazione - afferma Scotti -. Sappiamo che la terza dose andrà con una priorità più alta ai trapiantati e agli immunodepressi, ma serve un chiarimento su come muoversi e in che tempi per la vaccinazione anti-influenzale".   

 
 

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