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14 Ottobre 2025

Sicurezza della stampa 3D in studio

Il British Dental Journal pone delle riflessioni in tema di sicurezza per le apparecchiature utilizzate all’interno dello studio odontoiatrico


Stampante 3d

L'integrazione rapida della stampa 3D nella pratica dentale ha rivoluzionato i flussi di lavoro, consentendo la fabbricazione “in studio” di dispositivi protesici, modelli e dime chirurgiche. Sono sempre più numerosi gli studi odontoiatrici che dispongono di stampanti 3D, soprattutto per ridurre i tempi di riabilitazione per i pazienti.

Tuttavia, accanto a questi vantaggi, stanno emergendo preoccupazioni relative alla sicurezza. A porre qualche riflessione un articolo pubblicato sul British Dental Journal che sintetizza alcune ricerche e dati inglesi ritenendo necessaria una valutazione anche dei possibili rischi per la salute dei pazienti e del personale.

Rischio di emissioni 

La ricerca sostiene che le stampanti 3D utilizzate in studio avrebbero il potenziale di emettere "particelle ultrafini (PUF) e composti organici volatili (COV)" durante il funzionamento. Queste emissioni avrebbero conseguenze per la qualità dell'aria portando potenziali rischi per operatori. In uno studio odontoiatrico, viene affermato, dove sia i pazienti sia il personale trascorrono periodi prolungati, tali esposizioni "non dovrebbero essere trascurate".

Incoerenza negli standard di sicurezza

Gi autori sostengono che, nonostante la diffusione della stampa 3D -come dimostrato dai recenti dati delle NHS trusts (servizi sanitari nazionali inglesi)- gli approcci alla regolamentazione e alla sicurezza rimangono incoerenti.

Mentre alcune organizzazioni possono aderire a standard come ISO 13485, MDR (Regolamento sui Dispositivi Medici) o processi MHRA, molti rapporti indicano l'assenza di standard specifici implementati.

È chiaro, precisano gli autori, che l'adozione di misure pratiche, come "stampanti chiuse, ventilazione adeguata ed estrazione locale", ha il potenziale per ridurre i rischi associati. Ciononostante, gli autori sottolineano che senza "indicazioni più definite", l'implementazione di tali misure potrebbe rimanere disomogenea e incostante.

L'appello per la ricerca e la direzione coordinata

L'articolo sottolinea l'imperativo che la ricerca futura includa la considerazione delle emissioni, la sicurezza dei materiali e l'impatto ambientale, garantendo così che l'innovazione sia abbracciata "senza compromettere la salute". Per fornire una direzione necessaria, gli autori auspicano un approccio coordinato da parte del General Dental Council, delle Associazioni odontoiatriche e delle Autorità sanitarie e di medicina del lavoro.

A questo link l’articolo originale con i riferimenti bibliografici.


 
 

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