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11 Maggio 2026

Igienisti dentali e sedazione cosciente: c’è interesse e la consapevolezza dell’utilità

Uno studio pubblicato su Dental Cadmos fotografa livello di conoscenza, la diffusione d’uso e l’interesse formativo degli igienisti dentali italiani in tema di sedazione cosciente


Sedazione bambinoImmagine di repertorio

La sedazione cosciente è una tecnica farmacologica che consente di ridurre ansia e dolore mantenendo il paziente vigile, collaborante e con i riflessi protettivi intatti. Tra le modalità più diffuse in odontoiatria vi è quella inalatoria con protossido d’azoto e ossigeno, apprezzata per il suo effetto ansiolitico e analgesico e per il profilo di sicurezza elevato. In Italia, tuttavia, il quadro normativo riconosce la sedazione cosciente come competenza dell’odontoiatra, anche le linee guida AISOD citano solo l’odontoiatra come figura deputata per l’utilizzo della tecnica. 

Con questa premessa, un gruppo di ricercatori della Clinica Odontoiatrica Dipartimento di Neuroscienze,Università di Padova e dell’Istituto di Anestesia e TerapiaIntensiva, Ospedale Universitario di Padova, ha elaborato uno studio pubblicato su Dental Cadmos analizzando il livello di conoscenza, la diffusione d’uso e l’interesse formativo degli igienisti dentali italiani in tema di sedazione cosciente inalatoria con protossido d’azoto. L’indagine, condotta tramite questionario su 430 professionisti, restituisce una fotografia articolata e per certi versi contraddittoria del rapporto tra igienisti e sedazione. 

Il primo dato rilevante è l’elevata familiarità teorica con la metodica: il 98,3% degli intervistati dichiara di averne sentito parlare, anche se il percorso di apprendimento appare disomogeneo. Solo il 30,7% ha acquisito conoscenze durante la formazione universitaria, mentre la quota maggiore (46,5%) le ha maturate direttamente nell’ambiente di lavoro, segnalando una lacuna strutturale nei percorsi formativi accademici. 

Sul piano applicativo emerge invece una diffusione limitata: appena il 36,6% degli igienisti utilizza la sedazione inalatoria con protossido d’azoto, mentre il 64,4% non la impiega nella pratica clinica. Le ragioni principali sono di natura organizzativa e formativa: nel 55% dei casi la tecnologia non è disponibile nello studio, mentre circa il 30% degli intervistati dichiara di non sentirsi adeguatamente preparato. 

A fronte di un utilizzo non ancora diffuso, anche per via della normativa, appare invece molto alta la consapevolezza dei benefici clinicidella sedazione. Il 93,9% degli igienisti ritiene infatti che possa migliorare il comfort delle prestazioni di igiene orale, contribuendo a ridurre ansia e disagio nei pazienti, mentre oltre la metà considera tale beneficio significativo almeno in alcune situazioni. 

Il vero nodo critico emerso dall’indagine riguarda però il livello di conoscenza tecnica. Il 40% dei partecipanti non conosce la procedura di titolazione del protossido d’azoto, e solo il 28,3% dichiara di averla eseguita almeno una volta. Questo dato segnala un gap formativo rilevante, potenzialmente impattante sulla sicurezza dell’applicazione clinica. 

A ciò si aggiunge una significativa incertezza sul piano normativo. Le risposte evidenziano una percezione non univoca dei limiti operativi: il 38,1% ritiene che l’igienista possa lavorare su pazienti già sedati dall’odontoiatra, il 34% pensa sia possibile somministrare il gas con prescrizione e presenza del dentista, mentre una quota non trascurabile (17,5%) dichiara di non sapere quale sia la normativa vigente. 

Questa confusione trova riscontro nell’esigenza condivisa di maggiore chiarezza legislativa: il 98,1% degli igienisti intervistati considera prioritario definire in modo preciso il quadro normativo sull’utilizzo del protossido d’azoto. 

Parallelamente, emerge una forte domanda di formazione: l’89,1% del campione parteciperebbe volentieri a corsi dedicati alla sedazione cosciente. Un dato che conferma come la tecnica sia percepita non solo come utile, ma anche come competenza potenzialmente strategica per l’evoluzione della professione. 

Nel complesso, lo studio mette in luce un sistema in transizione. Da un lato, la sedazione cosciente con protossido d’azoto è riconosciuta come strumento efficace e sicuro per migliorare la gestione del paziente ansioso e aumentare la qualità delle prestazioni di igiene orale; dall’altro, persistono limiti normativi e carenze formative che ne ostacolano una diffusione più ampia e consapevole. 

La distanza tra pratica clinica e regolamentazione appare dunque il vero tema centrale: gli igienisti dentali italiani dimostrano interesse, consapevolezza e disponibilità ad acquisire nuove competenze, ma operano in un contesto in cui l’utilizzo della sedazione resta formalmente di competenza odontoiatrica e privo di un inquadramento specifico per la loro figura. Una situazione che, alla luce dei dati raccolti, sembra richiedere non solo un rafforzamento dell’offerta formativa, ma anche un confronto istituzionale volto a ridefinire ruoli e responsabilità, in linea con quanto già avviene in altri Paesi. 

Per approfondire: 

Indagine sull’utilizzo e conoscenza del protossido d’azoto tra gli igienisti dentali

Autori:  Andrea Roccon, Elena Assenzio, Luisa Albano, Luca Queirolo, Christian Bacci, Elisa Pistollato, Gastone Zanette   


Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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