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03 Luglio 2014

L'ASO, questa sconosciuta. I compiti dell'assistente allo studio odontoaitrico durante una giornata tipo, visti da una ASO


Sono le otto e trenta del mattino e l'Aso entra in studio. Davanti a lei una giornata di lavoro complessa e multiforme.
Per prima cosa mette nell'armadietto, insieme al cambio di vestiti, le preoccupazioni , il nervoso, il mal di testa.
Si cambia, in modo da essere ordinata e con il camice assolutamente pulito, e sorride: il sorriso lo porterà sul viso tutto il giorno, rivolgendosi ai pazienti, parlando con l'odontoiatra e rispondendo alle colleghe.

Sorridere non è un optional, è un dovere!

Perché nel lavoro dell'ASO tre sono i cardini fondamentali:

1) Fornire un servizio efficiente al cliente/paziente comprendendone paure, tensioni, preoccupazioni e dimostrando sempre professionalità e disponibilità, e un sorriso aperto e caldo è parte integrante di questo rapporto. Un servizio che si sviluppa nell'assistenza al cliente per i suoi problemi: dal parcheggio alla inabilità per la gamba rotta, dall'impegno improvviso alla difficoltà nel concordare un orario ecc. Un servizio che comprende una domanda gentile per il nipotino che ha cominciato ad andare a scuola, per il figlio che si sta laureando,  per il marito che ha cambiato lavoro. Un servizio che si esprime nell'SMS di auguri per il compleanno, nella telefonata per ricordare l'appuntamento o per chiedere come sta il giorno successivo all'intervento. Un servizio che si esprime attraverso una precisa e aggiornata raccolta anamnestica, alla segnalazione immediata, all'odontoiatra. Di eventuali situazioni di pericolo come allergie, pregressi episodi cardiocircolatori ecc.

2) Programmare, prevedere e organizzare la sequenza di operazioni, dalle più semplici alle più complesse, che andranno eseguite durante la giornata per collaborare con l'odontoiatra: dalla preparazione della  sala operatoria e della grande strumentazione ai  piccoli strumenti e al monouso, a seconda della terapia da erogare. Per questo i primi dieci minuti di lavoro (in sala operatoria) sono stati dedicati alla riunione con l'odontoiatra, per capire quali pazienti, cosa andrà fatto, quali problemi per ogni prestazione. E alla fine riordinare, decontaminare, avviare in sterilità tutto il piccolo strumentario non monouso, affinchè tutto torni pulito e ordinato. Linea di sterilità che avrà occupato l'inizio dell'attività mattutina, poiché, per prima cosa, vanno eseguiti i test per controllare che l'autoclave funziona e che Successivamente  saranno archiviati.

3) Contribuire a realizzare il vero, fondamentale, prioritario scopo dello studio odontoiatrico: progettare, propagandare ed  erogare prevenzione. Prevenzione che avrà il suo centro nel reparto di prevenzione gestito dall'igienista, ma che si ritrova in ogni atto e momento della vita dello studio. La lotta al fumo, al cancro orale, alle malattie di denti e gengive trova nell'ASO un momento fondamentale: parlare con il cliente, spiegare, motivare, il tutto dedicando tempo, tempo e pazienza, tempo e professionalità, sempre secondo le indicazioni ricevute dall'odontoiatra. Le malattie dento-gengivale trovano la loro prima e principale causa eziologica nell'insufficiente igiene orale. E' chiaro che tocca all'igienista spiegare, intervenire, insistere con scaling e root-planing, motivare e rimotivare. Ma l'ASO vede il cliente con più frequenza e quindi il suo contributo, insistendo, è determinante per fare della igiene orale l'argomento portante dello studio.

E a tutto questo va aggiunto il continuo aggiornamento e formazione perché le tecniche cambiano, le attrezzature si rinnovano, le conoscenze scientifiche si approfondiscono e l'ASO deve essere in grado di affiancare con efficienza ed efficacia il "suo" odontoiatra per servire sempre meglio i "loro" clienti.

A cura di: Fulvia Magenga, ASO Certificata Regione Lombardia, Segretario SIASO

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