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12 Gennaio 2015

Addio all'odontotecnico artigiano? L'impressione di un odontotecnico USA


Il mondo dell'odontotecnica è in subbuglio. La progressiva perdita del ruolo "artigianale" dell'odontotecnico a favore di restauri dentali sempre più legati alla "macchina" è sotto gli occhi di tutti.
A trattare l'argomento è, dalle pagine della Rivista Dentistry IQ, Craig A. Pickett, un noto odontotecnico americano. 
"Mi sono formato a caratterizzare le ceramiche feldspatiche, a modellare travate per ponti in lega preziosa, a montare denti su protesi mobili", scrive Craig. "Ho sempre trovato una vena di creatività artistica in questa "nostra  Arte" e mi sono sentito gratificato dalla consapevolezza che numerosi esseri umani vivano la loro esistenza con un mio "manufatto" in bocca". 

L'avvento del CAD/CAM, ricorda Craig, sta riducendo drasticamente la componente artigianale della professione di odontotecnico.  "Con un solo sguardo ad una impronta molti di noi erano in grado di capire se un dente preparato poteva essere incapsulato o se era necessario modificare la preparazione per creare gli spazi necessari o per migliorarne la ritenzione. La tecnologia, oggi, ci consente di produrre di più, in minor tempo ed a un costo inferiore. In molti casi il medico produce direttamente in studio la corona".

Importante, ricorda, è conoscere le caratteristiche e gli eventuali limiti dei nuovi materiali.
"Una corona monolitica fresata è monocromatica, senza la stratificazione "artigianale " della dentina e dello smalto non possiamo avere la stessa resa in translucentezza di un dente naturale. Per la protesi mobile è ormai alle soglie la possibilità di stampare direttamente in acrilico colorato base e denti: niente più denti montati su base di cera".

Ma secondo Craig, il restauro individuale realizzato dall'odontotecnico "artista" continuerà ad esistere come lavoro di qualità anche se sarà sempre più di nicchia e sempre meno gli odontoiatri disposti a prescriverlo. 
"A tutti piacerebbe avere un Monet o un Van Gogh appeso in salotto ma la maggior parte di noi deve accontentarsi di una bella riproduzione". 
"La formazione dei futuri odontotecnici cambia rapidamente, sicuramente non avranno il tempo che hanno avuto quelli della mia generazione per impratichirsi nella caratterizzazione delle porcellane feldspatiche. I nuovi materiali entrano rapidamente nel mondo dentale e si evolvono velocemente. Sarà avvantaggiato chi avrà nel bagaglio culturale più competenze e capacità di adattamento".

Continueremo sempre ad avere bisogno di tecnici "artisti" ma che sappiano padroneggiare le nuove tecnologie e siano esperti dei nuovi materiali e in grado di comunicarli correttamente ai dentisti e ai pazienti. L'arte non sta morendo in odontoiatria, l'arte  è fare il cambiamento ed entrare in una nuova era.

A cura di: Davis Cussotto, odontoiatra libero professionista Twitter @DavisCussotto

 
 

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